Maternità surrogata e anagrafe: atto di intervento in Corte Costituzionale del Centro Studi Livatino

Maternità surrogata e anagrafe: atto di intervento in Corte Costituzionale del Centro Studi Livatino

 La Corte costituzionale ha fissato l’udienza del prossimo 9 ottobre per la discussione della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Pisa, con ordinanza depositata il 15 marzo 2018, nei confronti  degli articoli 449 del codice civile, 29 co. 2, d.P.R. n. 396 del 2000, 250 del codice civile e 5 e 8, l. n. 40 del 2004 (la legge sulla fecondazione artificiale). L’insieme di queste disposizioni è contestata nella parte «in cui non consente di formare in Italia un atto di nascita in cui vengano riconosciute come genitori di un cittadino di nazionalità straniera due persone dello stesso sesso, quando la filiazione sia stabilita sulla base della legge applicabile ex art. 33, l. n. 218/1995, per ritenuto contrasto con gli artt. 2, 3, 24, 30 e 117 della Costituzione (in relazione agli artt. 3 e 7 della Convenzione di New York del 20 novembre 1989, ratificata con legge n. 176/1991)».
 
L’ordinanza del  Tribunale di Pisa illustra le ragioni per le quali nel nostro ordinamento non è possibile ricavare una norma che consenta a due donne (nel caso concreto a una madre partoriente di nazionalità straniera e a una donna italiana che ha prestato il consenso alla fecondazione eterologa) di ottenere la formazione dell’atto di nascita del figlio concepito ricorrendo alla fecondazione eterologa, neppure invocando la legge nazionale della donna che ha dato alla luce il bambino. Sono evidenti gli effetti negativi che comporterebbe laccoglimento della questione sollevata, anche in termini di legittimazione della maternità surrogata.
 
 Come già accaduto di fronte alla questione sollevata dalla Corte di assise di Milano in ordine alla legittimità costituzionale del reato di agevolazione al suicidio, anche in questa vicenda il Centro studi Livatino ha depositato nei termini un atto di intervento nella cancelleria della Consulta. Latto di intervento è stato redatto dal prof. avv. Mauro Paladini e dal prof. avv. Maurizio Cecchetti.
 
 Pubblichiamo nuovamente il testo dell’atto di intervento.

 

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La fecondazione artificiale post mortem nella sentenza della 1^ sezione civile della Cassazione n. 13000/2019

La fecondazione artificiale post mortem nella sentenza della 1^ sezione civile della Cassazione n. 13000/2019

Pubblichiamo due articolati commenti alle recenti sentenze della Corte di Cassazione sulla maternità surrogata (sezioni unite civili), a firma del dott. Aldo Vitale, e sulla fecondazione artificiale post mortem (1^sez.civile), prof. Emanuele Bilotti, dopo che nei giorni scorsi abbiamo pubblicato per intero le due pronunce (qui e qui) e alcune prime più sintetiche note. (altro…)

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L’attribuzione di paternità post-mortem

L’attribuzione di paternità post-mortem

Un ulteriore passo nella scissione fra natura e diritto

Primi commenti e testo della sentenza della 1^ sez.civ. della Cassazione n. 13.000/19

Sarà la Corte di Appello di Ancona a decidere se la piccola X (omettiamo il nome in ossequio alla privacy) potrà portare il cognome del padre morto quasi un anno e mezzo prima della sua nascita. La bambina è nata in Italia ma è stata concepita in Spagna, dove è consentito usare, nella fecondazione assistita, i gameti di una persona morta, purché abbia dato il suo consenso a farlo, quando era in vita. La legge italiana permette di registrare un nato con il cognome del padre defunto solo se la tempistica tra nascita del bambino e morte del genitore è compatibile con un concepimento con il padre ancora vivo. Il padre di X, consapevole della morte imminente, aveva dato il consenso ad usare i suoi gameti perché sua moglie, una volta vedova, potesse avere un figlio, e così è stato. Ma al momento dell’iscrizione all’anagrafe la legge italiana ha impedito di registrare la neonata con il cognome di suo padre, morto troppo tempo prima.

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L’attribuzione di paternità post-mortem

Eterologa tra regole e mercato

Da Avvenire dell’11 aprile 2019 riprendiamo e pubblichiamo questa allarmante denuncia della prof.ssa Assuntina Morresi, componente del Comitato Nazionale di Bioetica. (altro…)

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Figlie di due uomini? La sentenza è in contrasto con la legge

Figlie di due uomini? La sentenza è in contrasto con la legge

Pubblichiamo, in esclusiva per questo sito, una nota consigliere Giuseppe Marra, quale primo commento critico dell’Ordinanza del 15 novembre scorso, con la quale il Tribunale di Milano ha disposto la trascrizione nei registri dello Stato civile del Comune di due gemelle da maternità surrogata come figlie di una coppia same sex. Alla nota segue il testo integrale del provvedimento dei Giudici milanesi.

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L’attribuzione di paternità post-mortem

Il Centro studi Livatino interviene nel giudizio di costituzionalità della legge sulla fecondazione artificiale sollevata dal Tribunale di Pisa

Con ordinanza depositata il 15 marzo 2018 il Tribunale di Pisa ha sollevato la questa di legittimità costituzionale degli articoli 449 del codice civile, 29 co. 2, d.P.R. n. 396 del 2000, 250 del codice civile e 5 e 8, l. n. 40 del 2004 (la legge sulla fecondazione artificiale), nella parte «in cui non consente di formare in Italia un atto di nascita in cui vengano riconosciute come genitori di un cittadino di nazionalità straniera due persone dello stesso sesso, quando la filiazione sia stabilita sulla base della legge applicabile ex art. 33, l. n. 218/1995, per ritenuto contrasto con gli artt. 2, 3, 24, 30 e 117 della Costituzione (in relazione agli artt. 3 e 7 della Convenzione di New York del 20 novembre 1989, ratificata con legge n. 176/1991)».
 
 Il Tribunale di Pisa ha investito della questione la Corte costituzionale dopo una lunga disamina delle ragioni per le quali nel nostro ordinamento non è possibile ricavare una norma che consenta a due donne (nel caso concreto a una madre partoriente di nazionalità straniera e a una donna italiana che ha prestato il consenso alla fecondazione eterologa) di ottenere la formazione dell’atto di nascita del figlio concepito ricorrendo alla fecondazione eterologa, neppure invocando la legge nazionale della donna che ha dato alla luce il bambino. Sono evidenti gli effetti negativi che comporterebbe l’accoglimento della questione sollevata, anche in termini di legittimazione della maternità surrogata.
 
 Come già accaduto di fronte alla questione sollevata dalla Corte di assise di Milano in ordine alla legittimità costituzionale del reato di agevolazione al suicidio, anche in questa vicenda il Centro studi Livatino ha depositato nei termini un atto di intervento nella cancelleria della Consulta. L’atto di intervento è stato redatto dal prof. avv. Mauro Paladini e dal prof. avv. Marcello Cecchetti.
 
 A seguire il testo dell’atto di intervento dei due illustri docenti universitari e l’ordinanza del Tribunale di Pisa.
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