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‘Riforma Bonafede – Cartabia’, perché non va

‘Riforma Bonafede – Cartabia’, perché non va

Il 16 luglio davanti alla Commissione Giustizia della Camera si è tenuta, fra le altre, l’audizione informale di Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro studi Rosario Livatino, sugli emendamenti presentati dal ministro della Giustizia Cartabia al ‘d.d.l. Bonafede’, di riforma del processo penale. La relazione che segue, frutto del lavoro dell’intero Centro studi, è stata trasmessa ieri alla Commissione, per esplicitare in modo più esteso e articolato la valutazione dei principali punti critici della riforma: dai criteri di priorità per i Procuratori della Repubblica alle deroghe alla immutabilità del giudice, dalla improcedibilità in appello (e in Cassazione), alla delega alla detenzione esterna, in un quadro di assenza dell’indilazionabile incremento degli organici dei magistrati e del personale ausiliario.

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L’ergastolo ‘ostativo’ dopo l’intervento della Corte costituzionale

L’ergastolo ‘ostativo’ dopo l’intervento della Corte costituzionale

Compete al Parlamento tenere in equilibrio esigenze di sicurezza e garanzie: prospettive e ipotesi di lavoro

L’ordinanza n. 97/2021 della Consulta pone alla Camera e al Senato seri problemi sulla condizione dei condannati all’ergastolo per delitti aggravati dalla finalità mafiosa. La Corte non è pervenuta subito a una pronuncia di illegittimità costituzionale delle norme limitative dei benefici penitenziari, in primis la liberazione condizionale, per permettere al Parlamento di costruire una riforma organica e non traumatica degli istituti interessati. Con questo saggio Giacomo Rocchi, consigliere alla Corte di Cassazione e componente delle Sezioni Unite, descrive la difficoltà del bilanciamento fra le varie esigenze in gioco, e suggerisce delle linee di intervento. Il Centro studi Rosario Livatino farà pervenire queste considerazioni alle competenti sedi istituzionali e politiche e ospiterà ulteriori interventi sul tema.

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Corte Suprema USA, affidi dei minori e pretese lgbt

Corte Suprema USA, affidi dei minori e pretese lgbt

Perché Fulton v. City of Philadelphia è una sentenza “fievole”

Con la recente decisione del caso Fulton v. City of Philadelphia, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha risolto unanimemente a favore della libertà religiosa, tutelata dal primo emendamento della Costituzione Americana, un conflitto tra tale diritto e l’eguaglianza di trattamento delle coppie omosessuali in tema di affidamento dei minori (su di essa cf. https://www.centrostudilivatino.it/la-corte-suprema-usa-contro-la-limitazione-lgbtq-delle-associazioni-religiose/#more-9446). Se il dispositivo è pienamente condivisibile, la motivazione lascia a desiderare. Vediamo perché.

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Maltrattamento dei minori: i dati del 2020 e il contrasto in rete

Maltrattamento dei minori: i dati del 2020 e il contrasto in rete

Nel 2020 l’OMS, sulla base dei dati forniti da 155 Paesi, ha calcolato che ogni anno nel mondo un miliardo di bambini (uno su due) è vittima di violenza; essa è poi causa di morte per 40.150 di essi. Tre bambini su quattro, di età compresa tra 2 e 4 anni, subiscono punizioni violente da parte dei propri caregiver e un bambino su quattro di età inferiore ai 5 anni assiste alle violenze inflitte alla madre dal partner.

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Europarlamento vs Ungheria su stato di diritto e Recovery fund

Europarlamento vs Ungheria su stato di diritto e Recovery fund

L’approvazione da parte del Parlamento europeo di una risoluzione contro la Nazione magiara, in violazione di un accordo raggiunto nel dicembre 2020 fra UE e Ungheria, fa dubitare della nozione di ‘stato di diritto’, e rende invece concreta la lesione delle prerogative degli Stati, riconosciute dai Trattati. Proponiamo, tradotti in italiano, i passaggi più significativi della contestata legge sulla protezione dei minori approvata dal Parlamento di Budapest, lasciando al lettore la valutazione di quanto essa realmente violi i diritti, come denunciato dalla maggioranza degli europarlamentari.  

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Perchè il Concordato è espressione di autentica laicità

Perchè il Concordato è espressione di autentica laicità

A margine delle polemiche sollevate dopo la consegna della Nota verbale della S. Sede al Governo italiano sul d.d.l. Zan, ancora una riflessione sullo strumento giuridico del Concordato per regolare le relazioni tra due autorità indipendenti e sovrane, inteso non già quale negazione, ma quale affermazione del principio di laicità.

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