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“Immunità di gregge” e rischi di applicazione a regime della “medicina delle catastrofi”

“Immunità di gregge” e rischi di applicazione a regime della “medicina delle catastrofi”

1. Al momento del dilagare in tutto il mondo dell’emergenza Covid19, hanno destato scalpore le iniziali affermazioni del governo britannico che da un lato, per bocca del Primo Ministro, Boris Johnson, ha da subito manifestato consapevolezza della gravità dell’epidemia, senza indulgere in banalizzazioni o fatui ottimismi, dall’altro, sposando le tesi dei consulenti scientifici Chris Whitty e Patrick Vallance, è sembrato adottare la strategia secondo la quale sarebbe preferibile lasciare che il contagio si diffonda nella popolazione, con l’obiettivo primario di raggiungere la c.d. “immunità di gregge”. (altro…)

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Corea del Sud: né un metodo, né un rimedio, ma un modo di essere

Corea del Sud: né un metodo, né un rimedio, ma un modo di essere

Non posso che essere d’accordo con chi ha proposto il metodo coreano (Corea del Sud) davanti all’emergenza della pandemia in corso. Stazioni mobili per i test, visite nelle abitazioni, controlli in strada e agli automobilisti nelle macchine, uso di App per localizzare aree o edifici dove si trovano persone contagiate, termo-scanner all’entrata di ogni luogo di lavoro, nei negozi, nelle stazioni, negli aeroporti, mezzi di protezione individuale per tutti. Attenzione, però! Il metodo coreano non è solo un argine di fronte ad un fiume in piena, ma è un modo di essere. Si può condividere o meno, si possono smussare alcuni angoli forse troppo acuti per la nostra cultura (un livello molto alto di competitività che porta talora anche a scelte estreme), ma non si può non ammirare il loro modo di essere.  Ho avuto modo di conoscere la Corea del Sud e di innamorami del Paese e dei suoi abitanti, scoprendo una cultura piena di fascino. E vorrei descrivere il modo di essere di questo popolo attraverso tre parole: Disciplina, Rispetto, Lungimiranza. (altro…)

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Welfare community da rilanciare per la ripresa

Welfare community da rilanciare per la ripresa

  1. Le economie di mercato si caratterizzano, per loro natura, per un andamento ciclico: i periodi di espansione culminano nel momento di saturazione della domanda; alla saturazione della domanda fa seguito una flessione della curva dell’offerta che, raggiunto un certo livello, viene riattivata dai nuovi bisogni della domanda, dando così vita a una nuova fase espansiva. A sua volta, il vigore dell’offerta genera per la comunità esternalità positive, come l’aumento dell’occupazione o l’incremento del gettito tributario. Può anzi dirsi che, se obiettivo fondamentale delle odierne democrazie occidentali è il mantenimento di una welfare community capace di soddisfare le esigenze di vita che i cittadini non sono in grado di fronteggiare autonomamente, sono proprio le esternalità positive connesse alla solidità dell’offerta ad essere il beneficio principale delle fasi espansive nell’ottica del bene comune e dell’economia pubblica. (altro…)
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Carceri: chi profitta del disordine

Carceri: chi profitta del disordine

Pare che l’incendio che ha attraversato numerosi istituti penitenziari non sia affatto spento. E che stia covando sotto la cenere. L’allarme è contenuto in una nota del 20 marzo scorso inviata dal Capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, ai vertici delle Forze di Polizia. Il dato interessante, che è indice di una prima analisi compiuta verosimilmente dagli inquirenti sui protagonisti delle rivolte, è quello relativo ad alcuni ambienti che soffierebbero sulle braci ancora ardenti, composti non solo dai familiari dei reclusi e quindi da ambienti riconducibili ai circuiti della criminalità, comune o organizzata, ma anche – così si legge nella nota- da “diverse anime del movimento anarchico”. Le indagini accerteranno se vi è stata una regia e da parte di chi. Quel che è certo è che vi è chi profitta a vario modo del disordine e non sempre perché sinceramente preoccupato per le condizioni di vita dei carcerati italiani. (altro…)

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Perché è in questione la libertà religiosa

Perché è in questione la libertà religiosa

  1. Uno dei terreni sui quali incide l’emergenza a seguito della pandemia detta Covid 19 è quello dei rapporti fra Stato italiano e Chiesa cattolica, o meglio tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana, enti entrambi sovrani, regolati dai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, sottoposti a revisione con l’Accordo del 18 febbraio 1984. (altro…)
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La crisi d’impresa: potenziare le misure del d.l. “cura Italia”

La crisi d’impresa: potenziare le misure del d.l. “cura Italia”

  1. L’emergenza Covid-19 rischia di far crollare l’economia italiana, già in crisi prima dell’allerta sanitaria. Gli effetti della pandemia sul blocco, o sul forte rallentamento dei processi aziendali della produzione o delle vendite, riguarderanno da un lato il patrimonio, fino all’erosione del capitale, e dall’altra una possibile crisi di liquidità per il ridursi degli incassi. (altro…)
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Nota sul Decreto Legge di chiusura delle chiese

