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Legittimo il rifiuto dell’ufficiale di stato civile alla trascrizione dell’atto di nascita in favore di coppia omosessuale femminile del concepito all’estero da fecondazione eterologa

Legittimo il rifiuto dell’ufficiale di stato civile alla trascrizione dell’atto di nascita in favore di coppia omosessuale femminile del concepito all’estero da fecondazione eterologa

La Procura Generale della Corte di Cassazione ribadisce la necessità per l’ufficiale dello stato civile di applicare la legge italiana in materia di trascrizione dell’atto di nascita e chiede accogliersi il ricorso del Ministero dell’Interno contro la decisione della Corte di Appello d Firenze che ha ritenuto applicabile in Italia la legge dello Stato del Wisconsin.

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La maternità surrogata di nuovo all’esame delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

La maternità surrogata di nuovo all’esame delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

1. – Ha avuto luogo lo scorso martedì 8 novembre l’udienza pubblica delle sezioni unite della Corte di cassazione, alle quali, con ordinanza interlocutoria della prima sezione civile n. 1842 del 2022, è stato chiesto di valutare se, dopo la sentenza n. 33 del 2021 della Corte costituzionale, non debba ormai essere rimeditata la decisione delle stesse sezioni unite n. 12193 del 2019. Com’è noto, secondo quest’ultima decisione, il divieto di maternità surrogata, in quanto principio di ordine pubblico, impedirebbe in ogni caso la trascrizione di provvedimenti giudiziali o atti stranieri accertanti rapporti genitoriali puramente intenzionali, che potrebbero nondimeno essere formalizzati attraverso il ricorso all’adozione in casi particolari. E dunque non ab initio e in forza di un automatismo, ma solo ex post e all’esito di un concreto accertamento giudiziale di conformità all’interesse del minore.

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Cassazione: quando dirottare una nave è ‘legittima difesa’

Cassazione: quando dirottare una nave è ‘legittima difesa’

Il presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino spiega perché sono assai discutibili le ragioni con le quali la Suprema Corte (sentenza 6^ sez. pen. n. 15869/2022 del 16/12/2021 dep. 26/04/2022) ha assolto un gruppo di migranti che avevano usato minaccia e violenza agli ufficiali di una nave italiana per costringerli a far rotta verso le coste italiane, mentre invece erano stati indirizzati in Libia dalle autorità italiane. Si va verso l’affermazione di un ‘diritto penale dell’immigrazione’, con regole differenti rispetto a quelle contenute nei codici?


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Quando ‘Cesare’ indossa la toga e detta regole a quel che non gli è dato

Quando ‘Cesare’ indossa la toga e detta regole a quel che non gli è dato

Con l’avv. Paolo Maci, professore a contratto di legislazione scolastica a UniPegaso, proseguiamo la riflessione iniziata ieri (cf. https://www.centrostudilivatino.it/se-la-magistratura-italiana-entra-pure-in-quel-che-compete-alla-chiesa/) sulla sentenza delle Sez. Unite civili della Corte di Cassazione n. 12442/2022, e quindi sulla vicenda che ha interessato la Pontificia Università Lateranense: al di là del caso specifico, preoccupa lo sconfinamento della magistratura e la mancata percezione del venir meno di spazi di autonomia per la Chiesa, tutelati dall’accordo concordatario. 

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Se la magistratura italiana entra pure in quel che compete alla Chiesa

Se la magistratura italiana entra pure in quel che compete alla Chiesa

Nico Tonti, dottorando di ricerca in Scienze giuridiche all’Università di Bologna, svolge considerazioni a margine della recente sentenza delle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione n. 12442/2022, riguardante la mancata ammissione di uno studente al ciclo dottorale attivato alla PUL-Pontificia Università Lateranense. La controversia ruota attorno alla estensione della categoria ‘enti centrali’ della Chiesa cattolica, e necessita non già di un dato unilaterale dello Stato italiano, come una pronuncia giudiziaria, bensì di un approccio pattizio, per evitare l’assai discutibile ingerenza dello Stato italiano in vicende di esclusiva pertinenza ecclesiale.

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La Cassazione sull’“inchino” nelle processioni davanti alle abitazioni dei boss

La Cassazione sull’“inchino” nelle processioni davanti alle abitazioni dei boss

Una recente pronuncia della 3^ sez. pen. della Corte Suprema, nel confermare la condanna per violazione dell’art. 405 cod. pen. a carico del ‘capo-vara’ di una processione, fermata per un ‘inchino’ di fronte all’abitazione di Riina-Bagarella a Corleone, rafforza la tutela del sentimento religioso da odiose strumentalizzazioni, funzionali al consolidamento del consenso mafioso.

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Quell’inchino al mafioso duro a morire

Quell’inchino al mafioso duro a morire

La Corte di Cassazione (3^ sez. pen. ud. 15/10/2021 R.G. 8762/2021 ric. L. Grizzaffi) ribadisce che la sosta del fercolo del Santo in corrispondenza dell’abitazione della famiglia di un capo di Cosa Nostra costituisce turbamento della funzione religiosa. Ma la questione irrisolta rimane quella dell’inchino sociale.

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Ancora su Cassazione e Crocifisso, fra laicità e reasonable accomodation.

Ancora su Cassazione e Crocifisso, fra laicità e reasonable accomodation.

Da una prima lettura della sentenza 9 settembre 2021, n. 24414 delle Sezioni unite civili della Cassazione, sull’esposizione del crocifisso nelle scuole, emergono luci e ombre, le cui ricadute pratiche saranno tutte da verificare.

Prosegue la riflessione avviata il giorno stesso della pubblicazione (https://www.centrostudilivatino.it/cassazione-sul-crocifisso-nessun-divieto-di-affissione-ma-adesso-necessario-lintervento-del-parlamento/), proseguita con gli interventi dell’avv. Angelo Salvi (https://www.centrostudilivatino.it/sezioni-unite-e-crocifisso-perplessita-sulla-regola-del-caso-per-caso/) e del presidente emerito di Cassazione Piero Dubolino (https://www.centrostudilivatino.it/sezioni-unite-e-crocifisso-perche-il-ragionevole-accomodamento-non-convince/), con l’intervento del dott. Manuel Ganarin, ricercatore di Diritto ecclesiastico e canonico all’Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna.

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Sezioni Unite e Crocifisso: perché il “ragionevole accomodamento” non convince

Sezioni Unite e Crocifisso: perché il “ragionevole accomodamento” non convince

Con l’intervento del presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino prosegue la riflessione sulla la sentenza n. 24414/2021 delle Sezioni Unite civili sul crocifisso: una riflessione avviata il giorno stesso della pubblicazione (https://www.centrostudilivatino.it/cassazione-sul-crocifisso-nessun-divieto-di-affissione-ma-adesso-necessario-lintervento-del-parlamento/) e proseguita ieri con l’intervento dell’avv. Angelo Salvi (https://www.centrostudilivatino.it/sezioni-unite-e-crocifisso-perplessita-sulla-regola-del-caso-per-caso/). Nel rilevare le aporie della pronuncia e il suo tratto ancora una volta ‘creativo’ della norma, l’Autore ne sottolinea la difficoltà di concreta applicazione, per le incertezze da essa derivanti.

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