PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Rocco Buttiglione. Ne ha facoltà.

ROCCO BUTTIGLIONE. Signora Presidente, onorevoli colleghi, spero che voi perdonerete a un collega notoriamente bigotto come me se inizio il mio intervento con una citazione di San Tommaso d’Aquino, che una volta ha scritto: facilius pervenitur ad veritatem ex errore quam ex confusione. Traduco: è più facile arrivare alla verità partendo dall’errore che non dalla confusione. E di confusione, a proposito della proposta di legge sulle unioni civili, ce n’è tanta: vorrei cercare di fare un poco di chiarezza.
Sullo sfondo di questa legge ci sono due questioni e due diritti costituzionalmente protetti, tra i quali siamo chiamati a costruire un ragionevole equilibrio; quelli che ripetono in modo ossessivo o l’uno o l’altro di questi diritti, non aiutano il nostro lavoro e non fanno il bene dell’Italia.
C’è una questione omosessuale, vorrei dirlo a molti miei amici che non la vogliono vedere: c’è una discriminazione antica e ancora pervasiva, che impedisce agli omosessuali il pieno godimento dei loro diritti umani. Questi diritti non sono solo diritti individuali: la personalità, come dice anche la Costituzione italiana, si espande nelle comunità di cui è parte, o che essa stessa crea; è necessario riconoscere e garantire alle persone omosessuali il pieno godimento dei loro diritti, incluso quello al riconoscimento giuridico delle comunità nelle quali essi organizzano la loro vita affettiva. Riconoscere questo diritto non è per i cattolici un cedimento rispetto ai propri principi: lasciatelo dire ad uno che ha pagato un prezzo non irrilevante per la difesa di questi principi, rinunciando ad una poltrona più importante di quelle del Governo italiano; e per questo onestamente, onorevole Fedriga, questa accusa di «poltronismo» non ci tange e certamente non mi smuove, come non mi smosse a suo tempo quella di omofobia (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).
Una cosa è avere un giudizio moralmente negativo sulla omosessualità, diritto che io rivendico; cosa affatto diversa è cercare di comprimere i diritti delle persone omosessuali. C’è la morale e c’è il diritto: il catechismo della Chiesa Cattolica afferma il mio diritto ad un giudizio morale negativo, e anche il mio dovere di rispettare nella sfera civile il principio di non discriminazione. Queste cose ho detto anni fa nel Parlamento di Bruxelles, queste cose ripeto oggi nella Camera dei deputati del Parlamento italiano.
C’è una questione omosessuale, ma c’è una questione della famiglia ed un diritto della famiglia. Oggi la famiglia è il soggetto debole, sfruttato ed oppresso della società italiana: è oppresso culturalmente da un sistema della comunicazione che propaganda sistematicamente stili di vita alternativi, che svilisce l’ideale di un amore costante e fedele, che genera e protegge la vita; che esalta la trasgressione e la passione momentanea, contro l’impegno dell’esistenza nel dono di sé alla persona amata ed ai figli avuti da essa. La famiglia è sfruttata poi economicamente da un sistema della tassazione iniquo, che non riconosce il reddito familiare; da un’organizzazione del lavoro sempre più precaria, che nega il minimo della stabilità di cui la famiglia ha bisogno; da una disoccupazione giovanile di massa, che viola in modo flagrante il diritto ad avere una famiglia e ad avere dei figli. Le conseguenze di questa lotta solo evidenti: i giovani non si sposano, i bambini non nascono, i sistemi pensionistici sono in crisi perché i pensionati sono tanti ed i giovani lavoratori che pagano i contributi sono pochi. La nazione italiana si avvia a scomparire dalla storia !
