Una buona sentenza, perché fondata sulla libertà della coscienza di fronte allo Stato.

Una buona sentenza, perché fondata sulla libertà della coscienza di fronte allo Stato.

Pubblichiamo, in esclusiva per questo sito, un commento più articolato sulla sentenza della Corte Suprema USA riguardante Jack il pasticciere, della quale avevamo dato notizia ieri con un sintetico riferimento al suo contenuto. L’Autore, Marco Respinti, è da decenni conoscitore attento della culture e del mondo statunitensi. A lui si devono saggi e traduzioni importanti, a cominciare dalle opere più significative di Russell Kirk.  (altro…)

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Ci risiamo con la solita ipocrisia

Ci risiamo con la solita ipocrisia

Articolo di Alfredo Mantovano, pubblicato il 3 giugno 2018 su Il Tempo.

Dobbiamo aver perso qualche passaggio: immaginavamo che fosse ancora in vigore l’articolo 29 della Costituzione che definisce la famiglia «società naturale fondata sul matrimonio». Invece, a leggere e ad ascoltare le reazioni irate per le parole del ministro Fontana sulle «famiglie arcobaleno», è da pensare che, senza particolare clamore, quella norma della Carta sia stata modificata quanto al rinvio al dato di natura e quanto al fondamento nel matrimonio: eppure chi ha imposto la legge sulle unioni civili nella precedente legislatura aveva stragiurato che essa non parificava la convivenza same sex al matrimonio. Vi è un dato politico che è letto come un oltraggio all’imperante politically correct: il governo appena insediato non solo non contiene una delega alle pari opportunità – che scandalo! appena se ne accorgeranno i mercati … – ma osa includere una delega alla famiglia e alla disabilità, per di più in carico a una persona che non ha mai nascosto le sue convinzioni pro life e pro family. Scrutate le biografie essenziali dei vari ministri, è partita la caccia mediatica a chi rischia di far invertire orientamenti ideologici che è vietato discutere. In tal senso, Lorenzo Fontana è il primo della lista. Saggezza ed equilibrio avrebbero consigliato di orientare l’attenzione su quello che oggi è lo spread vero, frutto non di manovre speculative o di ribassi di titoli, ma oggettivo: lo spread fra nascite e morti, che ha trasformato l’Italia in un Paese di anziani e di figli unici, nel quale i costi del welfare incidono pesantemente e in negativo sul bilancio e sul Pil. Con la drammatica prospettiva di tagli per assistenza e sanità, che colpiranno proprio coloro che verranno ritenuti dei costi non più sostenibili, come i disabili e le persone di età avanzata: accade così in civilissimi Stati dell’Ue, come Olanda e Belgio, o prossimi all’uscita come il Regno Unito. Ma questo non è il tema del confronto sulle principali testate giornalistiche: deve prevalere la demonizzazione del cattolico che annuncia di puntare alla riduzione degli aborti e all’incremento delle nascite. Quelle medesime testate che fino a un paio di giorni fa esortavano a equilibrio e a senso di responsabilità, paiono aver dimenticato l’uno e l’altra nel tiro al bersaglio appena iniziato. Il ministro Fontana, e con lui l’intero esecutivo, sono avvertiti: non verrà loro perdonato nulla, nemmeno il minimo monosillabo. A quei media contenti di pubblicare o trasmettere le pubblicità sui pannoloni, sulle dentiere e contro la prostata e il colesterolo converrà dare qualche rapida e sostanziale risposta nei fatti.

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Più risorse per i nuclei familiari. Questa deve essere la priorità

Più risorse per i nuclei familiari. Questa deve essere la priorità

Articolo di Alfredo Mantovano*, pubblicato il 2 giugno 2018 su Il Tempo.

Caro Ministro Fontana, lei ha le spalle larghe e il buon umore veronese per non curarsi dei primi commenti critici al suo inserimento nel nuovo governo con la delega alla famiglia e alle disabilità: i giornali dell’establishment la descrivono con discredito come un cattolico (è grave), preoccupato per la denatalità (è molto grave), pro life e pro family (qui siamo al vertice del politically incorrect). Sa bene che quella parte di italiani che non ha accesso ai media e che trascorre la giornata dividendosi fra lavoro e figli, soprattutto quando ci sono difficoltà serie nel nucleo familiare, guarda a lei con fiducia. Il popolo del Family day ha seguito con attenzione la sua attività fino a questo momento, e si attende che gli impegni da lei assunti si traducano in qualcosa di concreto: non da un momento dall’altro, non puntando a quel tutto e subito che sta nei comizi ma è lontano dalla realtà, e sapendo che la sua delega non ha portafoglio, quindi ha possibilità operative limitate. E però, in un esecutivo che su vita e famiglia ha al proprio interno posizioni differenti, se non contrapposte, il suo ruolo è cruciale: la attende la sfida di diventare sul fronte della demografia il collante della coalizione per invertire il trend di decrescita infelice che finora ha riguardato l’Italia più di altre Nazioni. Il primo banco di prova sarà la prossima legge di stabilità, e quel che di strategico riuscirà a recuperare in termini di risorse per rendere meno complicata la vita delle famiglie italiane. In bocca al lupo!

