Il 13 giugno scorso i rappresentanti dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), l’organismo politico di rappresentanza politica dell’avvocatura italiana, nel corso della audizione svolta innanzi alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione delle disposizioni legislative in materia di adozione ed affido, hanno auspicato l’estensione delle adozioni anche a single, conviventi di fatto e coppie omosessuali.

Allo scopo di rappresentare la non unanimità dell’avvocatura italiana rispetto a tale posizione, è stata promossa da alcuni avvocati la sottoscrizione di un documento che, viceversa, rappresenta articolati e fondati interrogativi riguardo a tali ipotesi di modifica della legge in materia di adozioni.

Partendo dalla critica alle affermazioni –contenute nello scritto dell’OUA- secondo cui “la relazione di coppia è affare privato” e “i diritti non dovrebbero offendere nessuno”, si pone in evidenza come, in realtà, le invocate riforme non vengono affatto circoscritte al rapporto di coppia, ma finiscono con l’incidere, assai significativamente, sulla crescita e lo sviluppo armonioso del minore, che deve rimanere il principale soggetto da tutelare e non l’oggetto di un progetto genitoriale ad uso e consumo del desiderio degli adulti.

Nel riportare di seguito il documento di aperta dissociazione dalla posizione espressa dai rappresentanti dell’OUA, che prende le mosse dalla lodevole iniziativa dell’avv. Loretta Lombardelli, ci auguriamo che quest’ultimo venga diffuso e sottoscritto dagli avvocati che sono convinti che la tutela del prevalente interesse del minore non debba essere ridotto “ad una mera enunciazione di principio priva di applicazione pratica e anzi smentita e contraddetta dalla disciplina proposta de iure condendo”

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