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Il conflitto di interessi dell’avvocato come illecito deontologico

Il conflitto di interessi dell’avvocato come illecito deontologico

Il contributo analizza le fattispecie previste dall’art. 24 del codice deontologico forense, in tema di conflitto di interesse, inquadrando la norma nell’ambito del più generale quadro costituzionale e ponendola in relazione alla corrispondente fattispecie prevista dall’art. 63 del Testo Unico sugli Enti Locali, con cui la normativa deontologica forense si intreccia in tutte quelle ipotesi in cui il professionista assuma anche un incarico di amministratore locale, come nel caso di avvocato consigliere comunale o circoscrizionale.

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L’obbligo di astensione del pubblico ministero e riflessi disciplinari

L’obbligo di astensione del pubblico ministero e riflessi disciplinari

L’illecito disciplinare previsto dagli artt. 1 e 2, comma 1, lett. c) del D.lgs. n.109/06, precisamente nell’ambito degli illeciti compiuti nell’esercizio delle funzioni giudiziarie, sanziona “la consapevole inosservanza dell’obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge”, senza distinguere tra magistrati requirenti e magistrato giudicanti.

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7. Responsabilità del magistrato e clausole di salvaguardia

7. Responsabilità del magistrato e clausole di salvaguardia

Il tema della responsabilità dei magistrati rappresenta da sempre un argomento assai scivoloso, rispetto alla quale le istanze di quei corpi sociali che ciclicamente invocano riforme volte a introdurre meccanismi sanzionatori informati a una maggiore severità si devono necessariamente confrontare con le norme contenute nel titolo IV, parte II, della Costituzione, ove la Carta si occupa per l’appunto di magistratura. L’articolo tratta il tema della responsabilità dei magistrati per l’attività giurisdizionale, lo speciale regime loro riservato sia in ambito civile che disciplinare e le c.d. clausole di salvaguardia.

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6. Il dovere di fedeltà dell’avvocato

6. Il dovere di fedeltà dell’avvocato

Recenti casi di cronaca danno spunto per esaminare il contenuto, gli ambiti di applicazione e i limiti del dovere di fedeltà dell’avvocato, quel precetto che in termini generali impone al professionista di perseguire l’esclusivo interesse del proprio cliente. In questo quadro, va pure considerata la questione del potenziale conflitto fra il dover di fedeltà cui è soggetto anche il praticante avvocato e l’obbligo di denunciare una eventuale notitia criminis gravante sull’appartenente alle Forze dell’Ordine che intenda svolgere la predetta pratica forense.

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5. Imparzialità del giudice e neutralità dell’apparenza

5. Imparzialità del giudice e neutralità dell’apparenza

Il canone dell’imparzialità del giudice, posto dalla Costituzione, si definisce in concreto nei princìpi di carattere etico che orientano il comportamento del magistrato nell’esercizio delle funzioni, e fuori da tale esercizio. Qui il tema è trattato con riferimento all’attributo della apparenza di imparzialità, e al suo rapporto con la neutralità culturale e politica del giudice, muovendo da quanto affermato in alcune recenti decisioni. 

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4. L’avvocato che si occupa di famiglia e di minori

4. L’avvocato che si occupa di famiglia e di minori

Nel giugno 2022 sono state formulate particolari raccomandazioni per gli avvocati nominati curatori speciali dei minori. Più in generale, chi tratta questa materia deve osservare con diligenza peculiare le norme deontologiche forensi, per la delicatezza dei rapporti che è chiamato a salvaguardare. È richiesta inoltre un’adeguata competenza multidisciplinare e la capacità di non lasciarsi coinvolgere emotivamente dalle vicende che tratta.

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3. Etica e disciplina nella magistratura

3. Etica e disciplina nella magistratura

L’appuntamento periodico con questa rubrica presenta oggi uno sguardo d’insieme sulla questione etica in magistratura, sui rapporti tra codice disciplinare e codice etico e sulla loro evoluzione nel passaggio dal previgente sistema di illecito atipico all’attuale conformazione dell’illecito disciplinare tipico voluta dalla riforma del 2006.

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2. Le norme deontologiche garanzia di autonomia dell’Ordine professionale

2. Le norme deontologiche garanzia di autonomia dell’Ordine professionale

L’excursus storico che propone l’autore prende le mosse dalla Rivoluzione francese, e dalla tendenza dell’assolutismo a ridurre l’ambito operativo dell’Ordine forense, per giungere alle più recenti e autorevoli pronunce di legittimità, riguardanti il peso delle norme deontologiche, a fondamento dell’indipendenza della professione di avvocato.

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1. La Giustizia e il trono

1. La Giustizia e il trono

In un saggio di qualche decennio fa[1], lo storico tedesco Ernst Hartwig Kantorowicz narra che «Giuliano, prefetto dell’Egitto sotto Giustiniano I, dedicò una delle sue poesie a Tatiano, un alto funzionario dell’impero che aveva rifiutato l’incarico di governatore di alcune aree arretrate, offertogli dall’imperatore. Il poeta, volendo lodare tale rinuncia, scriveva che l’unico grande desiderio di Tatiano era gioire della sua sorte incrementandola in modo retto, giacché “la Giustizia, che con te condivide il trono (σύνθρονος οίδε Δίκη), sa che tu disprezzi servirti della ricchezza sottratta a coloro che governi”». L’Autore spiega che l’epigramma appartiene a quel genere di composizioni dedicate ai governatori della provincia romana, in cui viene celebrata l’equità del funzionario in carica.

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