Il Centro studi Livatino – che nei giorni scorsi ha raccolto 600 firme di giuristi in calce a un appello critico verso il ddl Cirinnà – manifesta sorpresa per la posizione espressa dall’Avvocatura generale dello Stato, nel giudizio davanti alla Corte costituzionale di mercoledì prossimo, che avrà per oggetto la stepchild adoption. Il caso è quello di due donne conviventi ciascuna delle quali ha un proprio figlio, che in Oregon (Usa) sono state reciprocamente riconosciute madre adottive dell’altro figlio. Il Tribunale per i minori di Bologna, città nella quale le due donne si sono trasferite, richiesto di riconoscere l’adozione “incrociata” anche in Italia, ha mandato gli atti alla Consulta, ritenendo che la legge italiana non consente tale possibilità, e ha ravvisato in ciò una illegittimità costituzionale. Stando a la Repubblica di oggi, che riporta testualmente vari passaggi della memoria, L’Avvocatura dello Stato ha chiesto alla Corte l’inammissibilità del ricorso sostenendo che già adesso la stepchild adoption sarebbe riconosciuta dall’ordinamento italiano; tale possibilità, secondo la stessa Avvocatura, non sarebbe contraria “ai principi del diritto di famiglia e del minore”, mentre costituirebbe un “diffuso pregiudizio sociale sull’argomento” che l’equilibrio del bambino non sia garantito da una coppia omogenitoriale. La sorpresa deriva dal fatto che: 1) l’Avvocatura dello Stato esprime valutazioni metagiuridiche che non le competono; 2) fonda la sua valutazione sulle due sentenze del Tribunale per i Minori di Roma, attualmente minoritarie e contraddette dall’orientamento prevalente nella Cassazione; 3) la sua posizione, che è formalmente quella del Governo – visto che le indicazioni politiche le provengono dalla Presidenza del Consiglio -, avviene su mandato di un Governo che per gli emendamenti sul ddl Cirinnà, e quindi anche sulla stepchild adoption, ha sempre sostenuto di rimettersi all’Aula del Senato, e quindi di non esprimersi nel merito. E’ veramente singolare che il Governo dica questo in Parlamento e si schieri a favore della stepchild davanti alla Consulta. 
 
 Prof. Mauro Ronco – presidente del Centro studi Livatino
 

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