La libertà di scelta nel contrasto alle mafie

La libertà di scelta nel contrasto alle mafie

La legge bipartisan c.d. “Liberi di scegliere”, approvata il 15 luglio 2026, rafforza la tutela dei minori esposti alla criminalità organizzata, rendendo disponibili percorsi concreti di protezione e di fuoriuscita dall’illegalità, anche grazie all’alleanza con le madri. Misure sociali, economiche e giudiziarie mirano a spezzare la continuità intergenerazionale e a offrire alternative reali, costituendo, al contempo, un ulteriore strumento di contrasto alle organizzazioni criminali e alla mentalità mafiosa.

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La memoria del bene

La memoria del bene

Nella giornata della legalità il 23 maggio 2025 presso la sala conferenze del Consiglio Superiore della Magistratura – su iniziativa della Consigliera Daniela Bianchini – è stata organizzata la proiezione del docufilm “Falcone, Borsellino: il fuoco della memoria”, commissionato dall’Università degli Studi di Palermo e realizzato da Tele One, con la regia di Ambrogio Crespi.

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La libertà di scelta nel contrasto alle mafie

Per un’antimafia integrale

Per un’antimafia integrale”: questo non vuole essere solo il titolo del Convegno nazionale del Centro Studi “Rosario Livatino”, ma l’indicazione di un’ideale terapia sociale per le nostre comunità, ammorbate dal cancro mafioso.

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Contro la mafia non basta la legalità

Contro la mafia non basta la legalità

Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi indicò la strada: queste organizzazioni sono “strutture di peccato” e per sradicarle bisogna annunciare che “verrà il giudizio di Dio”.

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La Cassazione sull’“inchino” nelle processioni davanti alle abitazioni dei boss

La Cassazione sull’“inchino” nelle processioni davanti alle abitazioni dei boss

Una recente pronuncia della 3^ sez. pen. della Corte Suprema, nel confermare la condanna per violazione dell’art. 405 cod. pen. a carico del ‘capo-vara’ di una processione, fermata per un ‘inchino’ di fronte all’abitazione di Riina-Bagarella a Corleone, rafforza la tutela del sentimento religioso da odiose strumentalizzazioni, funzionali al consolidamento del consenso mafioso.

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Quell’inchino al mafioso duro a morire

Quell’inchino al mafioso duro a morire

La Corte di Cassazione (3^ sez. pen. ud. 15/10/2021 R.G. 8762/2021 ric. L. Grizzaffi) ribadisce che la sosta del fercolo del Santo in corrispondenza dell’abitazione della famiglia di un capo di Cosa Nostra costituisce turbamento della funzione religiosa. Ma la questione irrisolta rimane quella dell’inchino sociale.

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