María Zambrano e la tomba di Antigone: filosofia della soglia, giustizia e pietà

María Zambrano e la tomba di Antigone: filosofia della soglia, giustizia e pietà

Il saggio teatrale-filosofico La tomba di Antigone di María Zambrano rappresenta una delle più profonde riscritture del mito di Antigone nel pensiero contemporaneo. In questa opera Antigone non è più soltanto la figura sofoclea del conflitto tra legge dello Stato e legge divina, ma diventa soggetto filosofico che attraversa la morte come spazio di coscienza e trasformazione. La tomba non è semplice luogo di sepoltura, ma spazio simbolico in cui la giustizia si converte in pietà e la violenza del potere viene interrogata dall’interno della soggettività.

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Jorge Luis Borges e la giustizia: labirinto, verità e destino

Jorge Luis Borges e la giustizia: labirinto, verità e destino

La riflessione di Jorge Luis Borges sul tema della giustizia si sviluppa in forma narrativa, simbolica e filosofica, senza mai assumere i contorni di un sistema esplicito. Nei suoi racconti la giustizia non appare come ordine stabile, ma come problema conoscitivo e morale, continuamente attraversato dall’ambiguità della verità, dalla pluralità delle interpretazioni e dalla tensione tra libertà e destino. Attraverso raccolte fondamentali come Ficciones e El Aleph, e racconti quali La lotteria a Babilonia, Tema del traditore e dell’eroe e Deutsches Requiem, Borges costruisce una filosofia implicita della giustizia come labirinto: uno spazio in cui il giudizio è necessario ma mai definitivo, e in cui la verità stessa si rivela instabile. La sorprendente attualità della sua opera emerge oggi in una società dominata dalla sovrabbondanza delle informazioni, dalla manipolazione delle narrazioni pubbliche, dagli algoritmi e dalla crisi della verità condivisa.

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Leonardo Sciascia, Todo modo e la giustizia come critica del potere

Leonardo Sciascia, Todo modo e la giustizia come critica del potere

Pubblicato nel 1974, Todo modo di Leonardo Sciascia è uno dei grandi romanzi filosofico-politici del Novecento europeo. Sotto forma di giallo allegorico e di satira metafisica, il libro mette in scena la crisi della giustizia in una società in cui il potere, invece di sottoporsi al giudizio, si autoassolve e si riproduce attraverso l’opacità. Il ritiro spirituale nell’eremo di Zafer, i delitti che vi si consumano, la figura enigmatica di don Gaetano e il progressivo dissolversi della verità trasformano il romanzo in una meditazione sul rapporto tra colpa, legge, responsabilità e dominio. In questo articolo Todo modo viene analizzato come opera filosofica implicita, mettendolo in dialogo con l’adattamento cinematografico di Elio Petri e interrogandone la sorprendente attualità nel presente.

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Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

Ennio Flaiano e la giustizia: ironia, disincanto e responsabilità

La riflessione di Ennio Flaiano sul tema della giustizia non assume mai la forma di un sistema filosofico esplicito, ma si articola come critica morale e antropologica affidata al paradosso, all’aforisma e alla satira. Nelle sue opere la giustizia appare spesso deformata dal potere, dalla burocrazia, dall’ipocrisia sociale e dalla fragilità morale dell’uomo moderno. Attraverso Tempo di uccidere, Diario notturno e La solitudine del satiro emerge una meditazione implicita sul rapporto tra diritto e colpa, legge e coscienza, verità e finzione sociale. Più che teoria delle istituzioni, quella di Flaiano è una filosofia della giustizia come esercizio critico, come vigilanza morale contro l’autoinganno individuale e collettivo.

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Quando la legge non basta: Un malfattore di Čechov

Quando la legge non basta: Un malfattore di Čechov

Nel racconto Un malfattore, Anton Pavlovič Čechov costruisce, con pochi tratti essenziali, una riflessione profonda sul significato della giustizia. Attraverso il confronto tra un magistrato e un contadino, emerge una frattura insanabile tra la legge, intesa come sistema razionale di norme, e la realtà concreta della vita umana. Il risultato è un racconto che, nella sua apparente semplicità, mette in crisi ogni certezza sul rapporto tra colpa, responsabilità e comprensione.

di Daniele Onori

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L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo

L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo

Rileggere L’idiota oggi significa interrogarsi sulla possibilità stessa dell’etica cristiana nel mondo contemporaneo. La figura del principe Myškin, immersa nella sua trama tragica tra Nastas’ja Filippovna e Rogozin non appare più soltanto come un’anomalia narrativa, ma come una figura profetica: colui che, vivendo secondo un amore assoluto, viene neutralizzato da un sistema che non tollera l’eccesso di verità. L’idiota diventa così paradigma dell’uomo etico nel presente: non sconfitto perché debole, ma perché troppo radicale.

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Una battaglia dopo l’altra: il conflitto come condizione esistenziale e politica

Una battaglia dopo l’altra: il conflitto come condizione esistenziale e politica

Paul Thomas Anderson, con il suo adattamento cinematografico del romanzo Vineland di Thomas Pynchon, realizza un’opera che trascende il semplice dramma d’azione per diventare una meditazione sul conflitto, sull’ideologia e sull’eredità politica. Il film non racconta solo la vicenda di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio) e della sua lotta contro l’ex suprematista Lockjaw (Sean Penn), ma mostra come la militanza e lo scontro ideologico possano diventare condizioni esistenziali, strutturali, difficili da interrompere.

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