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Con Comunicato diffuso il 21 marzo 2024, il Consiglio Regionale della Regione Piemonte ha reso noto che con 23 sì, 12 no, un astenuto e un non votante il Consiglio regionale piemontese ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità posta dal presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia alla Proposta di legge di iniziativa popolare in tema n. 295 su procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale 242/2019, che non è stata quindi discussa.

Come si legge nel Comunicato, il presidente Allasia ha richiamato, nel proporre la questione pregiudiziale, la posizione dell’Avvocatura dello Stato, richiesta di un parere pro veritate da parte della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali. L’Avvocatura aveva «sottolineato la presenza di ampi elementi che potrebbero portare a impugnare la proposta di legge regionale per difetto di competenza, che la stessa sentenza della Corte costituzionale ribadisce quando auspica che sia il legislatore nazionale a legiferare in materia». Per tali ragioni, concludeva Allasia, l’eventuale fonte regionale avrebbe violato l’articolo 117 della Costituzione, «in quanto gli atti di disposizione del corpo, tra i quali rientra il suicidio assistito, incidono su aspetti essenziali dell’identità e dell’integrità della persona e richiedano, dunque, uniformità di trattamento sull’intero territorio nazionale. L’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, inoltre, rientrano nella competenza esclusiva dello Stato».

https://www.cr.piemonte.it/cms/articoli/comunicati-stampa/suicidio-assistito-approvata-la-pregiudiziale-di-costituzionalita

Il Centro Studi Livatino, insieme ad altre realtà dell’associazionismo presenti sul territorio regionale, ha partecipato alle audizioni in Commissione Sanità nello scorso mese di febbraio con i contributi del suo Presidente, Prof. Mauro Ronco, emerito di Diritto penale nell’Università di Padova, e del Prof. Carmelo Leotta, associato di Diritto penale nell’Università Europea di Roma. I contributi sono stati già pubblicati su questo sito e sono visionabili qui.  Il Centro Studi è lieto, pertanto, dell’esito della votazione del Consiglio Regionale e rimarca che, a parte gli insuperabili profili di incompetenza della legge regionale a legiferare in materia di suicidio assistito, il compito del servizio sanitario deve essere e rimanere quello di accompagnare le persone malate e inguaribili nella cura della sofferenza, implementando la rete delle cure palliative, unico strumento di assistenza realmente rispettoso della dignità della persona.

Torino-Roma, 24 marzo 2024

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