*Ex sottosegretario all’Interno

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Maternità surrogata, il ricatto del “fatto compiuto”

Maternità surrogata, il ricatto del “fatto compiuto”

Intervista di Caterina Giojelli al procuratore Domenico Airoma, del Centro Studi Livatino, pubblicata il 30 maggio 2018 su Tempi.

L’appiglio è sempre lo stesso: è contro la legge, è un reato, non è riconosciuta in Italia, ma basta andare in un paese estero in cui la maternità surrogata è stata legittimata per tornare in patria con un bimbo in braccio. Eppure non si infrange solo la legge. Eppure a fare le spese dell’uso dei corpi degli adulti per soddisfare il desiderio di un figlio è il bimbo stesso. Non lo dice la morale cattolica, lo dice la legge a cui una certa parte di magistrati sembra (altro…)

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La Chiesa continuerà sempre a combattere contro le legislazioni abortiste

La Chiesa continuerà sempre a combattere contro le legislazioni abortiste

Riceviamo da S.Ecc. Mons Giampaolo Crepaldi, e con gratitudine pubblichiamo, la puntuale riflessione che segue sul referendum irlandese in tema di aborto e sulla legge italiana 194/78.

Dichiarazione dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi nel 40mo anniversario della legge 194 e all’indomani del referendum in Irlanda

Nei giorni scorsi, precisamente il 22 maggio 2018, è ricorso il quarantesimo anniversario dell’approvazione da parte del Parlamento italiano della legge 194 che ha introdotto nell’ordinamento del nostro Paese l’interruzione volontaria della gravidanza, ossia l’aborto. (altro…)

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Irlanda: dall’abrogazione dell’8° emendamento alla legge abortista prossima ventura

Irlanda: dall’abrogazione dell’8° emendamento alla legge abortista prossima ventura

* in esclusiva per questo sito *

Dopo il “sì” al divorzio, dunque, giunto all’esito del referendum indetto nel 1995, e quello al matrimonio tra persone dello stesso sesso, di soli tre anni fa, l’Irlanda compie un nuovo, “attesissimo passo avanti”, nel cammino verso la “modernizzazione” in senso laicista delle sue istituzioni, epifenomeno chiaro di un cambiamento ben più profondo in atto nel Paese, rinviante ad un processo di secolarizzazione che sta investendo la cultura e il sentire morale di un popolo, anche grazie alle iniziative, considerevoli e ben note, messe in campo dall’attivismo lobbista internazionale (altro…)

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I ciechi d’Irlanda. Cede anche l’Irlanda: sì all’aborto

I ciechi d’Irlanda. Cede anche l’Irlanda: sì all’aborto

Articlo di Alfredo Mantovano, pubblicato il 27 maggio 2018 su Tempi

Per un singolare paradosso, dopo il voto di venerdì la “cattolica Irlanda” appare ancora più vicina all’odiata Inghilterra che decreta la morte di un bambino di 23 mesi perché disabile, che a Nazioni più distanti geograficamente – penso alla Polonia o all’Ungheria -, al cui interno la sensibilità pro life cresce e trova interessanti sponde politiche. A Dublino le sponde politiche sono invece cadute: quel Leo Varadlcar che oggi, da primo ministro, (altro…)

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Bocciata la legge regionale della Puglia contro l’obiezione di coscienza

Bocciata la legge regionale della Puglia contro l’obiezione di coscienza

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
 
La proposta di legge “Norme in materia di concreta attuazione della legge 194/78”, avanzata dal gruppo LeU, puntava a obbligare la Regione Puglia ad aggirare il diritto all’obiezione di coscienza per il personale medico e paramedico previsto dalla legge 194 attraverso la creazione di liste di medici obiettori, concorsi per non obiettori, misure amministrative (trasferimenti ed altro) in danno del personale obiettore.

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Mauro Ronco: Si vuole arrivare al riconoscimento del diritto alla morte, quindi all’eutanasia legale e dell’aiuto al suicidio.

Mauro Ronco: Si vuole arrivare al riconoscimento del diritto alla morte, quindi all’eutanasia legale e dell’aiuto al suicidio.

Articolo di Andrea Mariotto pubblicato sul sito dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân .

“In nome della legge. Quando il diritto va contro la vita” è il tema sul quale è intervenuto, lunedì 7 maggio 2018 a Bassano del Grappa, il prof. Mauro Ronco, insigne penalista e presidente del Centro Studi Rosario Livatino, invitato dalla Scuola di Cultura Cattolica. (altro…)

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Mai più un altro Charlie Isaiah e Alfie!

Mai più un altro Charlie Isaiah e Alfie!

Nel pomeriggio di sabato 12 maggio si è tenuta a Roma la manifestazione Mai più un altro Charlie Isaiah e Alfie!, organizzata da Steadfast onlus. Ecco l’intervento pronunciato nell’occasione da Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro studi Livatino, che ha aderito alla manifestazione.
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