La Costituzione italiana, interpretata autorevolmente dalla Corte costituzionale, ci ha indicato il cammino. I diritti degli omosessuali solo tutelati dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, che proteggono la libertà di associazione: essi hanno quindi il diritto di costituire formazioni sociali specifiche, che non sono famiglie. Occorre molta fantasia (e io la attribuisco ai miei colleghi), oppure una grande disonestà intellettuale (ma non credo che sia il loro caso), per leggere in questo provvedimento il fatto che ci sia un matrimonio omosessuale. Non è così: chiunque lo legga con attenzione, vede che con chiarezza si parla di formazioni sociali diverse, e che gli articoli del codice civile a cui si fa riferimento si applicano nella misura in cui questo è compatibile con la diversa natura di questa formazione civile. I diritti della famiglia invece sono protetti dagli articoli 29 e 31 della Costituzione, e la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio: società naturale vuol dire che in quella società si nasce, e che quella società si struttura in funzione del bambino, per offrirgli un «utero spirituale» nel quale possa crescere fino alla sua piena maturità umana. La famiglia è il luogo elettivo della nascita e dell’educazione del bambino; questo non vuol dire che i bambini non possano nascere fuori della famiglia, come ricordava il collega Monchiero, e non abbiano diritto, in questo caso, alla piena protezione dei loro diritti, per quanto possibile. Perché dico: per quanto possibile ? Ma perché il primo diritto del bambino è quello di nascere in una famiglia, da un padre e da una madre che si amano fra loro e che amano il loro bambino. Una conseguenza ulteriore è che se un bambino rimane privo dei suoi genitori, bisognerà cercare di inserirlo in un contesto familiare che abbia queste caratteristiche, un papà e una mamma. L’istituto dell’adozione esiste per dare una famiglia ai bambini orfani e non per creare artificialmente degli orfani per darli a chi li desidera. Questo è il modello che abbiamo cercato di seguire con questa legge; noi di Area Popolare abbiamo detto fin dall’inizio: sì alle unioni civili, no a un simil matrimonio, no alle adozioni gay. Per ottenere questo risultato è stata necessaria una dura battaglia politica, abbiamo iniziato male, con un disegno di legge chiaramente incostituzionale che voleva dare agli omosessuali tutto del matrimonio tranne il nome, è stata necessaria una grande manifestazione popolare, con più di due milioni di persone, per indurre a un salutare ripensamento. Noi siamo grati al popolo del Family Day, ci dispiace che alcuni suoi rappresentanti non si riconoscano nel risultato raggiunto e vogliano convocare una grande manifestazione o addirittura un referendum contro questa legge. Li invitiamo a non farlo, a non isolarsi, a portare, invece, tutto il peso ideale e politico della loro partecipazione alle battaglie che ancora ci aspettano per il pieno riconoscimento dei diritti della famiglia. A chi, invece, chiede il matrimonio egualitario e l’utero in affitto diciamo che incontreranno l’opposizione fermissima, non solo nostra, ma della grande maggioranza del popolo italiano e mi auguro anche del Parlamento. Questa legislatura e questo Governo non realizzeranno il matrimonio egualitario e nemmeno l’utero in affitto (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)). La prima rivendicazione è chiaramente incostituzionale, la seconda ripugna al comune sentire, come conferma anche una recente risoluzione del Parlamento europeo. I bambini hanno il diritto di stare con la madre che per nove mesi li ha nutriti con il suo sangue e cullati con il battito del suo cuore.
A coloro, infine, che credono in una ingenua religione del progresso e sono convinti che la storia ci porterà irresistibilmente alla morte della famiglia e alla produzione di bambini a mezzo di macchine, voglio ricordare che il trionfo dell’individualismo edonistico e lo scioglimento dei vincoli familiari ha sempre accompagnato il declino e lo spegnimento delle grandi civiltà. È compito di una politica responsabile proteggere il popolo dalle ombre che minacciano l’esaurimento demografico e spirituale della nazione italiana e l’eutanasia dell’Europa (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Marisa Nicchi. Ne ha facoltà.

MARISA NICCHI. Grazie, Presidente. La legge in approvazione arriva con un colpevole ritardo della politica, di quella politica intollerante che, da sempre, l’ha sabotata per la pretesa di imporre per legge il modello esclusivo di famiglia eterosessuale, oppure di quella politica che pensa che la libertà, i diritti civili siano questioni di coscienza individuale e non una questione politica primaria, cioè il bene fondativo della cittadinanza in un Paese democratico, in uno Stato laico, quindi, non a disposizione di uno o un altro convincimento morale né al comando del Governo. Noi volevamo un’altra legge, con alla base il matrimonio egualitario, e non siamo estremisti o massimalisti, perché questa conquista, questo diritto è riconosciuto in tanti Paesi civili e democratici, anche a tradizione cattolica, come ha chiesto il referendum irlandese. Proviamo un certo dispiacere per l’occasione di civiltà mancata.
