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3- Il Crocifisso davanti alle Sezioni Unite. Il mito della neutralità

3- Il Crocifisso davanti alle Sezioni Unite. Il mito della neutralità

Domani, 6 luglio, le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione sono chiamate a pronunciarsi sulla esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici. La vicenda trae origine da un docente che nelle ore d’insegnamento aveva rimosso il Crocifisso, in contrasto con la volontà degli studenti, che in maggioranza si erano espressi a favore della sua collocazione nell’aula, e disapplicando un provvedimento del Preside: per il suo comportamento, in conflitto anche col preside, al docente era stata irrogata la sospensione di 30 giorni dalle funzioni, sanzione ritenuta legittima in entrambi i gradi di merito. Giunta la questione alla Suprema Corte, la Sezione lavoro ha richiesto una decisione in merito delle Sezioni unite. Sul punto su questo sito https://www.centrostudilivatino.it/crocifisso-ancora-nel-mirino-la-parola-e-alla-cassazione/; https://www.centrostudilivatino.it/crocifisso-fuori-dalle-scuole-la-questione-alle-sezioni-unite/; https://www.centrostudilivatino.it/il-crocifisso-al-vaglio-delle-sezioni-unite-della-cassazione/ .

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2. Il Crocifisso davanti alle Sezioni Unite. Dov’è la discriminazione?

2. Il Crocifisso davanti alle Sezioni Unite. Dov’è la discriminazione?

Martedì prossimo, 6 luglio, le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione sono chiamate a pronunciarsi sulla esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici. La vicenda trae origine da un docente che nelle ore d’insegnamento aveva rimosso il Crocifisso, in contrasto con la volontà degli studenti, che in maggioranza si erano espressi a favore della sua collocazione nell’aula, e disapplicando un provvedimento del Preside: per il suo comportamento, in conflitto anche col preside, al docente era stata irrogata la sospensione di 30 giorni dalle funzioni, sanzione ritenuta legittima in entrambi i gradi di merito. Giunta la questione alla Suprema Corte, la Sezione lavoro ha richiesto una decisione in merito delle Sezioni unite. Sul punto su questo sito https://www.centrostudilivatino.it/crocifisso-ancora-nel-mirino-la-parola-e-alla-cassazione/; https://www.centrostudilivatino.it/crocifisso-fuori-dalle-scuole-la-questione-alle-sezioni-unite/; https://www.centrostudilivatino.it/il-crocifisso-al-vaglio-delle-sezioni-unite-della-cassazione/ .

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Il Crocifisso davanti alle Sezioni Unite. Simboli religiosi e diritti umani

Il Crocifisso davanti alle Sezioni Unite. Simboli religiosi e diritti umani

Martedì prossimo, 6 luglio, le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione sono chiamate a pronunciarsi sulla esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici. La vicenda trae origine da un docente che nelle ore d’insegnamento aveva rimosso il Crocifisso, in contrasto con la volontà degli studenti, che in maggioranza si erano espressi a favore della sua collocazione nell’aula, e disapplicando un provvedimento del Preside: per il suo comportamento, in conflitto anche col preside, al docente era stata irrogata la sospensione di 30 giorni dalle funzioni, sanzione ritenuta legittima in entrambi i gradi di merito. Giunta la questione alla Suprema Corte, la Sezione lavoro ha richiesto una decisione in merito delle Sezioni unite. Sul punto su questo sito https://www.centrostudilivatino.it/crocifisso-ancora-nel-mirino-la-parola-e-alla-cassazione/; https://www.centrostudilivatino.it/crocifisso-fuori-dalle-scuole-la-questione-alle-sezioni-unite/; https://www.centrostudilivatino.it/il-crocifisso-al-vaglio-delle-sezioni-unite-della-cassazione/

Sul tema il 30 giugno si è svolto, organizzato dal Centro studi Rosario Livatino, il webinar Verso un nuovo caso Lautsi? L’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, col patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Pubblichiamo alcune delle relazioni, partendo oggi da quella del prof. Carlo Cardia, emerito di Diritto ecclesiastico dell’Università degli Studi Roma Tre. Il Prof Cardia è stato autorevole componente delle commissioni in materia di libertà religiosa e di rapporti con le confessioni religiose alla Presidenza del Consiglio, e ha collaborato a preparare la posizione del Governo Italiano nella trattazione del tema davanti alla Corte EDU.

