Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

La riflessione di Ennio Flaiano sul tema della giustizia non assume mai la forma di un sistema filosofico esplicito, ma si articola come critica morale e antropologica affidata al paradosso, all’aforisma e alla satira. Nelle sue opere la giustizia appare spesso deformata dal potere, dalla burocrazia, dall’ipocrisia sociale e dalla fragilità morale dell’uomo moderno. Attraverso Tempo di uccidere, Diario notturno e La solitudine del satiro emerge una meditazione implicita sul rapporto tra diritto e colpa, legge e coscienza, verità e finzione sociale. Più che teoria delle istituzioni, quella di Flaiano è una filosofia della giustizia come esercizio critico, come vigilanza morale contro l’autoinganno individuale e collettivo.

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Tra cielo e città: la nascita del dualismo politico cristiano

Tra cielo e città: la nascita del dualismo politico cristiano

Dal II al IV secolo il pensiero politico cristiano attraversa una trasformazione radicale: dalla diffidenza verso la città terrena alla sua progressiva legittimazione teologica. In Erma e nella Lettera a Diogneto emerge una visione segnata dal distacco: il cristiano vive nella polis senza appartenervi pienamente, mantenendo una tensione tra obbedienza esteriore e libertà interiore.Con la svolta di Costantino I, il cristianesimo abbandona la logica della marginalità e diventa principio di legittimazione del potere. In Eusebio di Cesarea questa convergenza si traduce in una teologia politica dell’unità: un solo Dio fonda un solo Impero, e la monarchia appare come forma politica superiore.Tuttavia, la fusione tra autorità religiosa e potere politico genera una tensione strutturale tra trascendenza e immanenza. Se in Oriente prevale il modello cesaropapista, in Occidente si afferma un dualismo tra Chiesa e potere secolare che, lungi dall’essere risolto, diventa il presupposto storico della limitazione del potere e della nascita di spazi di libertà.

di Daniele Onori

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Quando la legge non basta: Un malfattore di Čechov

Quando la legge non basta: Un malfattore di Čechov

Nel racconto Un malfattore, Anton Pavlovič Čechov costruisce, con pochi tratti essenziali, una riflessione profonda sul significato della giustizia. Attraverso il confronto tra un magistrato e un contadino, emerge una frattura insanabile tra la legge, intesa come sistema razionale di norme, e la realtà concreta della vita umana. Il risultato è un racconto che, nella sua apparente semplicità, mette in crisi ogni certezza sul rapporto tra colpa, responsabilità e comprensione.

di Daniele Onori

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Crisi dell’autenticità e responsabilità morale in 8½: un’indagine filosofica tra esistenzialismo e nichilismo

Crisi dell’autenticità e responsabilità morale in 8½: un’indagine filosofica tra esistenzialismo e nichilismo

Il presente contributo propone una lettura di 8½ come opera paradigmatica della crisi dell’identità e dell’autenticità nell’uomo contemporaneo, alla luce di alcune categorie centrali della filosofia morale moderna e contemporanea. Attraverso un confronto implicito con il pensiero di Sartre, Kierkegaard e Nietzsche, il film viene interpretato come rappresentazione della tensione tra libertà e responsabilità, tra autoinganno e verità, tra nichilismo e possibilità etica. La figura di Guido Anselmi emerge come emblema di una soggettività incapace di scegliere, sospesa tra molteplici possibilità non realizzate. L’analisi evidenzia come la crisi creativa del protagonista sia, in realtà, una crisi morale, e come l’accettazione finale della propria frammentazione apra uno spazio problematico ma autentico per l’agire etico.

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Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata

Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata

Giovedì 9 aprile 2026 presso l’aula magna dell’Università Europea di Roma si è tenuto un “Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata”, organizzato dal predetto Ateneo in collaborazione con il Centro Studi Rosario Livatino. L’evento ha rappresentato una importante occasione di confronto internazionale su un tema che sul piano normativo interseca competenze multidisciplinari e su quello della casistica travalica i confini nazionali, per via del frequente ricorso a detta pratica in Stati esteri, diversi da quelli di origine del soggetti committenti. Le Nazioni in cui la maternità surrogata è vietata (Italia e Polonia sono tra queste), poste di fronte al “fatto compiuto” all’estero, si trovano così costrette ad affrontare complesse questioni di diritto penale, civile, amministrativo e minorile.

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