All’origine di questa legge c’era un compromesso minimo che aveva, però, il merito di riconoscere uguali diritti ai bambini e alle bambine a prescindere dalla tipologia della loro famiglia e di come sono venuti al mondo. Ma una pressione oscurantista rappresentata nel Governo dal partito di Angelino Alfano, d’accordo con parti del PD e della maggioranza e con l’ambivalenza del MoVimento 5 Stelle ha deprivato questo riconoscimento e, quindi, ha dimidiato il valore di questo iniziale compromesso, riproponendo la disparità tra figli nati dentro e fuori il matrimonio che pensavamo di aver cancellato. Ci dice, questo, di quanto nel nostro Paese sia ancora aperta la battaglia per cancellare cittadinanze di seconda classe e forse non vi è chiaro che non è permesso legiferare, usare le leggi per giudicare l’amore. Si è ignorata la richiesta di uguaglianza delle persone omosessuali, di affermazione della dignità sociale delle loro famiglie e dei loro figli; è questo il senso politico su cui si è affermato il grande movimento LGBT, alla cui tenacia, alla cui forza siamo debitrici tutti e tutte, nessuno escluso (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà). Grazie a questa forza, oggi discutiamo di questa legge.
Il PD con maggioranza verdiniana, l’alibi di Alfano, ha scelto la distinzione tra due istituti: matrimonio e unioni civili. Non era obbligata, la Corte costituzionale aveva dato scelta, la decisione di differenziarli e di segnare i confini tra l’uno e l’altro è stata congeniale a rassicurare la parte più moderata della mediazione che ha stabilito una gerarchia che attribuisce valore legale e sociale più alto alle unioni eterosessuali, rispetto a quelle omosessuali. Infatti, con una formazione sociale specifica si è voluto escludere le coppie dello stesso sesso dal recinto della famiglia, della sessualità e della genitorialità, altro che vittoria dell’amore, direi vittoria della doppiezza che risalta con il doppio binario introdotto sull’obbligo di fedeltà, intatto per i matrimoni eterosessuali, ma non richiesto alle unioni civili, un’esclusione subdola che allude ad una instabilità affettiva che rende le coppie omosessuali inaffidabili ad accudire i bambini, un pregiudizio omofobo infondato che semina sofferenze, una discriminazione inaccettabile. L’altra differenza volutamente marcata tra i due istituti è l’esclusione di ogni riferimento alla vita sessuale; insomma, la formazione sociale specifica è una sorta di unione solidaristica e di vita in comune tra due persone dello stesso sesso che si fanno compagnia. A due uomini, a due donne non è riconosciuta con pienezza la libertà e la responsabilità di amarsi e, se lo desiderano, di sposarsi. Non a caso la parola coppia, ancora, ricorre una sola volta, per regolarizzare le coppie all’estero. Si è voluto, quindi, un contratto diverso dal matrimonio per tacitare l’ala integralista della maggioranza, ma a loro non basta mai, perché sono insoddisfatti. Tant’è che il diritto alla vita familiare, affermato dalla Corte europea dei diritti, è citato una volta sola e la delega al Governo per l’applicazione dei diritti ci preoccupa, ci allarma per la presenza di Alfano, come ci preoccupano una serie di incertezze che possono far sorgere problemi di interpretazione tra i giudici che, per fortuna, come nel caso del riconoscimento dei figli e anche sulle trascrizioni degli atti di nascita all’estero, si attengono ai robusti principi stabiliti dalle Corti europee e nazionali. Ma non tutti possono permettersi costose procedure, a ricordare a tutti noi che le lotte alle diseguaglianze, ai diritti civili sono un tutt’uno, sono connesse profondamente. C’era una maggioranza progressista in Parlamento che non ha fatto valere la sua forza, una maggioranza che poteva disarmare il fondamentalismo nostrano, l’integralismo di cui abbiamo sentito, ossessionati dal fantasma dell’utero in affitto, lo vedono da tutte le parti, anche in questa legge dove non c’entra niente. Cosa pensiamo sul tema della gestazione per altri, noi l’abbiamo detto e scritto in una mozione e siamo orgogliosi di avere spostato la discussione dalle tifoserie biologiche di cui siete ancora prigionieri, al tema della conoscenza, del rispetto, della distinzione, della regolazione contro il mercato, a tutela dei soggetti coinvolti.
