Nella serata di martedì 21 novembre il Centro Studi Livatino e l’Idis-Istituto per la Dottrina e l’Informazione Sociale hanno organizzato una conferenza con Austin Ruse, Presidente di C-FAM, organizzazione statunitense impegnata da venti anni nella difesa della famiglia e della vita come condizione per la rinascita della società.

Ruse ha rappresentato la critica situazione della famiglia e del diritto naturale negli USA, al cui interno da tempo gli orientamenti culturalmente egemoni hanno preso una deriva di morte: certamente dal 1973, con la sentenza della Corte Suprema Roe v. Wade, che ha imposto la legalizzazione dell’aborto in tutti gli States. Lea pretesa di proclamare il “diritto” all’aborto è stata di recente seguita dalla matrimonio same sex, fino al sistematico indottrinamento nelle scuole per cancellare le naturali distinzioni fra i sessi: il tutto accompagnato da una pertinace opera di svuotamento della verità scientifica attraverso l’uso della cosiddetta fake science (bufale scientifiche sistematiche per avvalorare politiche contro la vita), a cui Austin Rose ha dedicato un libro al fine di smascherare tesi di comodo contrabbandate per veri e propri dogmi scientifici.

Non sono mancatI però motivi razionali di speranza: negli USA qualcosa cambia, la nuova amministrazione Trump  lo ha dimostrato in modo chiaro. Uno dei primi ordini esecutivi firmati dal presidente ha bloccato i finanziamenti federali alle Ong internazionali che praticano o promuovono l’interruzione di gravidanza.

Austin Rose  con il suo esempio, con il suo sacrificio e con la sua perseveranza ci comunica che è un tempo straordinario, anche in Europa, per essere pro-life ed impegnarsi in ogni ambito a scuola, nei tribunali, nei parlamenti e negli organismi internazionali per riaffermare il valore della vita contro la cultura e le politiche dello scarto, del nichilismo e del relativismo.

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