Nella seduta dell’11 maggio alla Camera, dedicata al voto di fiducia sulla legge Cirinnà, gli on. Alessandro Pagano e Gian Luigi Gigli con coraggio e coerenza hanno votato “no” alla fiducia al Governo, benché fino a quel momento esponenti della maggioranza. Pubblichiamo la trascrizione dei loro interventi in Aula:
 
 
 
ALESSANDRO PAGANO. Grazie, Presidente. Voterò contro la fiducia al Governo perché non lo ritengo meritevole, specie con riferimento a un argomento così alto, come valore etico e sociale, quali sono appunto le unioni civili, che comporteranno una sicura deriva antropologica.
 Per anni, quasi tutti i componenti di questo Governo ci hanno riempito la testa che la famiglia è fra i temi principali di azione del Governo; di fatto, abbiamo assistito invece a un disinteresse totale. Persino le modifiche apportate al DEF dello scorso anno sono rimaste lettera morta. Abbiamo assistito solo a un’azione costante di battute, di dichiarazioni di intenti, ma mai nulla di concreto si è realizzato. Anzi, abbiamo assistito a una strategia nella lotta contro la sacralità della vita e il valore della famiglia naturale, prova concreta che esisteva ed esiste un disegno, oserei dire diabolico, molto ampio: “la disgregazione dell’umano”. Provo a ricordare a quest’Aula e al Paese che l’Italia ha il più basso indice di natalità al mondo e che nulla si sta facendo per risolvere questo problema. Come non ricordare ancora che nella legge sulle tossicodipendenze fu ribadita la differenziazione fra droghe leggere e droghe pesanti e di fatto ci fu la liberalizzazione delle cosiddette droghe leggere, specie cannabinoidi di ultima generazione, con devastanti THC, che distruggono il cervello ai nostri giovani? Come non ricordare l’approvazione del divorzio breve, che rende oggi più facile cancellare un matrimonio che cambiare gestore telefonico? Come non ricordare che in Italia c’è la più grande pressione fiscale dell’OCSE a livello familiare? Le università di Utrecht e di Linz dicono che abbiamo il 68,8 per cento di pressione fiscale. Come non ricordare che sono già state calendarizzate la proposta di legge sull’eutanasia e che nel frattempo si discute sul divorzio breve-express, la totale liberalizzazione delle droghe, le teorie gender a scuola? E infine come non ricordare proprio in queste ore la vergognosa mercificazione delle donne con la logica dell’utero in affitto prevede, e che ancora continua ad albergare nella mente di tutto il Partito Democratico. E che addirittura è stata oggetto di una pesante polemica interna, un autorevole membro del partito, l’onorevole Cimbro? 
Ritornando a noi – chiudo Presidente – non posso votare la fiducia a un Governo che, anziché pensare a risolvere i problemi della famiglia, ha avvertito invece l’esigenza di mettere due fiducie su un tema così divisivo, come quello delle unioni civili, e che ha voluto proprio approvare tutto quello che ho appena detto.
 Spiego anche il “no”.

PRESIDENTE.  No. Deve concludere, deputato, mi spiace.
ALESSANDRO PAGANO. E spiace che il partito – chiudo -, il mio partito, il 7 dicembre 2013, nato con una genesi ben precisa, la difesa della vita e la famiglia, architrave fondamentale della società, se lo sia dimenticato. Per tutti questi motivi, voterò “no”.
 
GIAN LUIGI GIGLI:

Resoconto Gigli - DDV unioni civili 110516.pdf

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