La critica a questa legge, care colleghe e cari colleghi, non ci ha impedito a noi di Sinistra Italiana di proteggerla dalle imboscate di chi la voleva affossare e rimandarla per l’ennesima volta alle calende greche. Noi di Sinistra Italiana rivendichiamo il contributo di averla ottenuta (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà), perché voglio ricordare al PD, che spero non sia bloccato nella sua autosufficienza, il nostro contributo nella Commissione giustizia della Camera e anche nel calvario del Senato, dove Sinistra Italiana ha avuto cura che quella legge, quel pezzo, quel passo che la legge conteneva, non fosse mandato in aria. Un passo tribolato che darà diritti e che cambierà in meglio la condizione materiale di molte persone. Voglio ricordare alcuni di questi diritti: il diritto alla reversibilità, i diritti successori di subentro nei contratti, l’obbligo di assistenza morale e intellettuale, il diritto alla cura e all’assistenza sanitaria, il diritto alla partecipazione agli utili dell’impresa e tanti altri. Noi vigileremo sulla garanzia di questi diritti (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà)perché la delega al Governo ci preoccupa; siamo allerta.
Inoltre pensiamo che sia importante aver riconosciuto alle circa 900 mila convivenze di fatto tutele importanti senza l’obbligo di sposarsi. Ribadiamo il nostro punto di partenza: noi vogliamo che tutte le coppie, senza distinzione e discriminazioni, abbiano la scelta di sposarsi e di unirsi civilmente. Questa legge non lo permette, però è un passo che può essere lo strumento per arrivarvi. La voteremo, daremo il nostro voto favorevole, è un passo in più per raggiungere nuove conquiste, un cammino ancora tutto aperto davanti a noi: innanzitutto il riconoscimento dei figli voluti insieme dalle coppie omosessuali, il riconoscimento del diritto di adozioni a tutte le coppie conviventi, dei single e delle singole. Ecco, allora, quando otterremo anche questo traguardo ci sarà la festa più bella.
Concludo ringraziando la scelta delle famiglie arcobaleno, portiamo questo segno, le ringraziamo per essersi messe in gioco pubblicamente. Oggi in Italia tutti sanno che le persone omosessuali hanno figli e sono anche dei bravi genitori. È un grande cambiamento che bisogna continuare, noi ci siamo. Viva l’uguaglianza, viva la libertà (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà e di deputati del Partito Democratico) !

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sisto. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie Presidente. Il gruppo di Forza Italia non per scelta etica, ma per una inevitabile scelta, per un dovere giuridico e costituzionale, voterà contro questo provvedimento. Voglio dirlo subito, il gruppo voterà contro, ma si è ritenuto come valore aggiunto, e mi sembra la dimostrazione di un partito moderno, laico, che si rafforza nella diversità delle singole opinioni, di dare la libertà di coscienza nell’ambito di questo provvedimento, sicché dopo di me parleranno altri colleghi che rappresenteranno, a titolo ovviamente personale, delle diverse posizioni. Questo fa di un gruppo un gruppo che democraticamente decide e sceglie un atteggiamento verso un voto comunque con grande coscienza e consapevolezza. È evidente qui c’è un problema di merito e un problema di metodo, vorrei per una volta tanto invertire i due poli, parlare prima del merito e poi parlare del metodo.
Il merito: attenzione questa non è una questione etica, o non è soltanto una questione etica. Nessuno può pensare che il voto favorevole possa essere un voto moderno, un voto contrario possa essere un voto retrivo. Qui è in ballo la Costituzione e quando si parla di Costituzione non c’è età che possa tenere. La difesa della Costituzione rimane il nostro principale obbligo e dovere quando emaniamo delle leggi positive che, lo dirò soltanto perché mi sembra che ce ne stiamo dimenticando, devono avere una principale caratteristica: la ferrea conformità alla Carta costituzionale e non soltanto, perché il Trattato di Lisbona che abbiamo ratificato nel 2009, ci impone anche la conformità alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Se questa è la premessa, cioè la necessità di essere attaccati pervicacemente ai principi costituzionali, è evidente che non si può ritenere, come questo Governo qualche volta ci ha abituati, di gestire il consenso e la pancia della piazza come se fosse una sorta di esimente all’incostituzionalità, quasi una doverosità di derogare alla Costituzione. La Costituzione non è un’opinione Presidente, almeno quella attuale, non sappiamo quella che sarà oggetto di referendum, ma anche qui chi vorrà ritenerla un’opinione non potrà certamente ratificare questa riforma scritta con gli «strapiedi».
