(ANSA) – ROMA, 4 GIU – “Pur in mancanza di una espressa previsione del diritto di obiezione, il Sindaco non é obbligato a celebrare” le unioni civili – regolarizzate dalla legge Cirinnà che domani entra in vigore – “e può invece delegare altri soggetti”. E’ quanto sostiene il Centro studi Livatino, associazione che riunisce giuristi cattolici contrari alle nozze gay e pro famiglia tradizionale, che invita i sindaci ad esercitare l’obiezione di coscienza e a svolgere una “azione politica” mirata “all’ abrogazione della legge con un referendum o da parte di una nuova maggioranza parlamentare” o sollevando, quando possibile, “questioni di legittimità costituzionale”.
    Secondo il centro studi, “a legislazione vigente il Sindaco può delegare l’ esercizio della funzione ma non può bloccare l’ esercizio della medesima”, e può dunque delegare altri funzionari comunali – a meno che anche loro non siano obiettori – a ricevere la dichiarazione di unione civile senza essere tenuto all’ obbligo “di motivazione a fondamento della delega”.

    Il centro studi prospetta inoltre la possibilità che i sindaci scelgano di non delegare nessuno alla celebrazione delle unioni civili e si rifiutino di ricevere le dichiarazioni finalizzate alla costituzione delle unioni in modo tale che il compito ricada sul Prefetto, e che le coppie che non sono riuscite a ‘ sposarsi’ si rivolgano al Tar. In quella sede i sindaci obiettori – auspica il centro studi – potranno sollevare l’incostituzionalità della legge 76/2016 “nella parte in cui non prevede l’ obiezione di coscienza”. Inoltre, secondo il centro studi, i sindaci, “preferibilmente a seguito di indirizzo da parte della giunta municipale”, possono introdurre un regime di ‘apartheid’ tra matrimoni e unioni civili facendoli celebrare in luoghi diversi. “Il Sindaco – ritiene il centro studi – può emettere un provvedimento che disciplina l’ ubicazione dei siti, considerando i diversi fondamenti costituzionali delle due tipologie di atto:  tutto ciò ricade nell’ autonomia organizzativa del Sindaco, che può senz’ altro valorizzare le differenze tra i due adempimenti”. (ANSA).

 

Si veda anche Agensir.it

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