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24. Giorgio Del Vecchio: scopo dello Stato è attuare la Giustizia

24. Giorgio Del Vecchio: scopo dello Stato è attuare la Giustizia

In anni di incontrastato positivismo, la pubblicazione in successione di tre opere di Giorgio Del Vecchio, I presupposti filosofici della nozione del diritto (1905), Il concetto del diritto (1906), Il concetto della natura e il principio del diritto (1908), sconvolse il mondo degli studi filosofico-giuridici italiani. Al suo interno fermenti antipositivistici covavano, ma non trovavano la via per svilupparsi, mentre molti positivisti si risvegliarono da quello che si potrebbe chiamare kantianamente il loro sonno dogmatico. Ebbe inizio in Italia – così come in Germania con R. Stammler – quel capovolgimento dell’impostazione del problema filosofico del diritto, che vedrà quest’ultimo osservato non dalla parte dell’oggetto, come fenomeno che il pensiero passivamente conosce, bensì dalla parte del soggetto.

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23. John Mitchell Finnis, la teoria neoclassica del diritto naturale

23. John Mitchell Finnis, la teoria neoclassica del diritto naturale

La teoria della legge naturale proposta da John Mitchell Finnis, insieme a diversi altri autori di rilievo come G. Grisez, J. Boyle, R. Shaw, W. E. May, J. Ford, O. Tollefsen, R. P. George, P. Lee e R. Lawler, rappresenta il tentativo contemporaneo più rilevante di riproposizione del giusnaturalismo. Il libro di Finnis “Natural Law and Natural Rights” ridà pieno diritto di cittadinanza nel dibattito analitico contemporaneo al tema del diritto naturale e della fondazione oggettiva di valori e princìpi morali, attraverso l’opera di reinterpretazione sistematica degli impianti dottrinali etico-politici tanto di Aristotele quanto di Tommaso, prediligendo l’impostazione analitica e il collegamento con la analytical jurisprudence di Hart e Raz. La cosiddetta “teoria neoclassica” ha assunto un’importanza crescente, oltre che nel dibattito gius-filosofico, anche in quello più propriamente etico-filosofico e teologico-morale. Dello stesso Autore, Antonio Casciano, su L-Jus n. 1-2021 è stato pubblicato un saggio più ampio riguardante lo stesso Finnis: si deve anche alla riflessione di costui se oggi le Corti negli USA mostrano rispetto ai fondamenti del diritto attenzione di gran lunga superiore alle omologhe europee.

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22. Javier Hervada Xiberta, diritto e filosofia secondo natura

22. Javier Hervada Xiberta, diritto e filosofia secondo natura

L’approdo di Hervada al realismo giuridico classico, cui giunse studiando l’opera di Michel Villey, segna l’inizio della sua speculazione gius-filosofica, accanto a quella canonistica, avente ad oggetto i fondamenti metafisici del diritto naturale. L’identificazione del diritto con la res iusta, e della giustizia con l’arte, propria del giurista, di dire e determinare la cosa giusta, permette alla sua costruzione teoretica di attingere e aprirsi ad una nozione sostanzialista della giustizia. La sua esistenza oggettiva fa tutt’uno con la concezione della speciale dignità personale dell’uomo, sulla cui naturale apertura dialogico-relazionale al proprio simile, fondare ontologicamente il diritto stesso.

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21. Hegel e il diritto “come secondo natura”

21. Hegel e il diritto “come secondo natura”

Se il terreno del diritto per Hegel è l’elemento spirituale, l’essenza del diritto razionale va cercata nell’esistenza positiva, nella forma storica delle leggi: il sistema del diritto è così il mondo dello spirito “prodotto come una seconda natura”. Con Hegel il discorso filosofico del fondamento dello spirito del mondo immanente nella storia fa venire meno la distinzione tra ragione e realtà, e conseguentemente nega la possibilità stessa della priorità deontologica della prima sulla seconda. Alla manifestazione concreta della volontà dello Stato, in cui lo spirito della nazione si sostanzia nel suo divenire, non è possibile contrapporre la vigenza di un qualsivoglia diritto posto su altro fondamento: Hegel nega pertanto che possa sussistere una sfera di diritti naturali presupposta e tutelata di fronte allo Stato. L’identità oggettiva tra ragione e realtà apre alla realpolitik del diritto positivo e alla ragion di Stato, per cui il diritto trova esclusivamente nella forza e nella volontà dello Stato il suo unico fondamento e motivazione. La rottura con il giusnaturalismo diventa netta e definitiva.

