Articolo pubblicato il 19 ottobre 2016 su Tempi.

Venerdì prossimo, 21 ottobre, con inizio alle 15 si svolgerà il convegno annuale organizzato dal Centro studi Livatino, sul tema dell’obiezione di coscienza, come meglio precisato nell’allegato, nell’Aula dei gruppi a Montecitorio (ingresso da via Campo Marzio entro le 14.30 previa registrazione all’indirizzo mail in calce).

Dopo l’intervento introduttivo del questore della Camera Stefano Dambruoso e il saluto del presidente dell’Ass. Naz. Magistrati Piercamillo Davigo, svolgeranno relazioni il direttore dell’European Centre for Law and Justice Grégor Puppinck e il consigliere della Corte di Cassazione Giacomo Rocchi. Seguirà una serie di testimonianze dai settori interessati in modo diretto o indiretto dal conflitto fra la norma di legge e la coscienza personale: dei problemi esistenti nelle scuole, a seguito della diffusione dell’“insegnamento” del gender, parlerà il presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli Massimo Gandolfini; delle difficoltà dei medici, non soltanto in Italia, a causa delle legislazioni abortiste ed eutanasiche, tratterà il segretario generale della Federazione internazionale delle Associazioni dei Medici cattolici Ermanno Pavesi; ai farmacisti, in Italia non tutelati sul punto da alcuna norma di legge nonostante la distribuzione attraverso le farmacie di “prodotti” abortivi, sarà dedicato l’intervento del presidente dell’Unione cattolica Farmacisti italiani Pietro Uroda; della situazione di taluni pubblici ufficiali, in primis i sindaci e i segretari comunali, dopo la recente approvazione della legge c.d. sulle unioni civili, tratterà il dirigente della P.A. Paolo Maria Floris. La relazione conclusiva sarà di Mauro Ronco, ordinario di diritto penale a Padova e presidente del Centro studi Livatino, mentre il coordinamento dei lavori è affidato a Domenico Airoma, Filippo Vari e Alfredo Mantovano, vicepresidenti del Centro Studi.

Il tema è sempre più attuale, dopo una serie di episodi di palese discriminazione a causa della coscienza accaduti in Stati occidentali, con l’approvazione della leggi che confliggono con i principi del diritto naturale e con la stretta sul piano amministrativo che interessa in particolare medici e farmacisti.

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