COMUNICATO STAMPA

Ancora una volta in Veneto si spinge con accanimento verso l’eutanasia istituzionalizzata.

Si vuole trasformare quello che la Corte Costituzionale ha voluto come eccezione alla punibilità, in un vero e proprio diritto al suicidio, dimenticando, seppellendola sotto una spessa coltre di suadenti parole, la vera sostanza della questione: la dignità di ogni uomo si protegge soprattutto quando è più fragile e indifeso; impegnando risorse, umane e materiali, per accompagnare nel morire, non a morire.

Urge non cadere nell’inganno della finta misericordia e ribadire che carità e verità vanno sempre insieme, anche e soprattutto per chi ha responsabilità istituzionali e di governo.

Il Centro Studi Rosario Livatino, sull’esempio del beato giudice siciliano che, con profonda lungimiranza, invitò cattolici e laici ad unirsi in difesa dell’indisponibilità della vita come presidio della dignità umana, auspica che il Veneto non faccia del proprio Servizio Sanitario l’eutanasificio d’Italia.

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