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In un precedente articolo[1] ho rilevato come il 2023 sia stato un annus horribilis per il diritto internazionale umanitario. Siamo quasi a metà del 2024 ed il quadro è desolante. Le vittime della guerra nel conflitto nella Striscia di Gaza, in soli otto mesi, sono arrivate ad oltre 35.000, tra cui si contano migliaia di bambini. Le trattative tra Israele ed Hamas per lo scambio degli ostaggi e per il cessate il fuoco sono ferme. Inoltre, gli aiuti umanitari stanno entrando a fatica ed il sistema sanitario è al collasso. Di recente l’Italia, insieme ad altri dodici paesi, in una lettera indirizzata al Ministro degli Esteri israeliano, ha chiesto ad Israele di porre fine alle operazioni militari e di aprire i varchi per far affluire gli aiuti ai civili[2].

Ciò che colpisce, sebbene non sia una novità, è l’incapacità degli organismi internazionali e degli Stati membri dell’ONU di far rispettare le più elementari norme di diritto internazionale umanitario. Al diritto si è sostituita la mera forza delle armi e sinora è stato fatto poco per impedire o comunque limitare il perpetrarsi della violenza contro i civili.  

Secondo alcune fonti giornalistiche l’elevato numero dei morti sarebbe anche dovuto all’utilizzo da parte israeliana di sistemi di intelligenza artificiale, strumenti che, nel determinare le liste degli obiettivi militari, avrebbero allentato i vincoli relativi alle vittime civili[3]. Si tratterebbe di un fatto inquietante che dovrebbe interrogarci sotto il profilo etico su come l’utilizzo degli algoritmi in ambito militare possa condurre a conseguenze potenzialmente devastanti sui civili, amplificando gli effetti, già di per sé terribili, della guerra.

Va altresì ricordato che nella Striscia di Gaza università, scuole e ospedali, autoambulanze sono state spesso utilizzate da Hamas come mezzo di spostamento, deposito di armi e basi per azioni belliche, in totale spregio del diritto internazionale umanitario[4].

Con una recente decisione, che ha creato molte polemiche, il Procuratore della Corte penale Internazionale, Karim Kahn, ha chiesto il mandato di arresto per il premier israeliano Benyamin Netanyahu, per il suo ministro della Difesa, Yoav Gallant, e per il leader di Hamas, Yahya Sinwar, gli altri membri dell’organizzazione Mohammed Deif, Ismail Haniyeh eDiab Ibrahim Al Masr per “crimini di guerra e crimini contro l’umanità” nella Striscia di Gaza e in Israele[5]. In particolare, i componenti del governo israeliano sono stati accusati di aver violato l’art. 7 e 8 dello Statuto della Corte Penale Internazionale di Roma[6].

Inoltre, con la decisione del 24/05/2024 la Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha ordinato ad Israele di interrompere l’offensiva a Rafah, di aprire i valichi per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari e di consentire l’accesso agli ispettori internazionali per accertare i fatti[7].  Tuttavia, le operazioni militari e le stragi dei civili stanno continuando nell’assenza, almeno per il momento, di una prospettiva politica ed un diritto internazionale rimasto privo di attuazione[8].

Nella vicenda in atto c’è in gioco la tutela di alcuni dei principi fondamentali dell’ordinamento internazionale, tra cui la definizione dei limiti nell’esercizio del diritto alla legittima difesa e all’uso della forza da parte di uno Stato aggredito da un gravissimo attacco terroristico, ma anche quello generalissimo del rispetto della dignità umana nei conflitti armati.

Ci troviamo su un crinale foriero di possibili nuovi conflitti su scala più ampia. Per scongiurarli occorre l’immediata ripresa dei negoziati ed il rispetto del diritto umanitario.

Nel frattempo, ci sarà un giudice a Berlino? Forse sì, ma la sentenza rischia di venire emessa fuori tempo massimo.


Lorenzo Jesurum


[1] www.centrostudilivatino.it/2023-annus-horribilis-per-il-diritto-internazionale-umanitario/

[2] www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2024/05/17/italia-e-12-paesi-a-israele-contrari-a-operazione-a-rafah_199c4e20-2ad2-4522-93ea-4e9640bcfb64.html

[3] www.ildubbio.news/cronache/un-software-di-ia-sta-guidando-israele-nella-guerra-a-gaza-wkruh9e3

[4] euractiv.it/section/mondo/news/lue-condanna-hamas-per-lutilizzo-degli-ospedali-di-gaza-e-dei-civili-come-scudi-umani/

[5] www.ildubbio.news/cronache/crimini-contro-lumanita-laja-chiede-larresto-per-netanyahu-gallant-e-sinwar-b56tackz

[6] unipd-centrodirittiumani.it/it/strumenti_internazionali/Statuto-della-Corte-Penale-Internazionale-1998/178

[7] www.adnkronos.com/internazionale/esteri/rafah-corte-aja-ordina-israele-fermare-offensiva_Jfk1xILtYlu6oqQSFsY63

[8] Con la Risoluzione del 25/03/2024 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha intimato alle parti il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas ed ha chiesto ad Israele di fornire delle garanzie per l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

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