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Dallo Stato laico alla sua caricatura: il laicismo di Stato

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Partendo dall’excursus del corretto uso del termine ‘laico’, da non intendere come ‘non cristiano’, il presidente emerito della Cassazione Pietro Dubolino ricorda come sui principi fondamentali del vivere sociale l’alternativa non è fra confessionalismo e libertà, ma...

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Rosario Livatino sugli altari della Cassazione

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L’intervento di Domenico Airoma al convegno dell’Anm Beati i giusti. In ricordo di Rosario Livatino Il 18 giugno si è svolto nell’Aula Magna della Corte di Cassazione il convegno, organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati, dal titolo Beati i giusti. In...

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Quella diatriba tra giudici non è solo questione di forma

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Articolo di Alfredo mantovano da Libero 11 giugno 2021. Davanti a una tragedia che ha stroncato 14 vite è il caso di impegnare tempo e fatica in una questione in apparenza soltanto tecnica, quella dell’individuazione del GIP chiamato a seguire le indagini? È giusto...

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COVID-19 E NORME DI EMERGENZA

 

 

Giuristi

Un giudice come Dio comanda

Che profilo deve avere un giudice come Dio comanda? Un tecnico raffinato? Un creatore della norma?
La risposta si chiama Rosario Livatino. Il 21 settembre 1990, quando è stato assassinato aveva 38 anni, lavorava come magistrato ad Agrigento.
Il suo profilo è antitetico a quello di un magistrato di “sistema. Si è sempre mostrato convinto che compito del giudice non sia inventare la norma, bensì applicarla, secondo competenza e coscienza.
Coscienza che ha posto S.T.D., Sub tutela Dei: è il primo magistrato in epoca moderna a essere beatificato (pag. 128)

Livatino. Un giudice come Dio comanda_copertina

In vece del popolo italiano

Il “caso Palamara” è nuovamente al centro del dibattito, fra libri-intervista e interventi-fiume nei talk show. In passato, il “sistema” era ignoto nei tanti dettagli che il protagonista racconta, ma non nella sua struttura portante.
 
Lasciando alla giustizia penale e a quella disciplinare interessarsi dei “ ettagli”, sempre che siano individuati reati o illeciti deontologici, va però concentrata l’attenzione sui problemi di fondo che il “caso” fa emergere, per non rischiare che il tutto si esaurisca, come è avvenuto finora, con la demonizzazione del reo.
 
Come Centro studi abbiamo affrontato questi problemi nel convegno del 29 novembre 2019 su Magistratura in crisi. Percorsi per ritrovare la giustizia. Ne abbiamo raccolto gli atti col volume In vece del Popolo italiano, edito nel settembre 2020.
 
Non abbiamo atteso le propalazioni del “pentito” dott. Palamara per identificare le ragioni di crisi della magistratura italiana e per avanzare proposte per uscirne.
 
Per questo ti invitiamo ad acquistare e a far acquistare il testo, e a dialogare con noi sulle ipotesi di lavoro in esso prospettate.

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