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10. Christian Thomasius: un giusnaturalista sui generis

10. Christian Thomasius: un giusnaturalista sui generis

Thomasius con i Fundamenta iuris naturae et gentium, del 1705, presenta il giusnaturalismo come presa di coscienza dell’ esistenza di uno ius naturae, un diritto inscritto nella natura stessa delle cose, contrapposto allo ius positum (diritto positivo, nel senso di posto, stabilito dai singoli Stati). Sulle orme di Cicerone egli distingue tra 3 valori fondamentali : l’honestum , lo iustum e il decorum, cui corrispondono le tre attività umane della morale , del diritto e della politica.

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9. Il diritto naturale in Spinoza: tra potere e potenza

9. Il diritto naturale in Spinoza: tra potere e potenza

Per Spinoza la nozione di diritto è presentata come norma naturale originaria. Il diritto naturale esprime la condizione di vita di tutti: ogni individuo ha pieno diritto su ciò su cui si estende il suo potere, che si esplica secondo le modalità proprie della natura di ogni ente. L’omogeneità della natura annulla ogni diversità, in particolare nega qualsiasi differenza di valore (dal punto di vista della totalità) tra gli uomini e gli altri esseri. Tutti in natura partecipano dell’unico potere, in essi riflesso come diritto di esistere e operare per la propria preservazione.

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8. Christian Wolff tra diritto naturale e giuspositivismo

8. Christian Wolff tra diritto naturale e giuspositivismo

Il sistema giusnaturalistico elaborato da Wolff rappresenta il tentativo in epoca moderna di dedurre, attraverso la ragione, i diritti e le obbligazioni degli individui a partire da un principio generale. All’opera wolffiana si deve aver tratto dalle concezioni precedenti gli elementi necessari per fondare l’emergente ideologia codicistica. Più che negli autori che lo hanno preceduto è presente in Wolff l’idea che compito del filosofo del diritto sia quello di rintracciare nella natura le norme del diritto privato. L’opera wolffiana si presta dunque a essere osservata sotto una duplice prospettiva: da un lato quale elaborazione teorica delle idee giusnaturalistiche risalenti a Grozio; dall’altro – e forse proprio in conseguenza di ciò – quale presupposto dell’ideologia giuspositivistica che, con l’avvento dei codici, avrebbe caratterizzato di lì a poco la cultura giuridica europea.

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7. VICO E LA NOZIONE STORICA DI DIRITTO NATURALE

7. VICO E LA NOZIONE STORICA DI DIRITTO NATURALE

Per Vico il diritto sorge ‘naturalmente’, e in forma dialettica, in ogni ordinamento da contingenti umane necessità e, via via, dalla forza e dalla religione giunge alla ‘ragione tutta spiegata’. Lo stesso vale per tutte le forme della vita sociale e politica, degli Stati o delle Repubbliche, ivi comprese le autorità, i governi, i giudizi. Il diritto, che non è la legge positiva posta dall’autorità, nasce con l’organizzazione della comunità di riferimento (ibi societas, ibi ius). L’attività giuridica degli uomini, comprende in sé tutte le altre: l’attività economica, l’attività politica, l’attività sportiva, l’attività letteraria e così via.

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6. Grozio e i riflessi del giusnaturalismo sul diritto moderno

6. Grozio e i riflessi del giusnaturalismo sul diritto moderno

Per Grozio poiché l’uomo è un animale sociale, è per sua natura portato a relazionarsi coi propri simili, anche se gli egoismi e gli interessi individuali sono causa di conflitti. Gli uomini devono quindi darsi delle leggi per poter vivere insieme. Essi istituiscono tra loro un patto rinunciando a una parte dei poteri che ciascuno ha in quanto essere libero in natura. L’obiettivo di questo patto è l’utile, quale forma necessaria di benessere diffuso tra tutti gli uomini.

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5. Francisco Suarez e il De legibus: tra i fondamenti del pensiero giuridico occidentale

5. Francisco Suarez e il De legibus: tra i fondamenti del pensiero giuridico occidentale

Il Doctor Eximio espone una legge naturale differente da ciò che potremmo intendere noi oggi con la stessa denominazione: non le leggi della chimica, fisica o biologia, riferite alle cose od agli animali, che non sono liberi di agire diversamente. La legge naturale dell’uomo invece, secondo il pensiero del Suarez, essendo la partecipazione di questo alla legge eterna, è l’inclinazione al bene, poiché presuppone un agire morale, e dunque libero. La sua origine è soprannaturale, Dio stesso, che ha creato l’uomo come un essere simile agli animali sotto alcuni punti di vista, e però radicalmente differente: egli è infatti cosciente e libero, naturalmente dotato di ragione e di libero arbitrio.

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4. Tommaso d’Aquino, il diritto fra ragione e relazione

4. Tommaso d’Aquino, il diritto fra ragione e relazione

1. Ultimo di sette figli Tommaso nacque in una famiglia di piccoli feudatari imperiali, i d’Aquino di Roccasecca, fra il 1221 e il 1227. Uno dei suoi biografi ufficiali, Guglielmo di Tocco, riferisce che morì a quarantanove anni – la data della morte è certa: 7 marzo 1274 – e questo porterebbe la data di nascita al 1225[1].

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3. Gaio, lo spirito e la lettera della legge

3. Gaio, lo spirito e la lettera della legge

Poche e incerte sono le notizie biografiche che riguardano il giurista romano Gaio, vissuto nel II secolo d.C.: probabilmente proveniva dai territori della Gallia Cisalpina, e si stabilì a Roma, dove fu istruito nell’arte del diritto e della giustizia.

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2. Agostino d’Ippona, maestro del giusnaturalismo cristiano

2. Agostino d’Ippona, maestro del giusnaturalismo cristiano

Per Sant’Agostino i precetti della legge naturale sono indelebili perché originari, connaturati all’uomo, e non derivano da altro ordinamento se non quello posto dall’Autore della natura, che ha impresso la legge interiore e razionale nella coscienza ed è proprio in rapporto alla coscienza che possiamo giudicare se un’azione è buona o cattiva.

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1. Cicerone: senza norma naturale come distinguere la legge buona dalla cattiva?

1. Cicerone: senza norma naturale come distinguere la legge buona dalla cattiva?

La legge è ragione suprema insita nella natura, che comanda ciò che si deve fare e proibisce il contrario. È da questa legge suprema, uguale in ogni tempo, che vanno prese le mosse per ritrovare il principio del diritto. Il diritto infatti per Cicerone non nasce dalle leggi positive: se a fondare il diritto fossero le leggi positive, potrebbe essere diritto rubare o commettere adulterio, qualora queste azioni venissero approvate dal voto o dal decreto di un legislatore. Se non vi fosse norma naturale non si potrebbe distinguere una legge buona da una cattiva.

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