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Lo scorso 9 ottobre 2023 è stato pubblicato in G.U. il Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di data 29 settembre 2023, che contiene l’attestazione di operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva e  consente la definitiva attuazione delle disposizioni della direttiva europea antiriciclaggio.

Dalla data  di  pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale del provvedimento decorre il termine  perentorio per effettuare le comunicazioni dei dati in relazione alla titolarità effettiva delle persone giuridiche e dei Trust e figure affini.

Sulla possibilità del libero accesso ai dati ha pesato la sentenza della Corte di Giustizia UE  dello scorso novembre 2002 che ha ravvisato nel sistema originariamente previsto una grave ingerenza nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali.

1. Lo scorso 9 ottobre 2023 è stato pubblicato in G.U. il Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di data 29 settembre 2023, che contiene l’attestazione di operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva.

Il provvedimento consente la definitiva attuazione delle disposizioni della direttiva europea antiriciclaggio ed è l’ultimo di una serie di Decreti emanati ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. del 21 novembre 2007, n. 231 (testo che contiene la c.d. normativa antiriciclaggio) il quale prevede che “le imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese di cui all’art. 2188 del codice civile e le persone giuridiche private tenute all’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche private di cui al decreto dpr 10 febbraio 2000 n. 361” comunichino ad autonoma sezione del Registro delle imprese le informazioni relative ai propri titolari effettivi. Allo stesso modo “i trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali … nonché gli istituti giuridici affini stabiliti o residenti sul territorio della Repubblica italiana” sono tenuti all’iscrizione in apposita sezione speciale.
Nello specifico, il decreto in esame fa seguito al Decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze 11 marzo 2022 n. 55 (Regolamento istitutivo del Registro), per il quale si rinvia al precedente contributo in materia sempre su questo sito  (https://www.centrostudilivatino.it/registro-dei-titolari-effettivi-ai-fini-antiriciclaggio-finalmente-si-parte-anzi-no/#more-11811) e ad una serie di ulteriori provvedimenti di rango secondario (DM 12 aprile 2023 relativo alle specifiche tecniche del formato elettronico per effettuare la comunicazione; DM 16 marzo 2023 sui modelli per il rilascio di certificati e copie anche digitali relativi alle informazioni sulla titolarità effettiva; DM 20 aprile 2023 sugli importi dei diritti di segreteria).

Il provvedimento consente inoltre di porre termine alla procedura di infrazione aperta nei confronti dell’Italia per il ritardo nell’istituzione del registro in oggetto.

2. Dalla data  di  pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale del provvedimento decorre il termine  perentorio  di  sessanta giorni per effettuare le comunicazioni dei dati e delle  informazioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 3 del decreto n. 55 del 2022, che testualmente prevedono:

“1.  Gli  amministratori  delle  imprese  dotate   di   personalita’ giuridica e il fondatore, ove in  vita,  oppure  i  soggetti  cui  e’ attribuita  la  rappresentanza  e  l’amministrazione  delle   persone giuridiche private comunicano all’ufficio del registro delle  imprese della Camera di commercio territorialmente competente  i  dati  e  le informazioni relativi alla titolarita’ effettiva, acquisiti ai  sensi dell’articolo 22, commi 3 e 4, del decreto  antiriciclaggio,  per  la loro iscrizione e conservazione nella sezione autonoma  del  registro delle imprese.

2. Il fiduciario di trust o di istituti giuridici  affini  comunica all’ufficio del registro delle  imprese  della  Camera  di  commercio territorialmente competente i dati e le  informazioni  relativi  alla titolarita’ effettiva, acquisiti ai sensi dell’articolo 22, comma  5, del decreto antiriciclaggio per la loro  iscrizione  e  conservazione nella sezione speciale del registro delle imprese.”

Alle disposizioni di cui sopra fanno eccezione i soggetti di nuova costituzione, per i quali il termine è di trenta giorni dalla costituzione o iscrizione nel rispettivo registro.

