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Un giudice come Dio comanda

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In vece del popolo italiano

Droga le ragioni del no - copertina

Con la sentenza n. 51/2022 la Corte Costituzionale ha dichiarato non ammissibile il quesito referendario che puntava a rendere legale la coltivazione di piante da cui ricavare qualsiasi tipo di stupefacente, inclusi papavero da oppio e coca, e ad abolire la reclusione per il traffico e lo spaccio delle droghe c.d. leggere. Tuttavia lo sforzo per liberalizzare la droga prosegue: in tale direzione all’ordine del giorno dell’Aula della Camera dei Deputati, dopo l’approvazione in Commissione Giustizia, vi è un testo che riunisce varie proposte di legge. Con questo volume, che si inserisce nel solco dei precedenti sull’eutanasia e sul d.d.l. Zan, si intende offrire un quadro d’insieme che:- illustra gli effetti delle principali sostanze stupefacenti, in particolare dei derivati della cannabis, sul fisico, sul sistema neurologico e sull’equilibrio psichico, – riassume l’evoluzione del quadro normativo dalla prima legge di disciplina della materia fino alle più recenti sentenze costituzionali e di legittimità, e al testo unificato all’esame del Parlamento,- descrive il profilo criminologico del traffico, della diffusione e del consumo delle droghe in Italia,- replica ai più frequenti luoghi comuni che si usano per sostenere la legalizzazione di quelle c.d. leggere, anche alla luce di quanto accaduto negli ordinamenti che hanno introdotto leggi permissive, – apre la prospettiva sul pieno recupero della persona, sul quale sono impegnate da tempo le Comunità.

Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:

Marcia per la vita - locandina

La civiltà orientata al futuro e al progresso, ha a cuore i diritti umani. Primo fra tutti il diritto alla vita. Considera ogni essere umano come soggetto e mai come oggetto; come persona fin dall’istante che gli dà origine e identità, il concepimento. La civiltà è umana quanto più si prende cura dei suoi membri più fragili, più piccoli, più poveri, più indifesi.

Come può, dunque, una società “civile” legalizzare l’uccisione della più innocente ed inerme delle creature, il bimbo nel grembo materno, abbandonando nella solitudine le loro mamme?

L’aborto è una ferita. Esso cagiona tanta povertà: alla donna per la maternità negata, all’uomo per la paternità svilita, alla famiglia per l’accoglienza fallita; alla società che vede colpito il vincolo di solidarietà che è fondamento della convivenza umana.

Vogliamo guardare al futuro con speranza ribadendo che ogni figlio concepito è “uno di noi”, è il futuro dell’umanità. Nell’accoglienza della vita stanno le risorse dell’intelligenza e del cuore per rinnovare la società verso mete di giustizia e di bene.

Con uno sguardo privilegiato verso le donne prime alleate della vita nascente, e insieme con tutti gli uomini di buona volontà, vogliamo costruire un futuro in cui tutti i diritti umani si realizzino in seno alla civiltà della verità e dell’amore.

Facciamo appello a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà:

UNIAMOCI, testimoniamo pubblicamente il valore della vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale; chiediamo leggi che proteggano il diritto alla vita e tutelino veramente la maternità.

Il Centro Studi Livatino ha aderito alla Marcia per la Vita.

Percorso Marcia per la Vita 2022

 

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L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino

Dichiarato inammissibile il referendum sulla depenalizzazione dell’omicidio del consenziente

di Radio Vaticana | Dal minuto 5' in poi intervista ad Alfredo Mantovano

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