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20. Sergio Cotta, contro il riduzionismo del diritto

20. Sergio Cotta, contro il riduzionismo del diritto

Chi ha frequentato le sue lezioni di filosofia del diritto, tenute da ultimo nelle aule romane de La Sapienza, ricorda la chiarezza e la conseguenzialità della sua esposizione, che attingeva alla radice tomista. Per Cotta negare la struttura ontologica dell’uomo comporta negare l’oggettività dei valori, e quindi l’ulteriore negazione dell’ordine che fonda l’umana coesistenza.

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19. Capograssi, comprendere la persona vedendo Dio

19. Capograssi, comprendere la persona vedendo Dio

La concezione del diritto di Capograssi ruota intorno ad un’ipotesi metafisica-religiosa: l’esistenza, al di là e al di fuori della realtà storica e empirica, del trascendente, che gli uomini nel momento in cui si associano – e dunque producono l’esperienza giuridica – scoprono, riconoscono ed inverano. L’idea cardine è che il pluralismo giuridico si concretizzi in una “gerarchia qualitativa” degli ordinamenti: l’ordinamento sottoposto allo Stato, l’ordinamento statuale, l’ordinamento internazionale, l’ordinamento delle chiese. Rispettare il pluralismo equivale a rispettare la diversità costitutiva del mondo del diritto.

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18. L’attualità del diritto naturale in Heinrich Rommen

18. L’attualità del diritto naturale in Heinrich Rommen

Il “diritto naturale” per Rommen non costituisce un codice positivo di leggi naturali da recepire passivamente dall’uomo, poiché il loro nucleo essenziale si rinviene nell’uomo stesso: “Esistono appunto dei diritti della persona ancor prima dello Stato”. Rommen enuclea la tendenza attiva del “diritto naturale” verso il soggetto di questi diritti, l’uomo. Egli ritiene più appropriato legare i valori personali di giustizia – a livello sociale – alla libertà umana e all’individualità, basata su una distinzione – non separazione – fra “morale” e “diritto”.

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Giuristi 17. La persona e il diritto in Antonio Rosmini

Giuristi 17. La persona e il diritto in Antonio Rosmini

Rosmini è stato filosofo, teologo, pedagogista e asceta. L’elaborazione dottrinale da lui messa a punto ruota intorno a due nozioni filosofiche fondamentali: quella di persona, da lui definita come “individuo sostanziale intelligente, contenente un principio attivo, supremo e incomunicabile”, declinato per mezzo della triade concettuale formata da intelletto, volontà e libertà; quella di diritto, da lui definito come la facoltà personale “di operare ciò che piace, protetta dalla legge morale, che ne ingiunge ad altri il rispetto», e dunque pensato in necessaria, stretta connessione con la persona e con la legge morale.  

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Giuristi 15 – Leo Strauss e il Natural Right: diritto naturale o giusto per natura?

Giuristi 15 – Leo Strauss e il Natural Right: diritto naturale o giusto per natura?

Leo Strauss in “Diritto naturale e storia” sostiene la tesi provocatoria secondo cui la filosofia politica degli antichi greci è di gran lunga superiore alla scienza politica dei moderni, in un’ampia trattazione che ha per oggetto la storia del concetto di diritto naturale. Strauss vuole dimostrare che la teoria classica del giusnaturalismo è l’unica capace di conferire un genuino fondamento filosofico ai diritti inalienabili dell’uomo e del cittadino sanciti nelle costituzioni delle democrazie occidentali.

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