Corte costituzionale – Sentenza 272 in tema di maternità surrogata

Corte costituzionale – Sentenza 272 in tema di maternità surrogata

Pubblichiamo la sentenza n. 272 della Corte costituzionale, discussa all’udienza pubblica del 21 novembre 2017 e depositata lo scorso 18 dicembre, relatore il prof. Giuliano Amato, in materia di maternità surrogata. La accompagniamo con questa sintetica scheda di lettura, riservando un commento meno rapido. (altro…)

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Dat – L’on. Pagano pone al ministro Lorenzin la questione dell’obiezione di coscienza

Dat – L’on. Pagano pone al ministro Lorenzin la questione dell’obiezione di coscienza

Pubblichiamo il resoconto stenografico della question time, tenuta nell’Aula della Camera dei Deputati nel pomeriggio del 20 dicembre 2017, proposta dall’on. Alessandro Pagano e della risposta del ministro della Salute on. Beatrice Lorenzin. Il tema dell’interrogazione, che trae esplicitamente spunto dall’appello rivolto al Capo dello Stato del Centro studi Livatino, è l’assenza nella legge sulle dat di una norma sull’obiezione di coscienza, e altresì di esenzione delle strutture sanitarie cattoliche dall’applicazione delle nuove disposizioni. Il Centro studi Livatino ha diffuso ieri un comunicato-stampa a commento  della risposta del ministro, che si può leggere su questo stesso sito. I media hanno dato ampio risalto alla question time.

CAMERA DEI DEPUTATI

seduta pubblica del 20 dicembre 2017

 

Iniziative urgenti volte a riconoscere l’obiezione di coscienza in materia di “testamento biologico” – n. 3-03452

 

PRESIDENTE. L’onorevole Pagano ha facoltà di illustrare l’interrogazione Fedriga ed altri n. 3-03452 (Vedi l’allegato A), di cui è cofirmatario. Ha un minuto, onorevole.

ALESSANDRO PAGANO. Presidente, com’è noto, la scorsa settimana c’è stata l’approvazione delle DAT (disposizioni anticipate di trattamento, lo dico a vantaggio di chi ci ascolta in questo momento), cioè di una legge eutanasica. Sostanzialmente sono nati già dei problemi grossissimi, legati soprattutto all’obiezione di coscienza. Nel momento stesso in cui si deciderà la morte di qualcuno, signor Ministro, è chiaro che ci sarà una struttura sanitaria e un medico che non potranno rifiutare tutto ciò.

Questo sta creando problemi grossissimi; è noto infatti che in Italia esistono istituti sanitari che sono di ispirazione cattolica, che hanno una sensibilità particolare, senza contare che la stragrande maggioranza dei medici sta già mostrando una perplessità notevole.

A fronte di tutto questo, è chiaro che ci potrebbero essere problemi seri. Pensi che il Centro Studi Livatino, audito al Senato soltanto sei mesi fa per il tramite di un ordinario di diritto costituzionale, ha avuto modo di spiegare che il profilo di incostituzionalità di questa legge è altissimo.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

ALESSANDRO PAGANO. Allora, chiediamo al Ministro ​-​ mi avvio alla conclusione ​-​, siccome mi pare che siamo di fronte quasi a un caos, o comunque a una forte perplessità della legge…

PRESIDENTE. Onorevole Pagano, deve proprio concludere.

ALESSANDRO PAGANO. …quali iniziative si stiano prendendo in riferimento a questo provvedimento.

PRESIDENTE. La Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

BEATRICE LORENZIN, Ministra della Salute. Presidente, rispondo agli onorevoli interroganti evidenziando innanzitutto che la legge sul biotestamento, di recente approvata in via definitiva al Senato della Repubblica e non ancora pubblicata nella GazzettaUfficiale, quindi non ancora entrata in vigore, è un provvedimento di iniziativa parlamentare, nei confronti del quale, come è noto, il Governo ha ritenuto di non assumere alcuna posizione, ma di rimettersi alla volontà dei gruppi parlamentari; ciò a ragione del fatto che il cosiddetto fine vita è un tema che non può che essere lasciato alle valutazioni di coscienza di ciascun parlamentare. Preciso altresì che la legge in esame non disciplina il suicidio assistito né l’eutanasia, ma regola il consenso informato.

