COMUNICATO STAMPA

Il primo dato certo che emerge dalla decisione della Corte costituzionale, in attesa di leggere l’ordinanza, è che la norma che sanziona l’aiuto al suicidio resta in vigore e non viene ritenuta illegittima: la sua eliminazione avrebbe gravemente compromesso il diritto alla vita. Il secondo è che la valutazione su sue eventuali modifiche compete al Parlamento, chiamato ad assumere piena responsabilità su questioni cruciali come la vita e la morte, e se mai differenziando fra le specifiche situazioni che emergono dalla drammaticità del quotidiano. I tempi che l’approfondimento della Corte ha richiesto testimoniamo complessità e probabilmente posizioni culturali differenti all’interno della Consulta. Su questo terreno non verrà meno l’impegno a elaborare ulteriori spunti di riflessione da parte del Centro studi Livatino, che si è presentato nel giudizio con un suo atto di intervento e nel dibattito relativo col numero speciale di L-Jus, la propria rivista on line.

Centro Studi Livatino

Roma, 24 ottobre 2018

 

 

 

Roma, 24 ottobre 2018

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