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Con una risoluzione approvata oggi, 336 deputati del Parlamento Europeo chiedono al Consiglio dell’Unione Europea di aggiungere alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE il “diritto” di aborto.

Pur essendo una risoluzione non vincolante, è indubbio che si tratta di una decisione grave, che rappresenta uno schiaffo, oltre che alle istituzioni democratiche dei Paesi in cui l’aborto non è considerato un diritto, alle stesse donne, impedite ad avere un’informazione piena ed esaustiva su cosa significa abortire, ai tanti medici, che non intendono prestare la propria opera alla soppressione della vita umana innocente, ed ai bambini nel grembo materno, trattati come cose.

Il Centro Studi Rosario Livatino auspica che i futuri parlamentari europei sappiano rimediare ad un’offesa che colpisce il cuore dell’Unione Europea, nata per assicurare la pace e non per calpestare i diritti di chi non ha voce.

Il Centro Studi Livatino

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