Carlo Acutis e l’urgenza dei santi: perché il XXI secolo ha bisogno di testimoni credibili
Il 12 ottobre la Chiesa ricorda Carlo Acutis: un giovane dell’era digitale che ci mostra come la santità sia possibile oggi, per tutti.
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Il 12 ottobre la Chiesa ricorda Carlo Acutis: un giovane dell’era digitale che ci mostra come la santità sia possibile oggi, per tutti.
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L’intervento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, al Seminario “Le trasformazioni dell’Europa”, in occasione della presentazione del volume del Prof. Giovanni Pitruzzella “L’Europa in trasformazione: tra geopolitica e democrazia”, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
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Una riflessione del postulatore dopo il decreto del 7 ottobre 2026.
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Il disegno di legge recante la Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile è stato approvato in seconda lettura dal Senato della Repubblica. Si propongono alcune riflessioni a caldo.
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Il Comitato promotore esulta e ringrazia la Conferenza Episcopale Italiana e il Dicastero del Culto Divino per aver voluto donare ai magistrati italiani una così grande gioia.
Il Beato Rosario Livatino ci aiuti a ritrovare la strada della vera pace fondata sulla giustizia.

Dal 30 settembre 2026 l’Italia applica l’AI Act con il d.lgs. 160/2026: nuovi reati, identificazione biometrica e accesso alle prove nei danni da IA.
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Un nuovo femminismo che nasce in America e parla alle italiane: perché la Dichiarazione di Interdipendenza di Seneca Falls riguarda donne e uomini.
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Con Il mio nome è Carlo, trasmesso in prima serata da Canale 5 e diretto da Giacomo Campiotti, la televisione generalista italiana si confronta con una figura che appartiene al nostro tempo: Carlo Acutis, il giovane milanese morto nel 2006 e divenuto simbolo di una santità capace di abitare la cultura digitale. Il film sceglie il registro dell’agiografia contemporanea, evitando sia il documentario apologetico sia il biopic puramente celebrativo. Ne emerge un racconto che interroga il rapporto tra fede e tecnologia, tra eccezionalità evangelica e normalità adolescenziale, offrendo una riflessione sul significato della testimonianza cristiana nel XXI secolo.
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Il fenomeno oggi denominato “woke” viene generalmente interpretato come una sensibilità culturale orientata alla lotta contro le discriminazioni e alla tutela delle minoranze. Tuttavia, una lettura storico-filosofica di ispirazione cristiana suggerisce un’interpretazione differente. L’ideologia woke non costituirebbe infatti un fenomeno autonomo, ma l’ultima fase di un processo rivoluzionario iniziato secoli fa con la crisi della Cristianità europea. Tale processo, sviluppatosi attraverso la Riforma protestante, l’Illuminismo, la Rivoluzione francese, il marxismo e la rivoluzione culturale del Sessantotto, avrebbe progressivamente sostituito la concezione cristiana dell’uomo con una visione sempre più centrata sull’autonomia assoluta dell’individuo. In questa prospettiva, il woke rappresenterebbe il passaggio dalla rivoluzione politica e sociale alla rivoluzione antropologica, ossia alla contestazione della stessa natura umana.
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«Non credenti, ma credibili»: il card. Zuppi ricorda il beato Rosario Livatino in Cassazione e lo indica come possibile patrono dei magistrati.
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