La Corte costituzionale non è un presidio che si possa smontare come un emendamento da abbattere a colpi di maggioranza e di fiducia. Qui la Corte costituzionale si è espressa con le sentenze n.138 del 2010 e n.170 del 2014, che io inviterei davvero a leggere con attenzione prima di avventurarsi in un voto finto progressista, ma dannatamente incostituzionale, stabiliscono con molta chiarezza una differenza addirittura incrollabile. Dice la n.183: attenzione, è vero che i tempi cambiano, ma quando i costituenti si sono occupati dell’articolo 29, rafforzato dal 30 dal 31, non hanno mai considerato l’unione omosessuale. Quindi è evidente che gli articoli n.29 30 e 31, riguardano e non possono che riguardare (non lo dico, io non lo dice Mirabelli, non lo dice Vari, lo dicono i giudici dalla Corte costituzionale, in due sentenze una del 2014) la tutela della famiglia eterosessuale, la società naturale fondata sul matrimonio. Certo che bisogna pensare alle unioni omosessuali, è giusto, è assolutamente naturale e corretto pensarlo, ma questa legge, illustre Presidente, parifica. Parifica, basti leggere l’indizio grave concordante e confessorio della riproduzione del 143 del codice civile parola, per parola. Ma potevate almeno avere un po’ di fantasia anziché confessare in modo così sfacciato la identità fra il vostro progetto di famiglia e quello diverso dalla Corte costituzionale e della Costituzione. Qui è evidente l’articolo 2 non è l’articolo 29…

PRESIDENTE. Bisogna portare un po’ di acqua al deputato Sisto.

FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie Presidente, il particolare rigore costituzionale mi impone anche una particolare perdita di voce. È evidente come dice il professor Mirabelli in audizione che la differenza fra i numeri e fra le norme non è soltanto formale, non è solo perché si dice due anziché ventinove, ma si dice sostanzialmente ventinove. Questa è una legge che propugna un tipo di unione diversa dalla famiglia protetta dalla Costituzione. Questa è una diversità, Presidente, assolutamente chiara in questa legge. Basti pensare, per esempio, come è stato detto autorevolmente, all’effetto sulla pensione di reversibilità in rapporto con l’articolo 31, laddove l’articolo 31 che fa riferimento alla famiglia dell’articolo 29 consente la reversibilità perché lo Stato deve promuovere l’attività familiare. Come si giustificherà la reversibilità a fronte invece della mancanza di tutela dall’articolo 31 ? Forza Italia di questo è fortemente preoccupata, delle norme scritte a dolo eventuale, cioè con l’indifferenza rispetto al crimine della incostituzionalità fondando sul fatto che l’efficientismo debba essere oggi il primo problema del Governo: bisogna fare, bisogna rispondere a tutti i costi indipendentemente dalla qualità delle norme. Ma lo sa il Governo che queste norme poi andranno a carico dei cittadini e non soltanto a carico del consenso che si guadagna in dieci minuti e si perde in altri dieci minuti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente) ? Lo sanno che queste sono norme che vanno a strutturare un Paese e che ci danno un grado di inciviltà costituzionale irrecuperabile, almeno nel breve periodo?
Ma questo non è un tema, perché la questione viene abilmente spostata sul piano etico, ignorando invece i pilastri che devono guidare il modo di legiferare, perché, Presidente, questo tertium genus, questo capolavoro delle convivenze, introduce il matrimonio dell’articolo 29, le unioni civili articolo 2/29 e questo tertium genus, che è un minus o un plus non si comprende bene; un tertium genus incostituzionale, perché la regolamentazione delle convivenze in modo diverso dalle unioni civili è irragionevole. Io sono convinto che la Corte lo dichiarerà irragionevole (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente). Ma è possibile che in questo Paese non si riesca a legiferare e che il fare presto venga sempre molto, molto prima del fare bene ! Matrimonio, unioni civili, convivenze: ma che razza di modo di seguire gli orientamenti della Corte europea dei diritti dell’uomo, di più sentenze ! È vero che c’è libertà di decidere, ma non lo dimenticate: abbiamo una Carta costituzionale che, al di là delle opinioni, non è un’opinione.
