Il Sottosegretario Mantovano interviene al Convegno “Diritto internazionale: tramonto o eclissi?”

Il Sottosegretario Mantovano interviene al Convegno “Diritto internazionale: tramonto o eclissi?”

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, questo pomeriggio ha partecipato al Convegno “Diritto internazionale: tramonto o eclissi?”, che si è tenuto nella Sala Koch del Senato della Repubblica.

All’evento, organizzato dal Centro studi Rosario Livatino e moderato dalla giornalista Giovanna Pancheri, oltre al Sottosegretario, sono intervenuti: Daniela Bianchini, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Rosario Aitala, Primo Vicepresidente della Corte Penale Internazionale, S.E. Mons. Ettore Balestrero, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, l’on. Marco Minniti, Presidente della Fondazione MedOr.

Di seguito il testo dell’intervento del Sottosegretario Mantovano.

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Caso Minetti: dubbi e sconcerto

Caso Minetti: dubbi e sconcerto

La vicenda relativa al decreto di grazia presidenziale nei riguardi della signora Nicole Minetti merita qualche considerazione giuridica sine ira et studio con rispettosa aderenza alle informazioni rese note dalla stampa.

di Mauro Ronco

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Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

La riflessione di Ennio Flaiano sul tema della giustizia non assume mai la forma di un sistema filosofico esplicito, ma si articola come critica morale e antropologica affidata al paradosso, all’aforisma e alla satira. Nelle sue opere la giustizia appare spesso deformata dal potere, dalla burocrazia, dall’ipocrisia sociale e dalla fragilità morale dell’uomo moderno. Attraverso Tempo di uccidere, Diario notturno e La solitudine del satiro emerge una meditazione implicita sul rapporto tra diritto e colpa, legge e coscienza, verità e finzione sociale. Più che teoria delle istituzioni, quella di Flaiano è una filosofia della giustizia come esercizio critico, come vigilanza morale contro l’autoinganno individuale e collettivo.

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Tra cielo e città: la nascita del dualismo politico cristiano

Tra cielo e città: la nascita del dualismo politico cristiano

Dal II al IV secolo il pensiero politico cristiano attraversa una trasformazione radicale: dalla diffidenza verso la città terrena alla sua progressiva legittimazione teologica. In Erma e nella Lettera a Diogneto emerge una visione segnata dal distacco: il cristiano vive nella polis senza appartenervi pienamente, mantenendo una tensione tra obbedienza esteriore e libertà interiore.Con la svolta di Costantino I, il cristianesimo abbandona la logica della marginalità e diventa principio di legittimazione del potere. In Eusebio di Cesarea questa convergenza si traduce in una teologia politica dell’unità: un solo Dio fonda un solo Impero, e la monarchia appare come forma politica superiore.Tuttavia, la fusione tra autorità religiosa e potere politico genera una tensione strutturale tra trascendenza e immanenza. Se in Oriente prevale il modello cesaropapista, in Occidente si afferma un dualismo tra Chiesa e potere secolare che, lungi dall’essere risolto, diventa il presupposto storico della limitazione del potere e della nascita di spazi di libertà.

di Daniele Onori

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