Corte EDU e maternità surrogata

Corte EDU e maternità surrogata

Su richiesta della Corte di Cassazione francese i giudici della Corte EDU sono stati chiamati, per la prima volta, a pronunciarsi sulla richiesta di parere preventivo proposto in base al nuovo Protocollo n. 16 alla Convenzione EDU, entrato in vigore ad agosto del 2018. Si tratta di un parere non vincolante, neppure con riferimento al caso giudiziario dal quale è scaturita la richiesta di parere alla Corte di Strasburgo; né tale parere può avere la stessa efficacia giurisprudenziale delle sentenze della Corte Edu, che, come è noto, costituisce il diritto vivente della Convenzione dei diritti dell’uomo, al di là della risoluzione del singolo ricorso. Ciò non di meno, il parere può certamente orientare a livello interpretativo l’autorità politica e gli organi giudiziari dei Paesi aderenti alla Convenzione. Va sul punto precisato che l’Italia, dopo aver sottoscritto il “Protocollo 16”, non ha ancora provveduto a ratificare con legge tale accordo internazionale – essendovi non poche perplessità sulle sue ricadute -, per cui i giudici italiani non possono al momento avvalersi dello strumento della richiesta di parere preventivo non vincolante. (altro…)

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Protocollo 16 Cedu. Verso una super Corte costituzionale europea?

Protocollo 16 Cedu. Verso una super Corte costituzionale europea?

Il 12 febbraio 2019 l’avv. Francesco Farri, del Centro studi Livatino, ha svolto una audizione richiesta dalla Commissione Esteri della Camera dei Depupati relativa al recepimento in Italia dei c.d. Protocolli n. 15 e n. 16 riguardanti la Corte EDU. Pubblichiamo la relazione da lui depositata nella circostanza. (altro…)

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Esenzione ICI per le scuole paritarie: tanto rumore per nulla

Esenzione ICI per le scuole paritarie: tanto rumore per nulla

Publichiamo in esclusiva per questo sito un primo commento alla sentenza della Grande sezione della Corte di Giustizia Ue su Italia, Ici ed enti ecclesiastici.

L’analisi giuridica della sentenza CGUE, Grande Sezione, 6 novembre 2018, cause riunite da C-622/16P a C-624/16P in materia di aiuti di Stato per le scuole paritarie offre un quadro totalmente diverso da quello presentato dagli organi di informazione generalisti. Visto il riflesso che essa sta avendo nell’opinione pubblica italiana, essa merita quindi di essere analizzata e spiegata compiutamente. (altro…)

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Corte di Giustizia Europea: non c’è obbligo di introdurre il matrimonio omosessuale nelle legislazioni nazionali

Corte di Giustizia Europea: non c’è obbligo di introdurre il matrimonio omosessuale nelle legislazioni nazionali

Con la sentenza della Grande Chambre della Corte di giustizia, nel caso C-673/16, Coman, del 5 giugno 2018 viene ridefinito il termine “coniuge” per quanto riguarda il Diritto dell’Unione Europea.
La questione pregiudiziale era stata proposta nell’ambito di un giudizio instaurato da un cittadino rumeno e da un cittadino statunitense, dello stesso sesso, che avevano contratto, in Belgio, un “matrimonio”. La coppia desiderava continuare il proprio legame, spostandosi in Romania, ma quest’ultimo Stato aveva rifiutato il diritto di soggiorno al partner statunitense. In Romania, infatti, non è consentito il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La coppia ricorrente invocava la libertà di circolazione delle persone e dei familiari a sostegno del proprio ricorso.

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Il caso “Lituania” e la deriva secolarista della Corte EDU

Il caso “Lituania” e la deriva secolarista della Corte EDU

A primo commento della sentenza sul caso Sekmadienis Ltd. vs Lituania, datata 30 gennaio 2018, della Corte EDU, sul conflitto fra la libertà di espressione e la libertà di religione, relativo alla sanzione irrogata dal Governo lituano all’agenzia pubblicitaria “Sekmadienis Ltd”  per aver utilizzato con modalità (altro…)

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La Lituania sanzionata per aver multato la blasfemia

La Lituania sanzionata per aver multato la blasfemia

Pubblichiamo la sentenza della IV sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, nel caso Sekmadienis Ltd v. Lithuania, del 30 gennaio 2018. Essa condanna la Lituania per aver multato un’impresa per una pubblicità blasfema, le cui immagini sono state ampiamente riportate in questi giorni (altro…)

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Charlie, Alta Corte e CEDU: da culla del diritto a culle senza diritti

Charlie, Alta Corte e CEDU: da culla del diritto a culle senza diritti

E’ certamente positivo che oggi l’Alta Corte inglese riconosca ai genitori di Charlie Gard quella possibilità di esprimersi che pareva loro irrevocabilmente negata. Quel che sorprende, tuttavia, di fronte alla motivazione del rinvio della decisione a giovedì, è la concezione quasi “proprietaria” che sembra emergere: l’oggetto del giudizio (altro…)

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