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I social contro Trump e Parler: perché il web ha bisogno di regole

I social contro Trump e Parler: perché il web ha bisogno di regole

Pur abituati a vivere dentro un mondo digitale che ci rende facili una serie di operazioni un tempo impensabili, ogni tanto constatiamo che la rete nasconde dietro di sé insidie e richiede particolari regolamentazioni, e queste ultime subiscono fasi di accelerazione e di rallentamento davanti a eventi eccezionali. A oggi, uno di questi potrebbe essere considerato il caso che ha visto contrapposti l’ex presidente degli USA e un gran numero di piattaforme digitali.

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WhatsApp e privacy: quali rischi per la privacy?

WhatsApp e privacy: quali rischi per la privacy?

In questi giorni si discute molto della possibilità che WhatsApp, modificando unilateralmente le condizioni di utilizzo del servizio, trasferisca a Facebook per fini commerciali i dati dei propri utenti. In Europa, almeno per il momento, questo pericolo sembra scongiurato grazie al GDPR-il Regolamento europeo sui dati personali. Il tema dà comunque l’occasione per mettere in evidenza come i pericoli per la privacy degli utenti che utilizzano WhatsApp sono già esistenti, e sono spesso determinati da una scarsa consapevolezza dei rischi legati alla condivisione dei propri dati.

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Genitore 1 e 2, Lamorgese «si porta avanti col lavoro»

Genitore 1 e 2, Lamorgese «si porta avanti col lavoro»

Da tempi.it di Caterina Giojelli 18 gennaio 2021.

Perché tornare alla versione del 2015? Lo spiega Alfredo Mantovano (c’entra un caso in Cassazione, la stepchild adoption e la surrogata).

Tra le sconclusionate iniziative di questa legislatura e questo governo verrà ricordato anche il ritorno del “genitore 1” e “genitore 2” sulla carta di identità dei minori di 14 anni  o sui moduli di iscrizione a scuola, stabilito dal Viminale. In piena crisi di governo, emergenza sanitaria con l’economia al collasso e le classi vuote, il ministro Luciana Lamorgese ha cancellato un altro lascito dell’era Salvini (quando si tornò a chiamarli “madre” e “padre”) e reintroduce il burocratese caro al governo Renzi e alle famiglie arcobaleno. Questo, ha spiegato il ministro alla question time del 13 gennaio, “per garantire conformità al quadro normativo introdotto dal regolamento UE e per superare le problematiche applicative segnalate dal Garante della privacy” sul decreto del 2019. Cosa significhi Tempi lo ha chiesto ad Alfredo Mantovano, magistrato e vicepresidente del Centro studi Livatino.

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Recovery plan: perché la priorità è la crisi demografica

Recovery plan: perché la priorità è la crisi demografica

Ora, quantomeno, sappiamo a grandi linee qual è il Piano. Parliamo del Recovery Plan, quello che è stato ribattezzato Piano nazionale di ripresa e resilienza. 209 miliardi di euro cui si aggiungeranno altri fondi europei presi da una serie di voci, che porteranno la somma totale sopra i 300 miliardi di euro. Una montagna di soldi, insomma. Soldi che l’Europa concede all’Italia – in gran parte in prestito – ma che saranno messi sulle teste dei nostri figli e nipoti. Obiettivo: favorire e accelerare il cambio di passo e di paradigma del nostro Paese, verso un futuro più roseo e prospero per i suoi abitanti. Proprio su questi, credo, è il caso di porre l’attenzione, analizzando le voci del Piano e le cifre che il Governo ha scelto d’investire su di esse.

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La “tragedia” delle élite contro il popolo, oltre l’assalto a Capitol Hill

La “tragedia” delle élite contro il popolo, oltre l’assalto a Capitol Hill

Nonostante il trascorrere dei giorni, il dibattito su accaduto a Washington il giorno dell’Epifania pare restare inchiodato alla contingenza, condizionato dalle appartenenze politico-culturali, se non proprio da un giudizio di tipo psicologico-morale sugli attori che occupano la scena, quando invece necessita di una valutazione d’insieme. La tragedia in corso è quella delle moderne democrazie liberali occidentali. Come tutte le tragedie, ha un prologo, un parodo (che fa entrare in scena il coro), tanti episodi attraverso i quali si dispiegano le scene, un esodo conclusivo.

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USA, “golpe” o “vaffa-day” nel Columbia district?

USA, “golpe” o “vaffa-day” nel Columbia district?

L’analisi di quanto accaduto due giorni fa a Washington non può limitarsi alla superficie. Riprendendo le lezioni di maestri come Alexis de Tocqueville, José Ortega y Gasset e Johan Huizinga, i sistemi politico-sociali occidentali sono da tempo seduti su un vulcano. I vulcani sono strutture complesse, hanno una parte visibile esterna, e una parte non visibile, interna alla crosta, animata da un lavorio nascosto, che prosegue da migliaia di anni: non visti, si fanno strada i prodotti materiali di quel lavorio, che al verificarsi di una serie di circostanze fuoriescono, con eruzioni che possono essere tranquille (effusive) o esplosive. Le scene dell’occupazione del Congresso USA manifestano l’eruzione di un vulcano, sul quale sono sedute le postmoderne democrazie occidentali: un vulcano che non è diventato attivo dall’inizio della presidenza Trump, men che meno dagli ultimi due agitati mesi della politica americana.

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Persone disabili e studi universitari, difficoltà e proposte

Persone disabili e studi universitari, difficoltà e proposte

1. È facile proclamare l’autodeterminazione in termini politicamente corretti a costo zero; è più difficile garantirla quando – come è nel caso delle persone disabili – essa implica la cooperazione di molti, il sacrificio di tempo e mezzi, la volontà, soprattutto politica, di scelte impopolari che comportino un consistente esborso di denaro, senza vedere nell’immediato il conseguimento di alcun profitto.

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Per Rosario Livatino

Per Rosario Livatino

Durante il webinar del 5 gennaio Rosario Livatino. Il Giudice santo, in preparazione della beatificazione di Rosario Livatino, Davide Rondoni è intervenuto con la poesia scritta per l’evento. La riproponiamo, col consenso dell’Autore, che ringraziamo di cuore.

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Chi vuole censurare gli insegnamenti di Elio Sgreccia?

Chi vuole censurare gli insegnamenti di Elio Sgreccia?

da Tempi.it 30 dicembre 2010

«Quando tutta la specie umana, meno uno, avesse un’opinione, e quest’uno fosse d’opinione contraria, l’umanità non avrebbe maggior diritto d’imporre silenzio a questa persona, che questa persona, ove lo potesse, d’imporre silenzio all’umanità»: così scriveva John Stuart Mill, ritenuto uno dei padri del pensiero liberale.

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