Il diritto alla obiezione di coscienza, soprattutto nel caso di aborto, è attualmente posto sotto attacco da parte delle lobbies abortistiche. Occorre, pertanto, premunirsi in vista della difesa di questo fondamentale diritto umano.

La Corte interamericana dei diritti umani dovrà presto decidere sulla portata di tale diritto nei casi di aborto. Nel 2014 Panama ha sollevato la questione se soltanto alle persone fisiche, e non anche alle persone giuridiche, sia garantito il diritto fondamentale alla obiezione di coscienza dal trattato interamericano per i diritti umani.

Il centro per i diritti riproduttivi (CRR), nota lobby pro aborto, in un parere presentato alla Corte sostiene che i soggetti giuridici, sia pubblici che privati, non godrebbero della libertà di coscienza e di religione e, pertanto, mai potrebbero rifiutarsi di prestare nelle loro strutture il contributo necessario alla pratica dell’aborto. Il personale medico ugualmente non avrebbe diritto alla protezione del diritto all’obiezione di coscienza. Infatti l’obbligo degli Stati di dare accesso legale all’aborto dovrebbe sempre prevalere sulla coscienza e sulle credenze personali.

Come possiamo vedere da queste mosse vi è fondato pericolo che anche in Italia venga prossimamente aggredito il diritto all’obiezione di coscienza. E’ quanto mai necessario, pertanto, che su questo tema tutti i giuristi si impegnino per la tutela di un fondamentale diritto umano. Il Centro Studi Livatino sta preparando un convegno tra i giuristi italiani in sua difesa.

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