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Dallo Stato laico alla sua caricatura: il laicismo di Stato

Dallo Stato laico alla sua caricatura: il laicismo di Stato

Partendo dall’excursus del corretto uso del termine ‘laico’, da non intendere come ‘non cristiano’, il presidente emerito della Cassazione Pietro Dubolino ricorda come sui principi fondamentali del vivere sociale l’alternativa non è fra confessionalismo e libertà, ma deve puntare al bilanciamento dei diritti in gioco.

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Scuola: non il gender, ma la comprensione delle esigenze emotive serve per il benessere dei minori

Scuola: non il gender, ma la comprensione delle esigenze emotive serve per il benessere dei minori

La capacità di relazionarsi in maniera aperta e rispettosa con le altre persone è una competenza fondamentale, ricercata in ambito lavorativo e utile a prevenire fenomeni di bullismo e di discriminazione. Ne consegue che anche in Italia, come già avviene in diversi Paesi, sarebbe opportuno inserire nella formazione scolastica l’educazione all’intelligenza emotiva, piuttosto che l’ideologia del gender.

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Assegno unico: molto rumore per nulla?

Assegno unico: molto rumore per nulla?

Dopo i trionfali annunci dell’approvazione dell’assegno unico universale, la lettura dei primi provvedimenti “attuativi” è una doccia fredda per le famiglie: 167,50 euro al mese per le famiglie sotto la soglia di povertà di 7.000 euro; 30 euro al mese a figlio per famiglie con ISEE compreso tra 40.000 e 50.000 euro; nessun sussidio oltre 50.000 euro. Si immagina così di incrementare la natalità?

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Prostituzione, pornografia, violenze inaudite sulle donne

Prostituzione, pornografia, violenze inaudite sulle donne

Partendo dalla ‘legge Merlin’ del 1958, il prof. Mauro Ronco, emerito di Diritto penale a Padova, spiega come, una volta abolito l’odioso regime semipubblicistico della prostituzione, non sono però cessati lo sfruttamento e la violenza sulla donna. Il diffondersi della mercificazione della sessualità ha dilatato la sopraffazione dei ‘protettori’ e la moltiplicazione degli atti lesivi dell’integrità e della dignità della donna, anche a seguito della mancata persecuzione giudiziaria della produzione pornografica, esito dalla sua teorizzata innocuità. Che fare e come fare oggi per un effettivo contrasto della violenza sessuale.

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Dai lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sugli affidi una maggiore tutela per i minori?

Dai lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sugli affidi una maggiore tutela per i minori?

Dopo gli episodi che hanno fatto emergere casi di affidi illeciti, è stata istituita con la legge n. 107/2020 la Commissione parlamentare incaricata di vigilare sulle attività poste in essere dalle comunità di accoglienza per minori allontanati dalle proprie famiglie in seguito a provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale. Da pochi giorni la Commissione ha iniziato la sua attività: gli operatori del settore auspicano che possa essere l’occasione per superare le difficoltà pratiche che negli anni hanno limitato le potenzialità dell’istituto dell’affido familiare.

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Renato Samek Lodovici, la scomparsa di un Giudice esemplare

Renato Samek Lodovici, la scomparsa di un Giudice esemplare

Renato Samek Lodovici è morto ieri a Milano, all’età di 82 anni, quasi 40 anni dopo la morte dell’amato fratello Emanuele, filosofo di straordinario acume. Era nato il 28 aprile del 1939 a Milano, dove ha svolto la sua carriera di magistrato, inizialmente in campo civile, quindi in quello penale, prima come giudice a latere e poi come Presidente di Corte d’Assise, infine come Presidente della sezione GIP del Tribunale.

Uomo integerrimo, grande oratore, giudice specchiato e cristiano, è stato apprezzato per il suo esemplare senso di giustizia e per talune innovative soluzioni giurisprudenziali. Nel settore civile, per esempio, ha giudicato la controversia sul mutato indirizzo politico del Corriere della sera, riconoscendo la clausola di coscienza e la legittimità della risoluzione del contratto, con diritto a indennità, per i giornalisti che l’avevano richiesta.

Ha presieduto processi e maxi processi al terrorismo rosso (per l’omicidio Custrà, per l’omicidio Torregiani, ai G.A.P. ispirati da Feltrinelli, ai brigatisti della Walter Alasia), alla criminalità organizzata (al clan Epaminonda, durante il quale avvenne anche una sparatoria in aula), a Cosa nostra e alla ’Ndrangheta trapiantate al Nord (processo ‘Nord-Sud’, con 133 imputati), e ha vissuto con coraggio lunghi periodi sotto scorta e in grave pericolo.

La sua divisa è stata la discrezione, per non adulterare l’andamento dei dibattimenti: con disappunto dei giornalisti, non ammise le riprese al processo Gucci.

Nel suo studio in Tribunale campeggiavano le parole di Platone, di deplorazione della (oggi clamorosa) trasformazione dei desideri in diritti. In occasione del commiato dal lavoro, di fronte ai colleghi e ai collaboratori, citò Aristotele: “spesso si pensa che la giustizia sia la più importante delle virtù, e che né la stella della sera né la stella del mattino siano altrettanto degne di ammirazione”.

Il Centro studi Rosario Livatino lo ricorda con ammirazione e gratitudine, ed è vicino in questo momento ai suoi familiari.

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