Il Centro Studi Livatino ricorda il beato Rosario Livatino nel 36° anniversario del martirio: Santa Messa in Cassazione celebrata dal Card. Matteo Zuppi.

Come di consueto, anche quest’anno il Centro Studi Rosario Livatino ha promosso l’organizzazione di una Santa Messa in memoria del beato Rosario Livatino, in occasione del trentaseiesimo anniversario del suo martirio, avvenuto il 21 settembre 1990 lungo la strada statale 640 che conduce da Canicattì ad Agrigento.

La cerimonia si è svolta presso l’aula magna della Corte Suprema di Cassazione ed è stata officiata dal Card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha preso la parola dopo il saluto rivolto dal Primo Presidente della Corte Suprema, Pasquale D’Ascola, alle molte autorità presenti e a tutti i partecipanti.

Il Cardinal Zuppi ha ricordato che giudice ultimo di tutti noi è Dio e che il giudizio di Dio – come il giudizio di un padre – è mosso dall’amore per il figlio, in quanto mira a renderlo migliore e, attraverso ciò, a tutelarlo; in questo senso, la tutela del padre verso il figlio ricorda la tutela di Dio, invocata da Livatino nell’agire quotidiano (sub tutela Dei è la nota formula ritrovata in molti scritti del Beato Livatino). Livatino, a sua volta, ha giudicato e amato le persone tratte innanzi a lui, riservando loro l’attenzione che merita chi rivolgendosi alla Giustizia auspica che le proprie ragioni vengano ascoltate.

Livatino si è calato nella realtà degli uomini sottoposti al suo giudizio, senza per questo perdere la propria libertà morale. È stato giudice indipendente e prossimo, perché ha saputo coniugare la soggezione alla legge con l’attenzione alla persona.

Accanto al volto gentile di Livatino – il cui ritratto ufficiale, presente nell’aula magna, venne donato dal Centro Studi Livatino alla Corte di Cassazione nel 2021 – il Cardinal Zuppi ha quindi chiuso il suo intervento, auspicando che giunga presto a conclusione l’iter canonico volto all’elezione del beato Livatino a patrono dei magistrati. 

Presenti all’evento numerosi giuristi, magistrati e avvocati, provenienti da diversi Fori, ma anche tanta “gente comune” quotidianamente impegnata, con altri ruoli, nell’amministrazione della giustizia, tutti riuniti nel ricordo e nel nome Livatino.

Una partecipazione ampia e sentita, che testimonia come la fama di santità del magistrato agrigentino, ucciso a soli trentotto anni, si vada sempre più diffondendo, non solo negli uffici giudiziari e nelle aule di tribunale, ma in tutta la società civile.

Nella giornata del 23 settembre 2026 si tenuta anche l’assemblea sociale del Centro Studi Livatino, nel corso della quale si è provveduto ad approvare il bilancio 2025 e ad ammettere nuovi soci.

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