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Adozione da coppie “gay” e maternità surrogata. Ancora su Sezioni Unite n. 9006/2021

Adozione da coppie “gay” e maternità surrogata. Ancora su Sezioni Unite n. 9006/2021

Dopo gli interventi di Pietro Dubolino, Daniela Bianchini e Renato Veneruso, oggi con Domenico Airoma torniamo sulla sentenza n. 9006/2021delle Sezioni Unite civili della Cassazione, depositata il 31 marzo, in materia di riconoscimento in Italia dell’adozione internazionale da parte di una coppia omogenitoriale. L’oggetto della riflessione si concentra questa volta sulla evidente e sostanziale apertura, nonostante le affermazioni di segno contrario, del decisum di legittimità verso la maternità surrogata.

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I “nuovi diritti” passano dal ‘globalismo giudiziario’: ancora su Sezioni Unite e adozioni omogenitoriali.

I “nuovi diritti” passano dal ‘globalismo giudiziario’: ancora su Sezioni Unite e adozioni omogenitoriali.

Torniamo sulla recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione per sottolineare il superamento, che essa realizza, perfino dei vincoli posti della Costituzione italiana, facendo discendere l’affermazione ideologica dell’adozione same sex da un ordine pubblico internazionale, esito dello shopping giudiziario fra orientamenti giurisprudenziali e norme di altri Stati.

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La maternità surrogata all’esame delle Sezioni Unite

La maternità surrogata all’esame delle Sezioni Unite

La posta in gioco e le conclusioni del Procuratore Generale

Il 12 gennaio le Sezioni Unite Civili della Cassazione hanno celebrato l’udienza riguardante il riconoscimento dell’adozione legittimante, pronunciata all’estero, in favore di una coppia dello stesso sesso: la vicenda è stata portata all’attenzione del massimo consesso giurisdizionale di legittimità dall’ordinanza della Prima sezione civile della Cassazione, n. 29071 depositata l’11 novembre 2019. Il Sostituto Procuratore Generale dr.ssa Luisa De Renzis ha depositato le proprie conclusioni scritte, inserite in una memoria approfondita e articolata, che pubblichiamo a seguire, finalizzate ad evitare il recepimento di adozioni straniere su base esclusivamente consensualistica. Il Procuratore chiede così tutela dei diritti del minore e della donna, al fine di impedire che adozioni straniere, prive del doveroso previo accertamento sulla adottabilità del minore, divengano lo strumento per far penetrare all’interno del nostro ordinamento la pratica della maternità surrogata, vietata e sanzionata penalmente.

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Il Crocifisso al vaglio delle Sezioni Unite della Cassazione

Il Crocifisso al vaglio delle Sezioni Unite della Cassazione

Torna d’attualità la questione dell’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche: con l’ordinanza n. 19618 del 18 settembre 2020 (https://www.centrostudilivatino.it/crocifisso-fuori-dalle-scuole-la-questione-alle-sezioni-unite/) la Sezione lavoro della Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente, rilevando nella vicenda alla medesima sottoposta una questione di particolare importanza, tale da legittimare l’assegnazione alle Sezioni Unite ai sensi dell’art. 374 co. 2 cod. proc. civ.

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Crocifisso fuori dalle scuole? La questione alle Sezioni Unite

Crocifisso fuori dalle scuole? La questione alle Sezioni Unite

Pubblichiamo l’ordinanza del 22/07/2020, depositata il 18/09/2020, con la quale la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha sollecitato la pronuncia delle Sezioni Unite in ordine alla presenza del Crocifisso in un’aula scolastica, in qualche modo manifestando la posizione contraria a tale collocazione (cf. in particolare il § 12.2.). Nei prossimi giorni su questo sito comparirà un primo commento.  

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Non mandare i figli a scuola è reato, ma non sempre

Non mandare i figli a scuola è reato, ma non sempre

Considerazioni a margine di una recente pronuncia della Cassazione

1. Nel nostro ordinamento non è più previsto come reato il mancato adempimento, da parte dei genitori, dell’obbligo di impartire ai figli l’istruzione media inferiore. È per questo motivo che la Terza Sezione penale della Cassazione, con sentenza n. 23488 del 3 luglio 2020, ha annullato senza rinvio, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, il provvedimento con cui una madre era stata condannata dal Giudice di Pace di Cosenza al pagamento dell’ammenda di 30 per la commissione del reato di cui all’art. 731 cod.pen.

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