CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO
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“Il mio nome è Carlo”: l’agiografia nell’era digitale e la santità del quotidiano
Con Il mio nome è Carlo, trasmesso in prima serata da Canale 5 e diretto da Giacomo Campiotti, la televisione generalista italiana si confronta con una figura che appartiene al nostro tempo: Carlo Acutis, il giovane milanese morto nel 2006 e divenuto simbolo di una santità capace di abitare la cultura digitale. Il film sceglie il registro dell’agiografia contemporanea, evitando sia il documentario apologetico sia il biopic puramente celebrativo. Ne emerge un racconto che interroga il rapporto tra fede e tecnologia, tra eccezionalità evangelica e normalità adolescenziale, offrendo una riflessione sul significato della testimonianza cristiana nel XXI secolo.
Fine-vita: evento significativo in Inghilterra
L’11 settembre 2026 la Camera dei Comuni ha respinto il Bill sul suicidio assistito (286 a 270): una risposta alla legge veneta e un richiamo alla difesa della vita.
Perché non è vero che la legge regionale dell’Emilia Romagna sul suicidio assistito dà attuazione alla giurisprudenza costituzionale sul fine vita
Perché la legge 10/2026 dell’Emilia-Romagna sul suicidio assistito è incostituzionale: cure palliative, competenza statale e giurisprudenza della Consulta.
La presunzione di adeguatezza del carcere nel caso di misura cautelare disposta per le violenze sessuali
Il caso di Torino spiegato: misure cautelari per violenza sessuale, presunzione di adeguatezza del carcere e onere di motivazione del giudice.
Il Doppio della Rivoluzione: “Partner” di Bertolucci e il fallimento antropologico del Sessantotto
Attraverso l’analisi di Partner (1968) di Bernardo Bertolucci, questo articolo propone una rilettura critica del Sessantotto da una prospettiva storico-culturale e cattolica. Il film, ispirato liberamente a Il sosia di Dostoevskij, mette in scena la scissione dell’uomo moderno tra desiderio rivoluzionario e incapacità di trasformazione autentica. Lungi dall’essere soltanto una testimonianza della contestazione studentesca, Partner rivela le contraddizioni profonde del progetto sessantottino: l’illusione di una liberazione senza verità, la riduzione della politica a gesto simbolico, la dissoluzione dell’identità personale e il rifiuto di ogni autorità trascendente. Il film appare oggi come una diagnosi involontaria dei limiti spirituali e antropologici della rivoluzione culturale del 1968.
Dopo il woke, il ritorno dell’umano
C’è un momento, nella storia delle idee, in cui una tesi smette di essere considerata scandalosa non perché sia cambiata, ma perché è cambiato il clima culturale nel quale viene pronunciata.
Cittadinanza italiana e decreto Tajani 36/2025. Non è ancora detta la parola definitiva
La questione centrale del “decreto Tajani” non riguarda soltanto la legittimità del nuovo limite generazionale, ma la possibilità che una disciplina sopravvenuta incida retroattivamente su uno status che la giurisprudenza di legittimità continua a qualificare come originario, permanente e imprescrittibile. Da questa tensione discende la necessità di un nuovo scrutinio costituzionale ed europeo, fondato non sulla mera opportunità politica della riforma, ma sulla coerenza sistematica tra cittadinanza iure sanguinis, tutela dello status civitatis e principio di proporzionalità.
La filosofia del confronto. L’eredità di Nicola Matteucci
A cento anni dalla nascita di Nicola Matteucci, un convegno a Bologna ne ripercorre il pensiero liberale, dal costituzionalismo alla lezione di Tocqueville....
L’onere e l’onore di essere avvocati
Il ruolo del penalista tra critiche, coraggio storico e sacrifici. Un percorso attraverso esempi di difesa eroica e sacrificio personale. Prima di due parti....
Jorge Luis Borges e la giustizia: labirinto, verità e destino
La riflessione di Jorge Luis Borges sul tema della giustizia si sviluppa in forma narrativa, simbolica e filosofica, senza mai assumere i contorni di un...
Odisseo e il ritorno impossibile
Christopher Nolan interprete di Omero tra tempo, identità e modernità Daniele Onori L’Odissea di Christopher Nolan non è una trasposizione cinematografica del...
Il diritto e lo Stato alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa – Parte I
Secondo di una serie di tre articoli sulla dottrina sociale della Chiesa, potete leggere l'introduzione qui. Venerdì prossimo la seconda e ultima parte. La...
La Cassazione su “padre” e “madre” nella carta d’identità dei minori: nulla di sconvolgente
Ampio risalto è stato dato, nei mezzi d’informazione, alla recente sentenza della Cassazione civile n. 9216/2025, depositata l’8 aprile u.s., con la quale è...
L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino
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Ipse dixit
Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale.”
Leone, XIV, 25.10.2025
Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:
Legge omofobia, perché non va




















