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Nell’ambito della campagna di comunicazione istituzionale “Lo Stato c’è: chi chiede non resta solo”, prevista dalla L. 512/1999 e promossa dal Ministero dell’Interno, Ufficio per le Attività del Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti, il Centro studi Rosario Livatino intende promuovere la conoscenza dei benefici previsti dalla legge in materia.

Il Fondo, istituito presso il Ministero dell’Interno con L. n. 512/1999 come modificata ad opera della L. n. 122 del 7 luglio 2016, ha la finalità di risarcire o indennizzare, le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti contro la persona.

Con Decreto del 21 maggio 2020, n. 71 sono stati previsti inoltre benefici economici in favore degli orfani di crimini domestici minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti, nonché misure di sostegno economico per le famiglie affidatarie.

Tra i requisiti principali stabiliti dalla legge n. 512/1999 per l’accesso al fondo da parte delle vittime di mafia è prevista l’emissione di una sentenza definitiva di condanna al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, nonché alla rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e di difesa, a carico di soggetti imputati, anche in concorso, dei delitti di cui all’articolo 416-bis del codice penale. Per quanto riguarda invece l’accesso al Fondo da parte delle vittime dei reati di estorsione o di usura è necessaria aver sporto denuncia all’autorità competente.

Come presentare domanda

La domanda di accesso al Fondo deve essere inviata al Prefetto della provincia in cui risiede il richiedente oppure in quella dove ha sede l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza. L’istanza può essere trasmessa a mezzo PEC o con raccomandata a/r. La richiesta dovrà essere accompagnata dalla copia autentica dell’estratto della sentenza di condanna passata in giudicato, ovvero dall’estratto della sentenza di condanna al pagamento della provvisionale o dell’estratto della sentenza civile di liquidazione del danno.

Il Prefetto si occuperà poi di verificare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti necessari per poter ottenere la liquidazione delle somme richieste e, ove necessario, potrà integrare la documentazione istruttoria. Sempre il Prefetto esprimerà un proprio parere circa la sussistenza dei requisiti per accedere al Fondo e trasmetterà tutta la documentazione al Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.

Comitato di solidarietà e pagamenti

La richiesta di accesso al fondo viene esaminata e deliberata dal Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso (e dei reati intenzionali violenti), istituito presso il Ministero dell’Interno e presieduto dal Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà. L’erogazione delle somme viene disposta a seguito di esame e di deliberazione del Comitato effettuata entro il termine di 60 giorni dalla presentazione della domanda, previa verifica dei requisiti richiesti dalla legge, tra cui l’esistenza, in favore dell’istante, della sentenza di condanna e della sua legittimazione attiva.

Tale delibera verrà poi trasmessa a CONSAP (Concessionaria Servizi Pubblici Spa) – azienda partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – che, in qualità di gestore dei servizi assicurativi di pubblico rilievo, si occupa della erogazione del beneficio deliberato agli interessati.

Infine si evidenzia che le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata sono titolari, in presenza delle condizioni di legge, di un vero e proprio diritto soggettivo all’erogazione dei benefici economici in materia, essendo al riguardo l’Amministrazione chiamata soltanto ad un accertamento di natura costitutiva, che consiste nella verifica dei presupposti previsti per la erogabilità (Cass. Sez. Un. 26626/2007, in seguito Cass. Sez. Un. 18983/2017).

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti:

www.interno.gov.it/it/presupposti-e-requisiti-laccesso-fondo-vittime-dei-reati-tipo-mafioso

www.interno.gov.it/it/presupposti-e-requisiti-laccesso-fondo-vittime-dei-reati-intenzionali-violenti

www.interno.gov.it/it/orfani-crimini-domestici-e-violenza-genere

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