Unioni: Centro Livatino; Cirinnà liberticida,elimina obiezione

(ANSA) – ROMA, 12 MAG – “Le preoccupazioni espresse in questi giorni da sindaci o candidati sindaci sono fondate:  oltre a minare le basi del diritto di famiglia e dell’ ordinamento minorile, la legge Cirinnà é in sé liberticida. Manca in essa qualsiasi norma sull’ obiezione di coscienza”. E’ quanto dichiara il prof. Mauro Ronco, presidente del Centro studi Livatino.    “Il comma 2 – spiega – fissa il rito di costituzione dell’unione fra persone dello stesso sesso con la ‘ dichiarazione di fronte all’ ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni’; il comma 28 contiene una delega al Governo perché riveda la materia delle iscrizioni e delle trascrizioni nei registri dello stato civile adeguandoli alle disposizioni della nuova legge. Il termine ‘ trascrizioni’ rinvia ai matrimoni contratti all’ estero da una coppia same sex. Che cosa accade al funzionario dell’ anagrafe che, aderendo in coscienza al dato di natura richiamato dall’ articolo 29 Cost., chiede di essere sollevato dal rito di costituzione ovvero dalla trascrizione delle nozze contratte all’ estero?

Il dipendente comunale sa che da quella dichiarazione formalizzata davanti a lui deriva un regime giuridico sostanzialmente matrimoniale:  può astenersi dal riceverla, proprio perché essa ha carattere ‘ costitutivo’, e alla sua formazione egli dà un contributo determinante?”.    Secondo Ronco, “nel nostro ordinamento il diritto di obiezione é previsto  per esempio, nella legge sull’ aborto. La mancata previsione di questa possibilità nella legge sulle unioni civili provocherà problemi seri. Kim Davis, l’ impiegata dello Stato del Kentucky, é finita in carcere per aver opposto un diniego a registrare un matrimonio same sex, mentre una sua collega nel Regno Unito Lilian Ladele é stata ‘ soltanto’ licenziata”. “Che cosa accadrà in Italia? – chiede – Si avvierà un procedimento penale per rifiuto di atti di ufficio? Si perderà il posto di lavoro? Saranno ammesse azioni risarcitorie contro privati per il rifiuto di assumere obblighi di diritto civile implicanti il riconoscimento di unioni same sex? Che fine farà il docente che spiega agli alunni che il matrimonio è quello fra un uomo e una donna? Questi aspetti vanno affrontati e risolti:  in quest’ottica il Centro studi Livatino sta organizzando per il prossimo 21 ottobre un convegno internazionale dedicato al tema”.  (ANSA).

AGI, giovedì 12 maggio 2016, 12:11:34
Unioni civili: Centro Livatino, grave no obiezione di coscienza
  
 Unioni civili:  Centro Livatino, grave no obiezione di coscienza =
  (AGI) – Roma, 12 mag. – “Le preoccupazioni espresse in questi giorni da sindaci o candidati sindaci sono fondate:  oltre a minare le basi del diritto di famiglia e dell’ ordinamento minorile, la legge Cirinna’ e’ in se’ liberticida. Manca in essa qualsiasi norma sull’ obiezione di coscienza”. Lo afferma Mauro Ronco, presidente del Centro studi Livatino, che spiega: “Il comma 2 fissa il rito di costituzione dell’ unione fra persone dello stesso sesso con la ‘ dichiarazione di fronte all’ ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni’; il comma 28 contiene una delega al Governo perche’ riveda la materia delle iscrizioni e delle trascrizioni nei registri dello stato civile adeguandoli alle disposizioni della nuova legge. Il termine ‘ trascrizioni’ rinvia ai matrimoni contratti all’ estero da una coppia same sex. Che cosa accade al funzionario dell’ anagrafe che, aderendo in coscienza al dato di natura richiamato dall’ articolo 29 Costituzione chiede di essere sollevato dal rito di costituzione ovvero dalla trascrizione delle nozze contratte all’ estero? Il dipendente comunale sa che da quella dichiarazione formalizzata davanti a lui deriva un regime giuridico sostanzialmente matrimoniale: puo’ astenersi dal riceverla, proprio perche’ essa ha carattere ‘costitutivo’, e alla sua formazione egli da’ un contributo determinante?”, chiede Ronco.
     “Nel nostro ordinamento il diritto di obiezione e’ previsto per esempio nella legge sull’ aborto. La mancata previsione di questa possibilita’ nella legge sulle unioni civili provochera’ problemi seri. Che cosa accadra’ in Italia? Si avviera’ un procedimento penale per rifiuto di atti di ufficio? Si perdera’ il posto di lavoro? Saranno ammesse azioni risarcitorie contro privati per il rifiuto di assumere obblighi di diritto civile implicanti il riconoscimento di unioni same sex? Che fine fara’ il docente che spiega agli alunni che il matrimonio e’ quello fra un uomo e una donna? Questi aspetti vanno affrontati e risolti:  in quest’ ottica il Centro studi Livatino sta organizzando per il prossimo 21 ottobre un convegno internazionale dedicato al tema”, conclude il presidente.  (AGI)

 

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