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CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO – I COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE – Note su proposta di legge regionale n. 46 del 18/07/2023 – Istituzione della festa regionale dei figli.

Audizione dell’avv. Lorenzo Jesurum, del Centro Studi Rosario Livatino, tenutasi il 26 ottobre 2023.

La proposta di legge regionale n. 46/2023 ricalca in gran parte il contenuto del DDL n. 1670 concernente “l’Istituzione della festa nazionale dei figli” presentato al Senato il 20/01/2020 nel corso della XVIII Legislatura[1] di cui vengono riportati ampi stralci sia nella relazione introduttiva sia nel testo normativo.

Si tratta di una iniziativa legislativa apprezzabile per la finalità perseguita – ossia quella di promuovere il ruolo dei figli nella società e coerente con la Costituzione[2] – nonché con lo Statuto della Regione Lazio[3].

In base all’art. 29 Cost. la famiglia costituisce la cellula fondamentale della società e non ha quindi un rilievo soltanto privatistico in quanto coinvolge anche l’interesse generale: il Costituente ha infatti riconosciuto la famiglia come l’ambiente più adatto a formare la personalità dei minori[4].

Una ragione ulteriore a favore dell’istituzione della festa dei figli è la seguente: essendo l’Italia una nazione che sta vivendo un preoccupante calo demografico[5], è un fatto senz’altro positivo che la politica regionale voglia rimettere al centro dell’attenzione i giovani. Pertanto è lodevole ogni iniziativa volta ad incentivare le ragazze ed i ragazzi quali soggetti che possono dare il loro apporto per migliorare l’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Inoltre l’istituzione della festa dei figli potrebbe essere l’occasione anche per promuovere l’ascolto dei minori[6] che è uno strumento essenziale per poter tutelare i loro diritti non soltanto in ambito processuale. Più in generale ascoltare i minori infatti è fondamentale anche a livello sociale per la costruzione di un rapporto tra genitori e figli improntato al dialogo ed al rispetto reciproco.

Premesso ciò, a mio avviso è opportuno apportare le seguenti modifiche ed integrazioni al testo:

  1. All’art. 2, comma 1 viene indicata come data della ricorrenza della festa regionale dei figli il 15 giugno ed è previsto di promuoverla con iniziative a livello provinciale e comunale. Uno degli ambienti più adatti per valorizzare l’apporto dei figli nella società è senza dubbio la scuola in cui è auspicabile che vengano organizzate apposite iniziative per valorizzare il loro ruolo proprio in occasione della festa.
    Tuttavia la data proposta non appare idonea a favorire la partecipazione ed il coinvolgimento degli studenti in quanto le scuole chiudono prima del 15 giugno. Sarebbe quindi opportuno stabilire la data della festa dei figli della Regione Lazio durante l’anno scolastico, ad esempio entro la fine di maggio o comunque ai primi di giugno, in modo da consentire alle scuole di poter organizzare eventi e iniziative con la presenza degli studenti e degli insegnanti.
  2. All’art. 3, comma 1, tra gli ambiti inerenti le azioni meritorie e rilevanti ai fini dell’assegnazione dei premi, a mio avviso andrebbe aggiunto un riferimento anche ad azioni in campo artistico, scientifico, nel volontariato nonché ad atti o comportamenti ispirati al senso civico, altruismo e solidarietà.
  3. Riguardo alla platea indicata all’art. 3, comma 1 quale potenziale destinataria del premio, ossia “alle ragazze o ai ragazzi in età scolare fino alla scuola secondaria superiore o iscritti all’università negli anni di corso prescritti ed in regola con il pagamento delle tasse universitarie”, si rileva quanto segue.
    Innanzitutto, mentre nel preambolo si richiama il progetto di legge depositato in Senato nel 2020 in cui si fa riferimento al requisito anagrafico dei 25 anni, all’art. 3 del progetto di legge regionale il requisito indicato è quello dell’ “età scolare”. In ogni caso non risulta ben definito il requisito anagrafico per poter partecipare al bando per l’assegnazione del premio. Pertanto, al fine di evitare dubbi di carattere interpretativo, sarebbe opportuno specificare nel testo il requisito anagrafico minimo e massimo per poter partecipare alla selezione.
  4. Per partecipare alla selezione ai fini dell’assegnazione del premio regionale, nel rispetto del principio di trasparenza amministrativa, andrebbe previsto anche l’obbligo di invio delle candidature, così come avviene ad esempio per poter partecipare alla selezione di “alfiere della Repubblica” che è un’attestazione di onore riservata ai giovani fino a 18 anni e conferita dal Presidente della Repubblica[7]. Ai fini partecipativi le candidature in tal caso possono essere inviate anche da cittadini, enti, associazioni e istituzioni.  
    A mio avviso andrebbe utilizzato proprio il suddetto criterio per la partecipazione al premio regionale ed andrebbe quindi eliminata la facoltà da parte della commissione giudicatrice di potersi rivolgere a qualsivoglia fonte per attingere informazioni ai fini dell’assegnazione del riconoscimento.
    Inoltre, per evitare possibili disparità di trattamento tra partecipanti di diverse età, andrebbe prevista la partecipazione degli studenti fino alla scuola secondaria di secondo grado (fino a 18 anni), senza includere anche quella degli universitari, così come avviene anche per la selezione degli alfieri della Repubblica.
    Qualora invece si intenda prevedere la partecipazione anche degli studenti universitari, una soluzione potrebbe essere quella di fare due distinte graduatorie con diversi riconoscimenti, di cui la prima riservata agli studenti fino alla scuola secondaria e l’altra agli universitari.
    Infine per quanto riguarda il tipo di premi da assegnare, oltre alle borse di studio e ai voucher per corsi professionali, potrebbero essere assegnati anche dei buoni per l’acquisto di libri scolastici ed universitari.

Venendo alle conclusioni, l’istituzione della festa dei figli può essere una buona occasione per valorizzare il ruolo dei giovani nella società e per promuovere il dialogo tra i diversi soggetti interessati (figli, genitori, mondo della scuola), passando da un approccio  spesso troppo adultocentrico ed autoreferenziale ad una nuova visione basata sulla ricerca e sull’individuazione di quali siano le reali necessità e le concrete aspirazioni dei giovani nel loro specifico contesto educativo e formativo.

Roma, 26 ottobre 2023

Avv. Lorenzo Jesurum
Centro studi Rosario Livatino


[1] Cfr. www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52688.htm

[2] Cfr. artt. 29 e 31 Cost.

[3] Cfr. Art. 7 Statuto Regione Lazio

[4] Cfr. Preambolo della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

[5] Cfr. www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/08/25/pil-blangiardo-con-calo-demografico-560-mld-nel-2070_fcc06c72-b42f-4d7b-9c0c-50126d61bd87.html

[6] Di recente la Riforma Cartabia (Dlgs 10 ottobre 2022, n. 149) è intervenuta con una disciplina specifica in materia, cfr. art. 473 bis 4 e ss. c.p.c.

[7] Cfr. www.quirinale.it/page/alfiere                                                                                 

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