“L’ora di tutti”
Sull’assedio e il sacco di Otranto del 1480 da parte dei turchi.
(altro…)
Sull’assedio e il sacco di Otranto del 1480 da parte dei turchi.
(altro…)
Una lettura storico-filosofica tra evoluzione, tecnica e trascendenza
(altro…)
Fino a che punto una democrazia può difendersi senza tradirsi? Il paradosso della tolleranza in Jemolo, tra “Convegno dei cinque”, Minority Report e Nolan.
(altro…)
Il presente contributo propone una lettura di 8½ come opera paradigmatica della crisi dell’identità e dell’autenticità nell’uomo contemporaneo, alla luce di alcune categorie centrali della filosofia morale moderna e contemporanea. Attraverso un confronto implicito con il pensiero di Sartre, Kierkegaard e Nietzsche, il film viene interpretato come rappresentazione della tensione tra libertà e responsabilità, tra autoinganno e verità, tra nichilismo e possibilità etica. La figura di Guido Anselmi emerge come emblema di una soggettività incapace di scegliere, sospesa tra molteplici possibilità non realizzate. L’analisi evidenzia come la crisi creativa del protagonista sia, in realtà, una crisi morale, e come l’accettazione finale della propria frammentazione apra uno spazio problematico ma autentico per l’agire etico.
(altro…)
La serie Portobello riporta alla memoria il caso Tortora, emblema dell’errore giudiziario nato da accuse prive di riscontri e consolidate nel processo di primo grado. L’assoluzione in appello mostrò quanto la decisione giudiziaria possa essere influenzata dalla forza dell’ipotesi iniziale più che dalla prova. Il caso solleva una questione filosofica centrale: la giustizia è credibile solo se riconosce il dubbio come metodo e limite del potere di giudicare.
(altro…)
La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini è un film che va oltre la narrazione cinematografica, proponendo una riflessione filosofica sulla modernità, la crisi della fede cristiana e il nichilismo. Ambientato nella Roma del boom economico postbellico, il film segue Marcello Rubini, giornalista mondano e osservatore del vuoto spirituale del suo tempo. Attraverso simboli, allegorie e incontri con figure femminili e intellettuali, Fellini mostra un mondo in cui il piacere, l’apparenza e la mondanità sostituiscono il senso e il sacro, rivelando la fragilità morale dell’uomo contemporaneo.
(altro…)
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino sceglie di collocare il tema dell’eutanasia al centro di una narrazione solenne, rarefatta, apparentemente prudente. Mariano De Santis, Presidente della Repubblica giunto alla fine del mandato, è chiamato a firmare una legge che ne legalizzerebbe la pratica, mentre riflette sulla concessione della grazia a due condannati per omicidio e sulla soppressione di un cavallo ormai malato. Tre decisioni, un unico potere: stabilire se una vita possa essere tolta o risparmiata.
(altro…)
Nel nuovo film di Yorgos Lanthimos, il sequestro di una dirigente industriale diventa una parabola sul complottismo americano, la crisi della verità e il ritorno deformato dei miti antichi.
(altro…)
In Due cuori e 2 capanne, Massimiliano Bruno utilizza la commedia romantica come lente per osservare le trasformazioni profonde della società contemporanea: la crisi dei ruoli di genere, il confronto tra maschilismo e femminismo, la ridefinizione della famiglia e la centralità dell’infanzia. Tra ironia e introspezione, il film suggerisce che il dialogo non è solo una pratica relazionale, ma una vera e propria forma etica dell’abitare insieme il mondo.
(altro…)
Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone, è molto più di una commedia natalizia: è un pellegrinaggio umano e filosofico, un viaggio che porta lo spettatore a confrontarsi con sé stesso, con i propri limiti, le proprie paure e la complessità delle relazioni. Dietro la leggerezza comica, il film smaschera alcune delle illusioni più radicate della sinistra radical chic, mostrando come la vita reale sia più complicata e più significativa di qualsiasi teoria o dogma.
(altro…)