Il primo gennaio 2025 sono entrati in vigore i nuovi principi di deontologia professionale dei notai. L’intervento di riorganizzazione organica ha ribadito principi fondamentali già in vigore, aggiungendone di nuovi, in un’ottica di specificazione di modalità comportamentali ritenute necessarie per il corretto esercizio della professione nell’interesse della generalità degli utenti.

Il primo gennaio 2025 sono entrati in vigore i nuovi principi di deontologia dei notai, approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato al fine di adeguarne il contenuto alle modifiche intervenute nell’ordinamento giuridico e nel contesto economico e sociale, profondamente mutato nel corso degli ultimi anni.

Limitandoci in questa sede ad una prima sommaria lettura, emerge la volontà di adeguare i fondamenti che da sempre caratterizzano l’attività notarile ad una società che cambia, nel tentativo di contemperare l’evoluzione normativa che ha caratterizzato negli ultimi vent’anni le attività libero professionali, con il ruolo di pubblico ufficiale del notaio, alla ricerca di un equilibrio di non sempre agevole composizione.

Il focus delle norme e dei comportamenti viene posto sull’interesse degli utenti e quindi sull’interesse pubblico ad un corretto esercizio della funzione, che si apre ulteriormente alla concorrenza (leale) ed alla pubblicità (informativa). Viene introdotto tra i doveri deontologici quello di svolgere la propria attività con correttezza, diligenza e competenza, garantendo la qualità della prestazione. Specifico obbligo deontologico è altresì il continuo aggiornamento professionale.

Il Capo I, rubricato “Della funzione”, definisce il ruolo del notaio, che agisce come mediatore giuridico, come giudice preventivo tra consenzienti, in un costante equilibrio tra il suo ruolo di pubblico ufficiale, esercitato  in un ambito libero professionale. Chiaramente espressi sono i principi fondamentali che il notaio deve osservare e cioè:

-l’indipendenza, l’imparzialità e la terzietà, che impongono al notaio di essere neutrale ed equidistante rispetto alle parti ed ai loro interessi, senza compromessi e soprattutto senza alcuna commistione tra professione ed affari o influenze subite da una parte che si trovi in posizione dominante o comunque di forza. E’ sull’essere “super partes” che si fonda la sua affidabilità come titolare di un pubblico ufficio;

– la personalità della prestazione: che comporta un rapporto personale con le parti, un’attività istruttoria svolta sotto la sua direzione ed il suo controllo, l’indagine della volontà, la lettura dell’atto (estesa quale ipotesi ordinaria anche alla scrittura privata autenticata), pronta a chiarire alle parti i loro dubbi e gli aspetti più complessi, ed infine l’esecuzione con precisione e tempestività delle formalità conseguenti, che non possono formare oggetto di esternalizzazione rispetto alla propria struttura, anche per ragioni di riservatezza nel rapporto con le parti .

– la corretta e leale concorrenza: il notaio deve garantire la qualità e l’efficienza della prestazione ma anche la sua sostenibilità economica; abrogata la tariffa, in un’epoca in cui la determinazione del compenso per la prestazione libero professionale è rimessa all’accordo tra le parti, il confronto competitivo fra notai non deve tuttavia mai comportare squilibri gestionali che potrebbero tradursi in un danno per la collettività, soprattutto con riferimento alle modalità di utilizzo del “denaro pubblico” di cui il notaio è depositario nella sua qualità di responsabile di imposta. La concorrenza deve essere leale e non può in alcun modo pregiudicare la correttezza della professione ed in quest’ottica il codice deontologico, oltre a sanzionare il “procacciamento d’affari”, provvede ad individuare specifiche fattispecie qualificate come illecite.

– la lealtà fiscale e contributiva: nell’ottica del mantenimento della fiducia tra l’organizzazione notarile e lo Stato, che legittima il ruolo di gestore del denaro pubblico che la legge gli affida, il notaio è tenuto ad adempiere regolarmente ai propri obblighi fiscali e contributivi ed a versare il contributo al Fondo di Garanzia dei notai italiani.

I principi sopra elencati devono connotare il notaio non solo nello svolgimento della propria attività professionale, ma anche nella sfera privata, ove devono essere evitate situazioni (e comportamenti) che possano comprometterne il rispetto, dato che il notaio deve, non solo essere, ma anche apparire come “super partes” evitando in particolare di esercitare attività incompatibili con la sua funzione o che possano creare commistione tra professione e affari. Anche in sede di assunzione di un incarico, è prevista l’astensione da comportamenti che possano influire sulla sua designazione, che in linea di principio deve essere rimessa al libero accordo tra le parti. Corollario di quanto sopra è altresì il rigoroso obbligo di riservatezza riguardo alle persone che chiedono il suo intervento, al contenuto degli atti ed a tutto ciò di cui viene a conoscenza durante la sua attività

Nell’ottica del contemperamento tra regole fondamentali ed evoluzione del contesto economico sociale, il codice novellato prevede espressamente la possibilità per il notaio di avvalersi di forme di pubblicità, purché questa sia di carattere informativo, funzionale all’oggetto, veritiera e corretta, rispettosa delle norme di legge, della riservatezza dei rapporti professionali e dei principi di dignità e decoro della classe notarile. E’ inoltre previsto che, prima dell’assunzione dell’incarico e dopo l’esame sommario della documentazione, venga rilasciato al cliente un preventivo di massima contenente il compenso e tutte le voci di costo. Salvi i casi di applicabilità della legge c.d. “sul giusto compenso”, il compenso stesso deve essere pattuito al momento dell’incarico.

Un punto fermo che caratterizza da sempre l’attività notarile e che le nuove disposizioni riaffermano è quello relativo al luogo di attività. La funzione pubblica del notaio è strettamente legata alla sede assegnata e lo stretto legame notaio/territorio è da sempre previsto per soddisfare le esigenze della collettività ed assicurare il servizio notarile capillarmente su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla redditività della sede specifica. Il notaio deve avere uno studio aperto nella sede assegnata, con una struttura idonea per il suo funzionamento e la custodia di atti e registri. Egli deve garantire una presenza costante – soprattutto nei giorni di assistenza obbligatoria che connotano ulteriormente l’aspetto relativo al pubblico ufficio – con orari di apertura adeguati alle esigenze della sede. Al fine di ampliare il servizio offerto, è consentita l’apertura di un (unico) ufficio secondario nell’ambito del Distretto di Corte d’Appello in cui il notaio esercita la sua funzione, così come è consentita l’attività in forma associata nel rispetto dei principi di personalità indipendenza, terzietà ed imparzialità sanciti nel Capo I del codice.

Per quanto riguarda la forma degli atti, si ribadisce che la forma primaria è l’atto pubblico, salva diversa volontà delle parti o la specifica tipologia dell’atto, rimanendo altresì confermato che anche nell’atto di autenticazione delle firme della scrittura privata, il notaio deve verificare la volontà delle parti, la legalità e la corrispondenza del contenuto con la volontà dichiarata, prevedendo la lettura della scrittura come ipotesi normale ed ordinaria, fatto di cui va data menzione. L’atto notarile deve essere chiaro, certo e completo, avendo lo scopo precipuo di garantire la sicurezza dei traffici giuridici e l’affidabilità dei pubblici registri – immobiliari e del Registro Imprese – sui quali si fonda gran parte della ricchezza del paese e dei suoi cittadini, nell’ambito di un sistema, quello del notariato latino di civil law, presente in 91 Paesi del mondo (di cui 22 su 27 in Europa), coprendo oltre il 60% della popolazione mondiale.

Angelo Sergio Vianello

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