Zanichelli Editore ha recentemente dato alle stampe “Diritto ecclesiastico. Principi generali e questioni”, il manuale della professoressa Geraldina Boni, Ordinaria presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Alma Mater Studiorum di Bologna. Il volume si distingue per un approccio innovativo, capace di integrare tematiche spesso trascurate nei testi tradizionali e di reinterpretare i nodi classici della materia con un taglio originale. Si configura dunque come un ausilio prezioso e autorevole per studenti e professionisti che intendano approfondire il diritto ecclesiastico.

di Lorenzo Jesurum

Fra i manuali di diritto ecclesiastico si annovera da qualche giorno quello scritto dalla Professoressa Geraldina Boni con la collaborazione di Ilaria Samorè, Alberto Tomer e Nico Tonti e con i contributi di Domenico Airoma, Daniela Bianchini e Alessio Sarais, edito da Zanichelli Editore.

Il volume, intitolato “Diritto ecclesiastico. Principi generali e questioni”, è stato presentato lo scorso 5 ottobre presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, nella sala delle Armi di Palazzo Malvezzi.

Rigore metodologico, varietà degli argomenti trattati e innovazione sono le parole che meglio sintetizzano le qualità di questo volume che, per le sue caratteristiche, si presenta come un manuale adatto non solo agli studenti universitari per la preparazione dell’esame di diritto ecclesiastico, ma anche ai professionisti interessati ad avere un inquadramento sistematico della materia, nonché approfondimenti su alcune tematiche rilevanti in ambito giudiziario, amministrativo o istituzionale.

L’opera si sviluppa in due parti, distinte ma sapientemente collegate da un sistema di richiami interni che guida il lettore con estrema chiarezza. È un percorso fluido e coerente, indispensabile per chiunque desideri padroneggiare il diritto ecclesiastico con rigore e profondità.

La prima parte del manuale è composta da tre capitoli ed è dedicata ai principi generali, con interessanti approfondimenti di carattere storico sui rapporti fra le religioni e la politica, sulla laicità e su alcuni problemi aperti che interrogano gli studiosi della materia e che riguardano l’intera società, sempre più multiculturale e multireligiosa. Come viene osservato nel volume – ed è questo lo spirito con cui vengono affrontate le questioni relative ai diritti religiosi – una delle preminenti e più autentiche vocazioni del diritto è “divenire luogo privilegiato ed elettivo in cui la diversità divenga occasione ed enzima di crescita collettiva e di solidarietà sociale” (p.132).

La seconda parte del manuale è invece dedicata al concreto esercizio della libertà religiosa con riguardo al singolo fedele e ai gruppi, nel rispetto di quanto previsto dalla costituzione italiana e dalle norme sovranazionali. Gli ambiti di indagine sono la scuola, la famiglia, i luoghi di lavoro e le strutture cosiddette “segreganti” o “totalizzanti”, quali ad esempio ospedali o carceri.

Particolare attenzione viene dedicata all’assistenza spirituale dei migranti nei centri di accoglienza. Abbigliamento e alimentazione secondo le prescrizioni religiose, esposizione dei simboli religiosi negli spazi pubblici sono soltanto alcuni dei temi che vengono approfonditi nel volume e, accanto alla trattazione di tematiche abitualmente presenti nei manuali di diritto ecclesiastico, la professoressa Boni ha ritenuto opportuno sollecitare la riflessione dei lettori anche su ulteriori tematiche di grande attualità, meno presenti nella manualistica. Si tratta, ad esempio, della questione dello “sbattezzo”, del turismo religioso e del rapporto fra ecologia e confessioni religiose, rapporto che – si legge nel manuale – “attraversa oggigiorno in modo vivo e attuale tutte le confessioni, rendendo la tutela dell’ambiente una significativa proiezione collettiva della libertà religiosa” (p. 419).

Decisamente innovativo, poi, è il riferimento alla dimensione digitale della libertà religiosa, con nuove forme di professione e propaganda attraverso l’uso dei social media.

Ma la vera peculiarità del manuale della Professoressa Geraldina Boni sta nella parte finale, ossia nell’appendice intitolata “La libertà religiosa nella pratica”, ove sono raccolti tre scritti volti a dimostrare che il diritto ecclesiastico non è “una parentesi particolarmente avvincente – e magari un poco bizzarra – nell’itinerario formativo del giurista”, bensì “una scienza davvero ‘pratica’, dispiegante una portata ‘professionalizzante’ strategica, anzi decisamente insostituibile nella società contemporanea”.

L’appendice ospita il contributo di Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, che si sofferma su alcune tematiche rilevanti nell’esercizio della funzione di magistrato, quale ad esempio la tutela del segreto; il contributo di Daniela Bianchini, avvocato familiarista e componente del Consiglio Superiore della Magistratura, in cui vengono presentati ai lettori alcuni casi pratici attinenti alla dimensione religiosa nella sfera familiare e, inparticolare, nelle ipotesi di separazione; infine, il contributo di Alessio Sarais, Vice Prefetto presso il Ministero dell’Interno-Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, in cui vengono messe in evidenza le numerose competenze prefettizie nei rapporti con la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose.

In conclusione, il manuale “Diritto ecclesiastico. Principi generali e questioni”, riflette e valorizza pienamente le qualità che da sempre contraddistinguono la produzione scientifica e letteraria della professoressa Geraldina Boni: l’originalità dell’impostazione, la rigorosa cura metodologica e la spiccata capacità di individuare i temi di maggiore interesse.

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