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Le maggiori violazioni dei diritti dei bambini sono causate dalle guerre e dal mancato rispetto del diritto internazionale umanitario (ulteriori riflessioni a margine della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza).

A distanza di più di trent’anni dall’approvazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo[1] adottata a New York il 20/11/1989, ratificata dall’Italia con legge n. 176 del 27/05/1991, la situazione è molto critica con particolare riferimento alle violazioni dei diritti dei minori coinvolti in conflitti armati.

A tale riguardo l’art. 38 della Convenzione prevede che “1. Gli Stati parti si impegnano a rispettare ed a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale loro applicabili in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli (..) In conformità con l’obbligo che spetta loro in virtù del diritto umanitario internazionale di proteggere la popolazione civile in caso di conflitto armato, gli Stati parti adottano ogni misura possibile a livello pratico affinché i fanciulli coinvolti in un conflitto armato possano beneficiare di cure e di protezione (..)”.

Nel protocollofacoltativo alla Convenzione del 25/02/2000 riguardante il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati è stabilito che “Gli Stati parti assumono ogni misura possibile per assicurare che i membri delle loro forze armate che non abbiano raggiunto l’età di 18 anni non prendano parte direttamente alle ostilità”.

L’ONU ha individuato sei tipi di violazioni a danno dei bambini in tempo di guerra: uccisioni e mutilazioni; reclutamento e utilizzo dei bambini da parte di forze armate o milizie; stupri e altre forme di violenze sessuali; attacchi a scuole ed ospedali; rapimenti; impedimento dell’aiuto umanitario.

Secondo l’ultimo rapporto annuale delle Nazioni Unite sui minori e conflitti armati, nel 2022 i bambini hanno subito un totale di 27.180 gravi violazioni, raggiungendo un nuovo record da quando vengono monitorate[2]. I dati sono precedenti al conflitto israelo-palestinese in atto e pertanto non tengono conto che dal 7 ottobre in avanti in Israele e nella Striscia di Gaza oltre 4.642 bambini sono stati uccisi e oltre 9.000 sono stati feriti[3].

Per quanto riguarda il coinvolgimento dei minori in conflitti armati l’UNICEF ha reso noto che, dall’inizio del monitoraggio nel 2005, le Nazioni Unite hanno verificato 315.000 gravi violazioni commesse dalle parti in conflitto in più di 30 situazioni in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina, tra cui circa 105.000 bambini reclutati o utilizzati da forze armate o gruppi armati[4].

A seguito dell’entrata in vigore della Convenzione del 1989 l’ONU ha prestato maggiore attenzione alla prevenzione e al monitoraggio e delle violazioni dei diritti dei minori nei conflitti armati, tuttavia non è stata data un’attenzione ed una risposta sufficiente da parte delle corti, dei tribunali penali internazionali, degli organismi investigativi e di accertamento dei fatti. Purtroppo spesso si tratta di veri e propri crimini di guerra o comunque di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.

L’incapacità degli Stati di proteggere i minori nelle zone di guerra è alla base del (probabile) mancato raggiungimento di uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite per il 2030: la promozione della pace.

Gli obiettivi sono stati adottati nel 2015, ma da allora il numero di bambini che vivono in zone di conflitto è aumentato di quasi il 28%, salendo nel 2022 a 468 milioni (il numero è quasi raddoppiato dalla metà degli anni novanta). Tale dato nel 2023 purtroppo è destinato ad aumentare a motivo della paralisi causata dai veti incrociati degli Stati facenti parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel deliberare il cessate il fuoco o almeno delle tregue umanitarie nei conflitti in atto, con conseguente negazione dei diritti posti a base non solo della Convenzione sui diritti del fanciullo ma anche del diritto internazionale umanitario in generale.

                                                                                                          Lorenzo Jesurum


[1] www.garanteinfanzia.org/convenzione-diritti-infanzia-adolescenza

[2] In particolare secondo il rapporto dell’ONU sui minori e conflitti armati nel 2022: 8.630 bambini sono stati uccisi o mutilati; 7.622 bambini sono stati reclutati o impiegati nelle forze armate o milizie; 1.268 bambini sono stati stuprati o hanno subito altre violenze sessuali gravi; 3.985 bambini sono stati rapiti; 1.165 (soprattutto bambine) hanno subito violenze sessuali; 4.144 casi di diniego dell’accesso umanitario per i bambini con aumento del 308% negli ultimi 5 anni –www.unicef.it/media/rapporto-onu-bambini-e-conflitti-armati-27-000-gravi-violazioni-sui-bambini-e-26-situazioni-di-preoccupazione-i-piu-alti-di-sempre/.

[3] www.unicef.it/media/giornata-mondiale-dell-infanzia-l-unicef-lancia-il-brief-bambini-tra-guerre-emergenze/

[4] www.unicef.it/media/sono-stati-almeno-120-mila-i-bambini-uccisi-o-mutilati-nelle-guerre-nel-mondo-dal-2005/

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