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Va ora in onda il Cappato horror eutanasia show

Va ora in onda il Cappato horror eutanasia show

Prima il caso dj Fabo, poi quello Trentini, ora quello di Elena. Ogni volta l’esponente radicale alza il tiro al fine di ottenere l’omicidio di Stato per via giudiziaria. Ma le toghe e la politica possono intervenire per fermare il macabro spettacolo.

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Pena di morte in UK: ma per gli innocenti e nel loro “miglior interesse”

Pena di morte in UK: ma per gli innocenti e nel loro “miglior interesse”

Torniamo sul caso di Archie Battersbee, fatto morire per ordine dell’autorità giudiziaria il 6 agosto mentre era ricoverato al Royal London Hospital, nonostante l’opposizione dei genitori. Pietro Dubolino, presidente di sezione emerito della Corte di Cassazione, sottolinea i rischi derivanti dall’assumere da parte del potere pubblico come parametro “the best interest” del soggetto di volta in volta interessato.

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Pena di morte in UK: ma per gli innocenti e nel loro “miglior interesse”

UK, il “caso Archie”. Come il ‘diritto’ di morire diventa eutanasia imposta

Il 15 luglio 2022 l’High Court of Justice inglese, nella persona del giudice Anthony Hayden, ha autorizzato il personale medico-sanitario del Royal London Hospital a distaccare il ventilatore attualmente applicato al dodicenne Archie Battersbee, contro il volere dei genitori, proseguendo nel percorso della ‘morte di Stato’ verso chi non è autonomo e non ha prospettive di personale benessere.

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Eutanasia approvata Alla Camera il 10 marzo: testo peggiorato rispetto a quello delle Commissioni riunite

Eutanasia approvata Alla Camera il 10 marzo: testo peggiorato rispetto a quello delle Commissioni riunite

Il testo unificato in materia di ‘morte medicalmente assistita’, approvato dalla Camera il 10 marzo 2022 agevola la procedura di suicidio assistito, accentua la sua identità eutanasica; non prescrive più al medico e al Comitato per la valutazione clinica di tenere conto delle ragioni familiari e sociali che motivano la richiesta di morte; consente al Comitato di accertare la volontà di morire del paziente anche in modalità telematica; restringe l’obiezione di coscienza. Esso non contiene alcun impegno di spesa per attuare la disciplina, e quindi per favorire l’accesso alle cure palliative e per aiutare le famiglie. Emblematica del valore conferito alla vita, alla dignità e all’autonomia del malato, è la disciplina provvisoria che consentirebbe l’accesso al suicidio assistito per un tempo di 270 giorni dall’eventuale approvazione definitiva, in assenza delle garanzie procedurali minime previste dallo stesso t.u.

di Carmelo Domenico Leotta

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L’eutanasia per tagliare i costi di ammalati, disabili e anziani non autosufficienti

L’eutanasia per tagliare i costi di ammalati, disabili e anziani non autosufficienti

Il testo unificato sull’eutanasia, approvato oggi alla Camera, altro non è che una legge 194/1978 che, invece che al concepito, ha nel mirino l’ammalato, il disabile, l’anziano non autosufficiente. Della 194 il testo odierno mutua la forma, la struttura, la dinamica, in taluni passaggi perfino la lettera (come emerge sovrapponendo le parti sull’obiezione di coscienza).
Non prevedendo un centesimo di euro a sostegno della terapia del dolore, o dell’aiuto che al paziente in difficoltà può venire dai caregiver, essa rende ipocrita l’insieme di belle parole che avvolgono la sostanza; e la sostanza è che le spese per anziani e disabili sono un costo che il sistema sanitario non intende più sostenere.
Per rendere meglio l’idea, come l’art. 1 della 194 proclamava che “l’interruzione volontaria della gravidanza (…) non è mezzo per il controllo delle nascite”-, e sappiamo come è andata a finire – così l’eventuale seguito del lavoro parlamentare potrebbe aggiungere al testo sull’eutanasia un proclama del tipo “la morte volontaria medicalmente assistita, di cui alla presente legge, non è strumento per il controllo della spesa pubblica”.
Perché invece sarà proprio questo.

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Omicidio del consenziente e droga: le motivazioni della Corte costituzionale

Omicidio del consenziente e droga: le motivazioni della Corte costituzionale

Oggi, 2 marzo, la Corte costituzionale ha depositato le sentenze con la quali, all’esito dell’udienza del 15 febbraio scorso, ha dichiarato l’inammissibilità del referendum sull’omicidio del consenziente (sentenza n. 50/2022, su cui https://www.centrostudilivatino.it/comitato-per-il-no-allomicidio-del-consenziente-soddisfazione-per-la-decisione-della-consulta/) e sulla coltivazione e traffico di droga (sentenza n. 51/2022, su cui https://www.centrostudilivatino.it/category/droga/), che si allegano a seguito.

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