Con tale premessa, non intendo tuttavia sottrarmi al puntuale quesito che mi è stato rivolto. A tale proposito, non ignoro che la legge appena approvata non contenga una specifica disciplina in tema di obiezione di coscienza per i medici. Proprio per questa ragione, assicuro che seguirò con grande attenzione l’applicazione delle nuove disposizioni e che, nell’ipotesi in cui si dovessero verificare le criticità paventate dagli onorevoli interroganti, assumerò immediatamente le necessarie iniziative di mia competenza volte a salvaguardare la piena operatività del sistema sanitario, come ho fatto in tutti questi anni con riferimento alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, rispetto alla quale ho sempre verificato, nella qualità di Ministro della Salute, che sussistesse l’accesso alle pratiche abortive rispettando il diritto all’obiezione di coscienza.

A riprova di questo impegno, informo che è mia intenzione, immediatamente dopo la pubblicazione della legge, incontrare i rappresentanti delle strutture sanitarie private cattoliche, per condividere con loro opportune modalità applicative della legge volte a contemperare la necessità di applicare fedelmente le nuove disposizioni legislative con le altrettanto fondate esigenze di assicurare agli operatori sanitari il rispetto delle loro intime posizioni di coscienza.

PRESIDENTE. Il deputato Pagano ha facoltà di replicare, per due minuti.

ALESSANDRO PAGANO. Presidente, mi dispiace dirlo ​-​ al di là della stima che mi lega personalmente al Ministro ​-​, ma siamo profondamente insoddisfatti e i motivi sono logici: bastava semplicemente intervenire.

L’obiezione di coscienza è un baluardo di civiltà, la state negando, l’avete pervicacemente negata, per motivo ideologico, basti pensare alle dichiarazioni che ha fatto la senatrice Di Biase quando, di fronte all’audizione di questo ordinario di diritto costituzionale e di fronte ad un dibattito assolutamente forte da questo punto di vista, si è limitata a dire: va bene, si andrà casomai di fronte alla Corte costituzionale, e casomai si troverà una soluzione; nella peggiore delle ipotesi si toglieranno ​-​ attenzione a questo passaggio, signor Ministro ​-​ le convenzioni agli istituti religiosi.

Ora, mi pare di poter dire che gli istituti accreditati di carattere cattolico sono un pilastro fondamentale nella nostra società. Lo dico a vantaggio sempre di chi ci ascolta, stiamo parlando del Gemelli, e poi del Bambin Gesù, delle Case del sollievo di San Giovanni Rotondo, del Poliambulanza di Brescia: stiamo parlando di 100 istituti che producono scienza e assistenza ad altissimo livello. Siete pronti per questo caos?

Io purtroppo devo dire, la risposta è veramente insufficiente, perché Ministro, si poteva intervenire prima: anziché dire “vediamo che succede, vi garantisco personalmente che intervengo”, a parte la legislatura finita, forse era il caso che si intervenisse, e c’erano tutte le condizioni. E guardi che il caos è già pronto dietro la porta: viene fuori dalla dichiarazione del Cottolengo, che ha detto “pronti ad andare davanti al giudice, perché c’è andato Cappato per portare una persona al suicidio assistito, immaginarsi se non ci andiamo noi che difendiamo la vita umana secondo il detto del Vangelo, che è molto più importante di Cappato”.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

ALESSANDRO PAGANO. La stessa dichiarazione viene fuori (e mi avvio alla conclusione, Presidente) dalla clinica di Acquaviva delle Fonti, dall’ARIS Piemonte che comprende 14 strutture: preparatevi al caos! Allora, qual è la conclusione?

PRESIDENTE. Grazie.

ALESSANDRO PAGANO. Gli ultimi dieci secondi, Presidente, mi perdoni. Quali sono le conclusioni? Sono che questa è una legge profondamente ideologica, l’avete voluta a tutti i costi; è la stessa logica che impone un passaggio di tipo dittatoriale. Il nazionalsocialismo non ha saputo fare questo!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagano. Grazie, onorevole Pagano.

ALESSANDRO PAGANO. Perché c’è stata una guerra che ha combattuto questo tipo di legge, e qui invece l’avete imposta.

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Il grido cattolico: il Colle fermi il biotestamento

Il grido cattolico: il Colle fermi il biotestamento

Articolo di Stefano Zurlo, pubblicato su il Giornale del 20/12/2017. 

Una lettera al presidente della Repubblica perché non firmi la legge e la rispedisca in Parlamento. È una bordata pesante contro il biotestamento quella che parte dal mondo cattolico nella forma di una missiva inviata a Sergio Mattarella. Nel testo – firmato fra gli altri dall’avvocato Mauro Ronco, presidente del centro studi Livatino, dal professor Massimo Gandolfini, presidente del comitato Difendiamo i nostri figli e da monsignor Massimo Angelelli, responsabile Ufficio pastorale sanitaria della Cei – gli autori mettono in rilievo il «pregiudizio che l’applicazione delle norme sulle Dat», le disposizioni anticipate di trattamento, «reca agli istituti sanitari religiosi o comunque di orientamento cattolico, nel quadro dei rapporti fra la Repubblica italiana e la Chiesa cattolica».

