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‘Caso Ungheria’ fra sovranismo e sovranità nazionale

‘Caso Ungheria’ fra sovranismo e sovranità nazionale

L’iniziativa della Commissione UE di congelare i 7 miliardi di euro del PNRR – Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa ungherese e di tagliare il 65% dei fondi di coesione, pari ad altri 7.5 miliardi, è dichiaratamente fondata sulla presunta lesione dei princìpi dello Stato di diritto da parte del governo magiaro. Ma siamo certi che spetti alla Commissione o ad altri organi dell’Unione Europea stabilirlo? 

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Gender, Irlanda. Docente arrestato per un pronome 

Gender, Irlanda. Docente arrestato per un pronome 

Un professore di una scuola cristiana irlandese, Enoch Burke, è stato arrestato per le vicende conseguenti all’aver rifiutato di usare un pronome neutro verso uno studente transgender. Secondo quanto riportato dai media, il professore sarebbe stato sospeso dalla scuola e, nel corso del procedimento disciplinare, il giudice gli ha ingiunto di non svolgere attività d’insegnamento e di non frequentare i locali scolastici. 

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In ricordo di Silvia Fiorentino Mantovano

In ricordo di Silvia Fiorentino Mantovano

Mauro Ronco, Domenico Airoma e Filippo Vari, anche a nome di tutti i componenti del Centro Studi Rosario Livatino, si stringono con profonda tristezza ad Alfredo Mantovano, fondatore e Vice Presidente del Centro, partecipando al suo dolore per la scomparsa terrena della sua amata sposa Silvia, che sempre lo ha accompagnato e incoraggiato nell’opera infaticabile da lui svolta al servizio della giustizia.

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Nuovo Parlamento: natalità e sussidiarietà

Nuovo Parlamento: natalità e sussidiarietà

LE ASSOCIAZIONI DELLA PUBBLICA AGENDA «SUI TETTI»

PER UN DIALOGO SUL BENE COMUNE CON TUTTI VERSO LA PROSSIMA LEGISLATURA 

Pubblicata l’agenda di oltre 80 associazioni in vista delle elezioni, per “scegliere il NOI contro la cultura dello scarto”.

P.S.E SI BLOCCHI SUBITO IL GRAVISSIMO TAGLIO DI 630 M CONTRO LE FAMIGLIE ITALIANE!

Subito a valle dell’improvviso scioglimento delle Camere, il network di associazioni “Ditelo sui tetti (Mt 10,27)” ha avviato una ampia concertazione per aggiornare l’“agenda pubblica” -presentata lo scorso 9 marzo 2022 alla presenza del cardinale Parolin (www.suitetti.org)-, come contributo a un dialogo con tutti sul bene comune perseguibile nella prossima, imminente, XIX legislatura.

Abbiamo elaborato sessantacinque obiettivi concreti e realizzabili -spiegano in una nota le associazioni- pubblicati nel portale dell’Agenda al link https://www.suitetti.org/agenda/ , poi sintetizzati in una lettera-aperta di dieci priorità e «una scelta» di fondo (https://www.suitetti.org/2022/08/08/scegliere-il-noi-contro-la-cultura-e-le-leggi-dello-scarto/ )”. “Il nuovo Parlamento dovrà cioè preliminarmente decidere – prosegue la nota- se, come successo nell’attuale legislatura, continuare o meno a usare la forza della legge per imporre al popolo convinzioni antropologiche ed etiche che, secondo il principio di laicità dello Stato, dovrebbero invece essere lasciate alle valutazioni di ciascuna persona e al maturare di un dialogo di esclusivo appannaggio della società italiana”.

Nel merito -proseguono i laici cattolici- basterà guardare il titolo della lettera-aperta a tutte le forze politiche «SCEGLIERE IL NOI CONTRO LA CULTURA DELLO SCARTO», per comprendere cosa si vorrebbe fosse al centro dell’attenzione dei prossimi parlamentari”.

Urge soprattutto -specifica la nota “dei tetti” – che diventi preoccupazione assoluta e assillante di ogni politica il baratro demografico verso cui il Paese sta precipitando, che travolgerà l’intero sistema di welfare”.

Le leve legislative e di governo dovranno poi -concludono- suonare finalmente sullo spartito della sussidiarietà, che è stato via via del tutto ammutolito e sacrificato in nome delle varie emergenze. Invece, è proprio coinvolgendo in tutti i processi di sviluppo -dall’occupazione alla sanità, dalle politiche sociali a quelle fiscali- i «corpi intermedi» non profit e profit del Paese che si potrà ritrovare quella condivisione e quella solidarietà che, sole, genereranno coraggio e fiducia, ingredienti senza i quali nessuna formula calata dall’alto potrà riscattare questo gravissimo momento”.

E giusto a proposito della necessità di ridare fiducia alle comunità, le associazioni esprimono stupore e rammarico per quanto disposto dall’art. 43, comma 2, lett. c) del D.L. n. 115 del 9 agosto 22, c.d. “aiuti bis”, che riduce di ben 630 milioni lo stanziamento a favore delle famiglie deprimendo quanto stanziato per l’“assegno unico”. “Chiediamo che già in sede di conversione di tale decreto -propongono nella nota in commento- il Parlamento attui ogni misura per escludere qualsiasi riduzione delle già modeste somme previste per le famiglie e anticipi sotto il segno della sussidiarietà le riforme necessarie all’istituto in questione, affinché sia effettivamente fruibile senza gli appesantimenti amministrativi e i costi collaterali che lo hanno precluso a troppe famiglie italiane”.

                                                                           Per l’Agenda “sui tetti”, Domenico Menorello

 

 

 

 

 

 

 

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Andare oltre l’Agenda Draghi si può

Andare oltre l’Agenda Draghi si può

Il messaggio sotteso alla narrazione dominante è che possiamo votare chi ci pare, ma il voto pesa zero se non è quello che comanda l’establishment: tanto vale orientarlo da subito altrove.

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Il bluff dell’assegno unico. È ‘affari correnti’ togliere € 630 milioni alle famiglie?

Il bluff dell’assegno unico. È ‘affari correnti’ togliere € 630 milioni alle famiglie?

Era stato facile prevedere, norme e dati alla mano, il fallimento dell’assegno unico. Meno facile era immaginare, come sta avvenendo col c.d. decreto aiuti bis, che le somme non spese a causa delle complicazioni sostanziali e procedurali prendessero altre destinazioni. Con buona pace di certo associazionismo familiare, tanto propenso – a suo tempo – a elogiare quella misura ‘a prescindere’, quanto oggi ingenuamente sorpreso e deluso.

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Svolta ‘rigorista’ della BCE e rischi di nuovo commissariamento per l’Italia

Svolta ‘rigorista’ della BCE e rischi di nuovo commissariamento per l’Italia

Dell’abbandono delle politiche di allentamento del rigore economico, adottate in Italia da oltre due anni per ragioni di contrasto pandemico, potrebbe essere chiesto conto al prossimo Governo, col pieno recupero del sistema di condizionalità economica, cui è sempre stato ispirato l’aiuto finanziario delle istituzioni monetarie della UE. Ma ciò costituirebbe l’ennesimo vulnus per la democrazia e il rispetto della volontà degli elettori.

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