CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO
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Quando il vizio fonda l’ordine: diritto, morale e potere ne La favola delle api
La favola delle api di Bernard de Mandeville viene collocata nel contesto storico, religioso e politico dell’Inghilterra tra XVII e XVIII secolo, segnato dalla crisi della morale cristiana tradizionale e dall’ascesa della società commerciale. L’opera viene interpretata come una critica radicale alla virtù e alla rinuncia cristiana, nonché come una riflessione proto-giuridica sul diritto inteso quale tecnica di regolazione degli interessi piuttosto che come espressione di giustizia morale. Attraverso l’allegoria dell’alveare, Mandeville mostra come l’ordine sociale e giuridico possa fondarsi sull’organizzazione dei vizi. L’articolo sviluppa il valore letterario dell’opera, ne esamina il paradosso morale, le implicazioni per il diritto e ne critica le premesse, con particolare attenzione alla prospettiva cristiana.
Una battaglia dopo l’altra: il conflitto come condizione esistenziale e politica
Paul Thomas Anderson, con il suo adattamento cinematografico del romanzo Vineland di Thomas Pynchon, realizza un’opera che trascende il semplice dramma d’azione per diventare una meditazione sul conflitto, sull’ideologia e sull’eredità politica. Il film non racconta solo la vicenda di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio) e della sua lotta contro l’ex suprematista Lockjaw (Sean Penn), ma mostra come la militanza e lo scontro ideologico possano diventare condizioni esistenziali, strutturali, difficili da interrompere.
Il diritto come violenza e rituale: analisi filosofico-giuridica di Nella colonia penale di Franz Kafka
Il rapporto tra diritto, potere e punizione in “Nella colonia penale” di Franz Kafka. Il sistema giuridico si trasforma in uno strumento di dominio e violenza attraverso una macchina di tortura.
Fermo preventivo anti violenza nel D.L. “sicurezza bis”: dubbi e ipotesi alternative
Il D.L. n. 23/2026 introduce l’art. 11 bis sul fermo preventivo nelle manifestazioni pubbliche: analisi dei profili di costituzionalità e dell’efficacia pratica della norma.
Portobello, il caso Tortora e il dubbio come fondamento della giustizia
La serie Portobello riporta alla memoria il caso Tortora, emblema dell’errore giudiziario nato da accuse prive di riscontri e consolidate nel processo di primo grado. L’assoluzione in appello mostrò quanto la decisione giudiziaria possa essere influenzata dalla forza dell’ipotesi iniziale più che dalla prova. Il caso solleva una questione filosofica centrale: la giustizia è credibile solo se riconosce il dubbio come metodo e limite del potere di giudicare.
La riforma necessaria nelle riflessioni di Giuliano Vassalli e Giovanni Falcone
Separazione dei poteri, correntismo e riforma della magistratura: il sorteggio come strumento per spezzare il controllo politico delle correnti sull’ordine giudiziario.
Comunque vada, ci sarà da ricostruire
Referendum sulla giustizia: comunque vada, la magistratura esce indebolita da una battaglia combattuta sul terreno sbagliato. Un’analisi lucida delle ragioni della crisi di credibilità e delle condizioni per una ricostruzione possibile.
29. Gustav Radbruch: il diritto come realtà che tende a servire la giustizia
La filosofia era per Radbruch la scienza dei valori, del dovere: nella logica filosofica si insegna il giusto pensare; nell'etica filosofica il giusto...
L’onere e l’onore di essere avvocati
Il ruolo del penalista tra critiche, coraggio storico e sacrifici. Un percorso attraverso esempi di difesa eroica e sacrificio personale. Prima di due parti....
Una battaglia dopo l’altra: il conflitto come condizione esistenziale e politica
Paul Thomas Anderson, con il suo adattamento cinematografico del romanzo Vineland di Thomas Pynchon, realizza un’opera che trascende il semplice dramma...
Il vuoto della “dolce vita”: sacro, profano e nichilismo in Fellini
La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini è un film che va oltre la narrazione cinematografica, proponendo una riflessione filosofica sulla modernità, la crisi...
Il diritto e lo Stato alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa – Parte I
Secondo di una serie di tre articoli sulla dottrina sociale della Chiesa, potete leggere l'introduzione qui. Venerdì prossimo la seconda e ultima parte. La...
La Cassazione su “padre” e “madre” nella carta d’identità dei minori: nulla di sconvolgente
Ampio risalto è stato dato, nei mezzi d’informazione, alla recente sentenza della Cassazione civile n. 9216/2025, depositata l’8 aprile u.s., con la quale è...
L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino
Ipse dixit
Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale.”
Leone, XIV, 25.10.2025
Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:
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Legge omofobia, perché non va



