Siamo, a sentire i rappresentanti di queste realtà, oltre il limite della Costituzione. E per questo Mattarella viene invitato a valutare «l’ipotesi di rinviare il testo alle Camere con messaggio motivato».

Insomma, la legge appena varata fra squilli di tromba scontenta la sensibilità di tante istituzioni che si muovono dentro il mondo della sanità. Un episodio chiarirebbe dove si va a parare: nel corso di un’audizione al Senato, la relatrice del disegno di legge Emilia De Blasi ha spiegato che se dovessero sorgere conflitti sul tema spinosissimo dell’obiezione di coscienza, la soluzione sarà quella di togliere le convenzioni alle strutture ospedaliere di ispirazione cattolica. Certo, una frase non può imbrigliare la norma, ma indica comunque una tendenza che forse è stata sottovalutata nelle interminabili discussioni dei mesi scorsi. E allora le diverse sigle che hanno trovato la comune ispirazione – dall’Aris, Associazione religiosa istituti sanitari, all’Amci, l’Associazione medici cattolici italiani, prevedono un vero e proprio terremoto dagli effetti devastanti. Salterebbe l’accreditamento per ospedali importantissimi: il Policlinico Gemelli, il Bambino Gesù, il Fatebenefratelli, il Cristo Re, il Campus BioMedico, la Fondazione Maugeri, la Casa Sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, altre cento strutture circa presenti sul territorio nazionale.

Ma tutto questo costituirebbe una violazione dell’articolo 7 della Costituzione, quello che regola i rapporti fra Stato e Chiesa e richiama i Patti Lateranensi. Si vedrà. Ma la questione sul tappeto non può essere risolta con un’alzata di spalle. Se un medico ritenesse di «non sospendere l’alimentazione e l’idratazione con ausili», gli sarebbe negata la chance dell’obiezione e se la struttura dovesse allinearsi allo specialista ecco che scatterebbe la tagliola sull’accreditamento.

Scenari forse estremi. Ma dopo i proclami sulle misure di civiltà dei primi giorni, il disagio cresce.
E diversi spezzoni del mondo cattolico si preparano ad una battaglia che si annuncia lunga.

Stefano Zurlo

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Comunicato stampa – Il ministro della Salute riconosce la lacuna nella legge dat

Comunicato stampa – Il ministro della Salute riconosce la lacuna nella legge dat

Ospedali cattolici

 Il ministro della Salute riconosce la lacuna nella legge dat.

Confermata l’opportunità di un rinvio alle Camere da parte del Capo dello Stato

Pochi minuti fa il ministro della Salute ha risposto a una question time proposta dall’on. Alessandro Pagano, che ha posto la questione dell’applicazione della legge sulle dat agli ospedali cattolici: una questione che era stata sollevata due giorni fa dall’appello inviato al Capo dello Stato dal Centro studi Livatino, dal Comitato Difendiamo i nostri Figli e da rappresentanti di medici e di istituti sanitari cattolici. L’on. Lorenzin ha riconosciuto l’esistenza del problema,cioè l’assenza nella legge di una norma che disciplini l’obiezione di coscienza, o che esenti dalle nuove disposizioni gli istituti sanitari cattolici. Lo ha riconosciuto a tal punto da annunciare un suo incontro con i rappresentanti di tali istituti al fine di individuare un equilibrio fra le norme appena approvate e la tutela delle intime posizioni di coscienza dei medici e del personale sanitario. Apprezzando la franchezza del ministro, rileviamo che l’incontro annunciato, e gli atti eventualmente seguenti – una circolare ministeriale? – non avranno mai la forza di colmare una voluta e conclamata lacuna della legge primaria. Ciò conferisce ancora più ragione all’auspicio che il Presidente della Repubblica, come chiesto dal nostro appello, rinvii con proprio messaggio al Parlamento il disegno di legge Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento per consentire che quel vulnus, apertamente ammesso dal ministro del settore, sia sanato. E per evitare un interminabile e costoso contenzioso, che sarebbe solo fonte di confusione e di danni per pazienti e medici.

Roma, 20 dicembre 2017

info@centrostudilivatino.it – www.centrostudilivatino.it  – +39 329 4105375

 

 

 

 

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