3. Per dare concreta attuazione al tutto, presso il Registro Imprese sono stati istituite due nuove sottosezioni:

. la Sezione Autonoma, che contiene le informazioni sulla titolarità effettiva delle imprese dotate di personalità giuridica (quindi SPA, SRL, SAPA e COOP.) e delle persone giuridiche private (associazioni, fondazioni e altri soggetti tenuti al Registro delle persone giuridiche private);

. la Sezione Speciale, che contiene le informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali … nonché gli istituti giuridici affini stabiliti o residenti sul territorio della Repubblica italiana.

L’obbligo di acquisire le informazioni e procedere all’iscrizione è a carico:

. del legale rappresentante o di uno degli amministratori, o dei liquidatori, o del commissario liquidatore,o del commissario giudiziario, in caso di società;

. del fondatore o di una delle persone dotate di poteri di rappresentanza e amministrazione,o dal liquidatore in  caso di persona giuridica privata;

. del fiduciario, in caso di trust o di istituti giuridici affini.

Le eventuali variazioni dei dati relativi al titolare effettivo che risultano già iscritti nel registro delle imprese devono essere comunicate entro il termine di 30 giorni dalla variazione. In ogni caso, inoltre, indipendentemente dalla circostanza che intervengano variazioni della titolarità effettiva, è prevista una comunicazione periodica annuale.

4. Il provvedimento in esame e quelli prodromici ad esso, hanno dovuto tener in debito conto la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 22 novembre 2022, la quale ha dichiarato l’invalidità, alla luce della  Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, della disposizione della direttiva antiriciclaggio ai sensi della quale gli Stati membri provvedono affinché le informazioni sulla titolarità effettiva delle società e delle altre entità giuridiche costituite nel loro territorio siano accessibili in ogni caso al pubblico. Secondo la Corte, l’accesso del pubblico alle informazioni sulla titolarità effettiva costituisce una grave ingerenza nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali, rispettivamente sanciti agli articoli 7 e 8 della Carta. Infatti, le informazioni divulgate consentono a un numero potenzialmente illimitato di persone di informarsi sulla situazione materiale e finanziaria del titolare effettivo. Inoltre, le potenziali conseguenze per le persone interessate derivanti da un eventuale uso abusivo dei loro dati personali sono aggravate dalla circostanza che, una volta messi a disposizione del pubblico, tali dati possono essere non solo liberamente consultati, ma anche conservati e diffusi.

Tale sentenza ha di fatto inibito, nell’intera Unione Europea, il libero accesso al pubblico.

Nelle more del necessario intervento legislativo necessario a dare compiuta attuazione alla pronuncia, l’accesso è consentito solo ai soggetti titolari di un interesse giuridico rilevante e differenziato, alle autorità pubbliche e (a pagamento) ai soggetti obbligati previsti dal D.Lgs. 231/2007.

5. Operativo il Registro, rimangono alcune questioni irrisolte.

La prima riguarda l’esclusione dall’obbligo di inserimento della titolarità effettiva per le società di persone. Nulla è inoltre prescritto per gli enti non lucrativi che assumano personalità giuridica tramite l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

La seconda riguarda invece, al contrario,  l’obbligo di iscrizione in relazione ad istituti assimilati al Trust ma che non comportano trasferimento di proprietà, quali il mandato fiduciario ed il vincolo di destinazione.

Un’ultima notazione va fatta in relazione alla sopravvenuta impossibilità di funzionamento del sistema di interconnessione dei registri centrali dei titolari effettivi degli stati membri UE (BORIS: Beneficial Ownership Registers Interconnection System) previsto nella Quarta e Quinta Direttiva Antiriciclaggio per conseguire l’obiettivo della vigilanza accentrata e della condivisione delle informazioni. In conseguenza della sentenza della Corte di Giustizia europea del 22 novembre 2002 il sistema non fornisce più l’accesso pubblico alle informazioni contenute nei singoli registri nazionali dei titolari effettivi.

Angelo Sergio Vianello

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