Nota sul Decreto Legge di chiusura delle chiese

Impedire la grave e irragionevole violazione della libertà religiosa contenuta nell’ultimo DL del Governo

All’art. 1 comma 2 lettera h) del decreto legge, annunciato ma non ancora pubblicato sulla G.U., si prevede la “sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nei luoghi destinati al culto, nonché completa chiusura degli stessi”. (altro…)

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Famiglia: una grande assente dal decreto “Cura Italia”? 2- profili assistenziali

Famiglia: una grande assente dal decreto “Cura Italia”? 2- profili assistenziali

Nell’intervento di lunedì scorso constatavo come – al di là della denominazione del provvedimento e della rubrica del titolo IV – la famiglia sia sostanzialmente assente nel decreto legge n. 18/2020 c.d. Cura Italia. Se nella precedente puntata mi ero soffermato sui profili lavoristici e previdenziali, adesso, trattando del versante assistenziale, rilevo che proprio in quest’ambito tale assenza si fa sentire in modo più marcato. Restano alcune eccezioni, come la possibilità di sospendere i pagamenti per il mutuo prima casa (art. 54) o la destinazione della carta della famiglia ai soli nuclei con almeno un figlio a carico (art. 30 del d.l. n. 9/2020), o la sospensione temporanea dei pagamenti delle utenze per i nuclei familiari residenti nei primi comuni colpiti dall’emergenza (art. 4 del d.l. n. 9/2020). Sotto questo profilo, il decreto Cura Italia va migliorato attraverso, in particolare, l’introduzione di forme straordinarie di sussidio per le famiglie che siano nell’impossibilità a fronteggiare le esigenze di vita corrente a causa dell’emergenza sanitaria. 

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Violazione delle “misure di contenimento”: perché la sanzione penale e non invece una più efficace sussidiarietà?

Violazione delle “misure di contenimento”: perché la sanzione penale e non invece una più efficace sussidiarietà?

Assicurare efficacia ai provvedimenti assunti per l’emergenza sanitaria in corso è uno degli obiettivi irrinunciabili per sperare in un contenimento del contagio. Obiettivo, però, che sembra ancora troppo lontano, soprattutto a detta dei Governatori e dei Sindaci delle comunità civiche più colpite, che possono monitorare in concreto l’effettivo modificarsi o meno dei costumi della relativa popolazione.

A oggi la risposta per ottenere un più vasto rispetto delle prescrizioni viene quasi integralmente affidata al “soccorso penale”, sul cui esclusivo fronte si stanno concentrando gli sforzi del Governo, secondo una decisa e progressiva evidente dinamica centralistica. (altro…)

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Famiglia: una grande assente dal decreto “Cura Italia”? 1- profili giuslavoristici e previdenziali

Famiglia: una grande assente dal decreto “Cura Italia”? 1- profili giuslavoristici e previdenziali

Se si esclude l’intitolazione del provvedimento e la rubrica del titolo IV, la famiglia non viene praticamente mai menzionata nel decreto legge n. 18/2020 cd. Cura Italia. L’assenza di riferimento alla famiglia non è soltanto una questione nominalistica, ma sostanziale. Al di là del richiamo nei titoli, infatti, è l’impostazione del provvedimento in punto di misure di aiuto alla popolazione ad essere imperniata su una concezione piuttosto atomistica ed economicistica della società e dell’assistenza sociale: le misure di sostegno sono calibrate sul singolo individuo, in stretta correlazione con l’attività economica da questi svolta, e solo in via indiretta tengono conto della situazione familiare. 

Si creano, così, disparità di trattamento evidenti: tra lavoratori dipendenti che possono godere di un congedo retribuito al 50% (artt. 23 e 25 del d.l. n. 18/2020; d’ora in poi, le citazioni di articoli senza indicazione della fonte normativa devono intendersi riferiti al d.l. n. 18/2020) e lavoratori autonomi che per loro natura non possono goderne; tra autonomi iscritti all’INPS in gestione separata o nell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o nel Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) che possono godere di un sussidio di 600 Euro per il mese di marzo (artt. 27-30 e 38;  cfr. altresì, per i professionisti dei primi Comuni colpiti dall’emergenza, l’art. 16 del d.l. n. 9/2020) e lavoratori autonomi iscritti alle casse professionali che non possono goderne; e così via. Simili disparità di trattamento appaiono in molti casi prive di ragionevolezza a chi si ponga nella prospettiva della tutela delle esigenze della famiglia, di cui il decreto vorrebbe prendersi cura; inoltre, esse trascurano elementi, come ad esempio il numero di figli a carico o gli anziani da accudire, attorno a cui ruotano le principali esigenze della famiglia.

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