Comunicato stampa

La decisione della Corte di Assise di Milano di rimettere alla Corte costituzionale gli atti del giudizio a carico di Marco Cappato, sollevando questione di legittimità del reato di istigazione e aiuto al suicidio, è da apprezzare allorché rifiuta una interpretazione convenzionalmente orientata, seguita in passato per casi analoghi. Preoccupa allorché sollecita la Consulta a far cadere un ulteriore presidio a tutela della vita. Auspichiamo che il prossimo Parlamento intervenga con norme di chiarezza, ribadendo in modo netto confini oggettivamente invalicabili, oggi lasciati all’arbitrio giurisprudenziale.
E’ quanto sostiene il Centro Studi Rosario Livatino, formato da magistrati, docenti universitari e avvocati.
 
 
 Roma, 14 febbraio 2018
 
 

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