Jorge Luis Borges e la giustizia: labirinto, verità e destino

Jorge Luis Borges e la giustizia: labirinto, verità e destino

La riflessione di Jorge Luis Borges sul tema della giustizia si sviluppa in forma narrativa, simbolica e filosofica, senza mai assumere i contorni di un sistema esplicito. Nei suoi racconti la giustizia non appare come ordine stabile, ma come problema conoscitivo e morale, continuamente attraversato dall’ambiguità della verità, dalla pluralità delle interpretazioni e dalla tensione tra libertà e destino. Attraverso raccolte fondamentali come Ficciones e El Aleph, e racconti quali La lotteria a Babilonia, Tema del traditore e dell’eroe e Deutsches Requiem, Borges costruisce una filosofia implicita della giustizia come labirinto: uno spazio in cui il giudizio è necessario ma mai definitivo, e in cui la verità stessa si rivela instabile. La sorprendente attualità della sua opera emerge oggi in una società dominata dalla sovrabbondanza delle informazioni, dalla manipolazione delle narrazioni pubbliche, dagli algoritmi e dalla crisi della verità condivisa.

(altro…)
Leonardo Sciascia, Todo modo e la giustizia come critica del potere

Leonardo Sciascia, Todo modo e la giustizia come critica del potere

Pubblicato nel 1974, Todo modo di Leonardo Sciascia è uno dei grandi romanzi filosofico-politici del Novecento europeo. Sotto forma di giallo allegorico e di satira metafisica, il libro mette in scena la crisi della giustizia in una società in cui il potere, invece di sottoporsi al giudizio, si autoassolve e si riproduce attraverso l’opacità. Il ritiro spirituale nell’eremo di Zafer, i delitti che vi si consumano, la figura enigmatica di don Gaetano e il progressivo dissolversi della verità trasformano il romanzo in una meditazione sul rapporto tra colpa, legge, responsabilità e dominio. In questo articolo Todo modo viene analizzato come opera filosofica implicita, mettendolo in dialogo con l’adattamento cinematografico di Elio Petri e interrogandone la sorprendente attualità nel presente.

(altro…)
Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

La riflessione di Ennio Flaiano sul tema della giustizia non assume mai la forma di un sistema filosofico esplicito, ma si articola come critica morale e antropologica affidata al paradosso, all’aforisma e alla satira. Nelle sue opere la giustizia appare spesso deformata dal potere, dalla burocrazia, dall’ipocrisia sociale e dalla fragilità morale dell’uomo moderno. Attraverso Tempo di uccidere, Diario notturno e La solitudine del satiro emerge una meditazione implicita sul rapporto tra diritto e colpa, legge e coscienza, verità e finzione sociale. Più che teoria delle istituzioni, quella di Flaiano è una filosofia della giustizia come esercizio critico, come vigilanza morale contro l’autoinganno individuale e collettivo.

(altro…)
Quando la legge non basta: Un malfattore di Čechov

Quando la legge non basta: Un malfattore di Čechov

Nel racconto Un malfattore, Anton Pavlovič Čechov costruisce, con pochi tratti essenziali, una riflessione profonda sul significato della giustizia. Attraverso il confronto tra un magistrato e un contadino, emerge una frattura insanabile tra la legge, intesa come sistema razionale di norme, e la realtà concreta della vita umana. Il risultato è un racconto che, nella sua apparente semplicità, mette in crisi ogni certezza sul rapporto tra colpa, responsabilità e comprensione.

di Daniele Onori

(altro…)
L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo

L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo

Rileggere L’idiota oggi significa interrogarsi sulla possibilità stessa dell’etica cristiana nel mondo contemporaneo. La figura del principe Myškin, immersa nella sua trama tragica tra Nastas’ja Filippovna e Rogozin non appare più soltanto come un’anomalia narrativa, ma come una figura profetica: colui che, vivendo secondo un amore assoluto, viene neutralizzato da un sistema che non tollera l’eccesso di verità. L’idiota diventa così paradigma dell’uomo etico nel presente: non sconfitto perché debole, ma perché troppo radicale.

(altro…)
Una battaglia dopo l’altra: il conflitto come condizione esistenziale e politica

Una battaglia dopo l’altra: il conflitto come condizione esistenziale e politica

Paul Thomas Anderson, con il suo adattamento cinematografico del romanzo Vineland di Thomas Pynchon, realizza un’opera che trascende il semplice dramma d’azione per diventare una meditazione sul conflitto, sull’ideologia e sull’eredità politica. Il film non racconta solo la vicenda di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio) e della sua lotta contro l’ex suprematista Lockjaw (Sean Penn), ma mostra come la militanza e lo scontro ideologico possano diventare condizioni esistenziali, strutturali, difficili da interrompere.

(altro…)
Il bene senza grazia: Cuore e la costruzione di un’etica laica in alternativa al cristianesimo

Il bene senza grazia: Cuore e la costruzione di un’etica laica in alternativa al cristianesimo

Il presente articolo propone una rilettura critica di Cuore di Edmondo De Amicis, interpretandolo come un progetto etico consapevolmente alternativo alla morale cristiana. Attraverso l’analisi della trama, della struttura narrativa e dei modelli di virtù proposti, si sostiene che il romanzo elabori un’idea del bene fondata su disciplina, dovere e perfezionamento morale, in opposizione ai principi cristiani di grazia, perdono e amore incondizionato. Tale concezione si colloca pienamente nell’orizzonte della cultura laica e progressista dell’Ottocento, mostrando forti affinità con la tradizione massonica, intesa come progetto educativo e civile. Cuore emerge così come un catechismo morale senza trascendenza, volto a formare il cittadino piuttosto che il credente.

(altro…)