Sul metodo, Presidente, tutto questo è uno spettacolo già visto, io ricordo l’omicidio stradale, i reati ambientali, le immunità penali distribuite ai commissari dell’Ilva: uno scandalo che è irripetibile, esonerare qualcuno dalle proprie responsabilità ! Quindi, la violazione sistematica e consapevole della Costituzione non ci stupisce, ci atterrisce, però, perché si tratta di una recidiva inframensile quasi specifica che noi denunciamo pubblicamente, anche con questo voto contrario. Ma la cosa peggiore e che dà l’idea di come si è di fronte ad una distonia di carattere democratico è l’utilizzo della fiducia come strumento di coazione etica. È una legge etica ? E si può obbligare ad una fiducia politica sulla legge etica ? Se questa scelta fosse stata effettuata da altri Governi, avremmo avuto l’inferno (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente), qui invece non si riesce a comprendere come soltanto in un regime si obbliga ad un voto etico sotto la matrice politica ! Il voto etico è il voto libero per antonomasia, quello che non deve avere costrizioni, ma la fiducia dimostra come il metodo che in quest’Aula vige non è un metodo democratico. Noi ci avviamo fatalmente, lentamente, inesorabilmente, come un veleno che a piccole dosi ci viene inoculato, verso la sopportazione della non democrazia, verso l’abitudine a subire quello che in determinate camere oscure viene deciso e viene portato in Aula soltanto come meno ripetitore, perché la fiducia politica sopravanza ogni tipo di esigenza della democrazia parlamentare.
Allora, sia la fiducia sia il voto finale controllato in nome della efficienza rafforzano quello che si dice anche per i Regolamenti parlamentari, che si applicano nei confronti dei nemici, si interpretano per sé e per gli amici. Presidente, io da questo free jazz delle regole, da questo modo di suonare senza spartito ma sapendo già qual è il finale, mi sento culturalmente umiliato. Non ho nessun timore di rappresentare la difficoltà di essere in quest’Aula e di non potere in alcun modo reagire rispetto a questo tipo di regola. Ho finito, Presidente, Forza Italia voterà contro convintamente a questa legge incostituzionale, che si ha da fare, perché questo è il mantra: questa legge si ha da fare. Mi ricorda la citazione banale, ma mi piace. Io dico «bravi» a quelli che hanno questa idea, e mi ricorda i bravi, cioè quell’imposizione nei confronti di un prelato, di un parroco o di quello che era, di quel don Abbondio tanto criticato, ma se devo scegliere fra i bravi che impongono la violenza dell’anti-etica dell’anti-affettività e quel don Abbondio che cercava di difenderla, io scelgo don Abbondio tutta la vita, in difesa della democrazia, della Costituzione, della libertà, e Forza Italia lo fa in ordine rigorosamente sparso. Voto contrario (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente) !

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Prestigiacomo. Ne ha facoltà.

STEFANIA PRESTIGIACOMO. Presidente, colleghi, siamo giunti nel modo peggiore possibile al voto finale di una legge che, a differenza di chi mi ha preceduto, noi consideriamo necessaria e che risponde a giuste esigenze di civiltà e di eguaglianza.
Presidente Renzi, che ha annunciato la fiducia in televisione e che non degna questa Camera, in questo pomeriggio così importante, nemmeno della sua presenza, noi non crediamo che le leggi siano, come invece pensa lei, strumenti di potere: le leggi dovrebbero essere, soprattutto quando sono di iniziativa parlamentare e riguardano materie delicate come i diritti, grandi occasioni di democrazia e di libertà. Ed è in nome di questi valori, indipendentemente dalla sua arroganza, signor Presidente del Consiglio, che assieme ad alcuni parlamentari di Forza Italia voteremo a favore di questa legge, che pure ha al suo interno numerose criticità, segnalate e denunciate nel corso dell’iter parlamentare, ma è comunque una legge che fa compiere al Paese un passo avanti, allineandolo non solo e non tanto all’Europa, che da sempre ci chiede di colmare questa lacuna normativa, ma soprattutto al comune sentire degli italiani, in amplissima maggioranza favorevoli ad una regolamentazione delle unioni civili.
