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Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

Audizione del prof. Carmelo Leotta in II Commissione Salute e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale – Assemblea legislativa della Liguria sulla P.D.L. di iniziativa dei Consiglieri Pastorino, Tosi, Ugolini, Natale, Ioculano, Garibaldi Luca, Sanna, Arboscello, Sansa, Candia, Centi: “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019”

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Caso Englaro: una condanna o un avvertimento?

Caso Englaro: una condanna o un avvertimento?

La condanna dell’ex direttore generale della Sanità della Lombardia, colpevole di aver causato un danno alle finanze regionali per non aver staccato la spina ad Eluana Englaro, più che una condanna sembra un avvertimento diretto a stabilire le priorità di chi gestisce la spesa sanitaria.

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Il Centro Studi Livatino deposita l’Opinione, come Amicus Curiae, nel giudizio di costituzionalità sull’art. 580 c.p.

Il Centro Studi Livatino deposita l’Opinione, come Amicus Curiae, nel giudizio di costituzionalità sull’art. 580 c.p.

In G.U. 13 marzo 2024 è stata pubblicata l’ordinanza del 17 gennaio 2024 del Tribunale di Firenze (Sez. Gip), con cui è sollevata q.l.c.«dell’art. 580 c.p., come modificato dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale, nella parte in cui richiede che la non punibilità di chi agevola l’altrui suicidio sia subordinata alla circostanza che l’aiuto sia prestato a una persona “tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale”, per contrasto con gli artt. 2, 3, 13, 32 e 117 Cost., quest’ultimo in riferimento agli artt. 8 e 14 della Convenzione EDU».

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Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

Stop del Consiglio regionale del Piemonte alla legge sul suicidio assistito

Con Comunicato diffuso il 21 marzo 2024, il Consiglio Regionale della Regione Piemonte ha reso noto che con 23 sì, 12 no, un astenuto e un non votante il Consiglio regionale piemontese ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità posta dal presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia alla Proposta di legge di iniziativa popolare in tema n. 295 su procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale 242/2019, che non è stata quindi discussa.

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Fine vita: il diritto al suicidio è estraneo alla lettera e allo spirito della Costituzione

Fine vita: il diritto al suicidio è estraneo alla lettera e allo spirito della Costituzione

Alcuni recenti interventi in tema di “fine-vita” offrono l’occasione di segnare alcuni punti che riteniamo fermi. Concordiamo con l’affermazione del Presidente della Corte costituzionale, prof. Barbera, del 18 marzo, secondo cui «in un sistema costituzionale fondato sulla separazione dei poteri» è necessario un «rigoroso (…) rispetto delle decisioni delle sedi parlamentari»”.

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Fine vita: rischiosa una disciplina a geografia regionale variabile.

Il “fine vita” tra stato e regioni: ulteriori illegittimità della recente disciplina emilianoromagnola -seconda parte

Lo scorso 4 marzo l’avv. Prof. Alessandro Candido ha illustrato le ragioni sul piano costituzionale per cui si ritengono assunti in carenza di potere gli atti amministrativi della Regione Emilia-Romagna adottati nel mese di febbraio 2024 (dgr 194/24, determina direttoriale n. 2596/2024, dgr 333/24), con cui è stato introdotto un surrettizio e illecito obbligo del proprio Servizio Sanitario Regionale per prestare assistenza medica al suicidio di persone malate[1]. Nel percorso delineato dall’Amministrazione emiliano-romagnola, vi è anche l’aver attribuito la verifica dei requisiti previsti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019[2] – in presenza dei quali un simile “aiuto” non diviene, eccezionalmente, reato ai sensi dell’art. 580 c.p.- a un Comitato per l’Etica Clinica (CEC, nella fattispecie COREC), nonché a una “Commissione di Area Vasta”, entrambi di nuovo conio, composti dall’Amministrazione regionale a proprio piacimento.

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Suicidio assistito: l’audizione del prof. Leotta al Consiglio Regionale del Piemonte

Suicidio assistito: l’audizione del prof. Leotta al Consiglio Regionale del Piemonte

Audizione in IV Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte sulla P.D.L. di iniziativa popolare n. 295 recante “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019”
Torino, 12 febbraio 2024 – Palazzo Lascaris

Ill.mi Consiglieri,

nel ringraziare per il gradito invito, interverrò questa mattina sia in quanto delegato dal Presidente dell’Associazione Scienza & Vita, prof. Alberto Gambino, sia in quanto professore associato di diritto penale presso l’Università Europea di Roma.

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L’effettività del diritto alle cure: la “priorità assoluta delle politiche sanitarie”

L’effettività del diritto alle cure: la “priorità assoluta delle politiche sanitarie”

Negli ultimi mesi molto si è detto sul fine vita, anche in considerazione della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale. Il tema riguarda la malattia inguaribile e la cura, il progresso biotecnologico e i limiti della scienza medica, la vita e la morte dell’essere umano. Dignità umana e libertà personale sono al centro del dibattito, quasi fossero diventate categorie vuote, contenitori senza più un contenuto specifico, alle quali attribuire significati anche antitetici: c’è chi rivendica l’esistenza di un diritto al suicidio assistito in nome della libera scelta di una morte definita dignitosa  e chi riconosce che ogni vita umana è da proteggere nella sua dignità e libertà fino alla fine.

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