Il Doppio della Rivoluzione: “Partner” di Bertolucci e il fallimento antropologico del Sessantotto

Il Doppio della Rivoluzione: “Partner” di Bertolucci e il fallimento antropologico del Sessantotto

Attraverso l’analisi di Partner (1968) di Bernardo Bertolucci, questo articolo propone una rilettura critica del Sessantotto da una prospettiva storico-culturale e cattolica. Il film, ispirato liberamente a Il sosia di Dostoevskij, mette in scena la scissione dell’uomo moderno tra desiderio rivoluzionario e incapacità di trasformazione autentica. Lungi dall’essere soltanto una testimonianza della contestazione studentesca, Partner rivela le contraddizioni profonde del progetto sessantottino: l’illusione di una liberazione senza verità, la riduzione della politica a gesto simbolico, la dissoluzione dell’identità personale e il rifiuto di ogni autorità trascendente. Il film appare oggi come una diagnosi involontaria dei limiti spirituali e antropologici della rivoluzione culturale del 1968.

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Dopo il woke, il ritorno dell’umano

Dopo il woke, il ritorno dell’umano

C’è un momento, nella storia delle idee, in cui una tesi smette di essere considerata scandalosa non perché sia cambiata, ma perché è cambiato il clima culturale nel quale viene pronunciata.

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Cittadinanza italiana e  decreto Tajani 36/2025. Non è ancora detta la parola definitiva

Cittadinanza italiana e  decreto Tajani 36/2025. Non è ancora detta la parola definitiva

La questione centrale del “decreto Tajani” non riguarda soltanto la legittimità del nuovo limite generazionale, ma la possibilità che una disciplina sopravvenuta incida retroattivamente su uno status che la giurisprudenza di legittimità continua a qualificare come originario, permanente e imprescrittibile. Da questa tensione discende la necessità di un nuovo scrutinio costituzionale ed europeo, fondato non sulla mera opportunità politica della riforma, ma sulla coerenza sistematica tra cittadinanza iure sanguinis, tutela dello status civitatis e principio di proporzionalità.

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María Zambrano e la tomba di Antigone: filosofia della soglia, giustizia e pietà

María Zambrano e la tomba di Antigone: filosofia della soglia, giustizia e pietà

Il saggio teatrale-filosofico La tomba di Antigone di María Zambrano rappresenta una delle più profonde riscritture del mito di Antigone nel pensiero contemporaneo. In questa opera Antigone non è più soltanto la figura sofoclea del conflitto tra legge dello Stato e legge divina, ma diventa soggetto filosofico che attraversa la morte come spazio di coscienza e trasformazione. La tomba non è semplice luogo di sepoltura, ma spazio simbolico in cui la giustizia si converte in pietà e la violenza del potere viene interrogata dall’interno della soggettività.

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