Noi crediamo che i valori di uguaglianza, di tolleranza, come anche il diritto alle pari opportunità, siano ben più importanti delle convenienze partitiche contingenti. E nonostante l’uso strumentale che il Governo ha fatto anche di questa legge, crediamo che ci siano valori e battaglie più importanti di lei, Presidente Renzi, e della sua ossessione di personalizzare ogni passaggio della vita del Paese. Forza Italia non è un partito ideologico, riunisce anime e sensibilità diverse, e sui temi etici ha sempre dato libertà di coscienza ai propri parlamentari; fa parte del nostro DNA, la libertà di pensarla anche diversamente su questioni che riguardano le convinzioni più profonde delle persone (Applausi di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente). Per questo, con diversi colleghi di Forza Italia, a partire da Mara Carfagna, a partire da Elena Centemero, da Elio Vito, da Renata Polverini, da Nunzia De Girolamo, da Lorena Milanato, da Massimo Palmizio, da Giorgio Lainati e tanti altri, avevamo anche depositato un nostro testo, e riteniamo in coscienza che questa legge sia necessaria, pur con tutti i limiti riscontrati, e oggi voteremo a favore.
Da domani, migliaia e migliaia di italiani, che attendono di vedere riconosciuti i propri diritti, che attendono di potere assistere il partner in ospedale, di poter abitare la casa in cui sono vissuti con la compagna o con il compagno di una vita, di avere la pensione di reversibilità, di potere succedere alla persona con cui si è scelto di vivere per tanti anni, vedranno finalmente riconosciuti questi diritti senza nulla togliere alla famiglia tradizionale fondata sul matrimonio. È per queste migliaia di italiani, per rendere loro giustizia e diritti, che oggi, in coscienza con le nostre convinzioni e con la nostra storia ventennale delle nostre battaglie, a partire dall’istituzione, primi in Europa, dell’UNAR, a partire dalla prima e unica campagna istituzionale contro l’omofobia, alle iniziative nelle scuole, a tutte le iniziative contro ogni forma di discriminazioni, che oggi voteremo «sì». Sì, quindi, alle unioni civili, no al Governo Renzi (Applausi di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente – Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Laura Ravetto Ne ha facoltà.

LAURA RAVETTO. Presidente, la propaganda di Governo ha cercato di espropriare il Parlamento dei risultati di un iter legislativo che, sebbene caratterizzato da «canguri» e voti di fiducia, non appartiene all’Esecutivo stesso ma ancora appartiene al Parlamento italiano, anche se oggi sono stati offesi gli sforzi di molti uomini e donne presenti in quest’Aula, che sarebbero stati pronti a discutere e magari migliorare questo testo. Al netto di un metodo sbagliato, che enfatizza le separazioni in una giornata in cui, forse, andavano enfatizzate le armonie, io formulo questo intervento, non tanto per confermare il sì a questa mia legge, anche se sono stata dimenticata dall’onorevole Prestigiacomo, quanto per ringraziare il mio gruppo, che ci dà questa possibilità.
Io voterò sì per due motivi. Primo, perché si è avuto il buonsenso, come d’altronde io stessa ho sempre chiesto, di separare il tema delle unioni civili dal tema delle adozioni, e poi voterò sì anche perché, da liberale, credo che estendere il perimetro dei diritti a coppie che, senza una legge apposita, vedrebbero discriminato il loro legame ed il loro amore, sia la cosa giusta. Sono anni che ci confrontiamo su questo tema, consapevoli che l’ancoraggio ai diritti costituzionali aveva già consentito alla magistratura, con una serie di pronunce giurisprudenziali, di riconoscere di fatto molti dei diritti oggi contenuti in questa legge. Noi politici spesso ci lamentiamo dell’invasione di campo della magistratura, ma ci dimentichiamo che questo avviene per lo più per una nostra inerzia. Capisco, peraltro, le perplessità di chi voterà «no» nel mio gruppo, perché certamente non è frutto di oscurantismo, come alcuni vorrebbero far credere, ma è frutto da una parte delle perplessità giuridiche che questo testo inevitabilmente pone e dall’altra frutto del timore che, dietro lo sventolare di legittimi diritti, si voglia celare il soffocamento di altri diritti o, peggio, minare l’architrave dei corrispondenti doveri. Anche a me questa legge non soddisfa del tutto, è una legge centauro, metà uomo e metà cavallo, frutto di compromessi al ribasso all’interno della stessa maggioranza, ma il tempo dei diritti è questo. Tra qualcosina e il nulla io scelgo il qualcosina, tra una legge e l’ambizione a scriverne una migliore, io oggi voto la legge e domani la riscrivo in modo migliore. Se è vero che questa legge scontenta molti, e me ne dispiaccio, è anche vero che fa contenti alcuni e io oggi voglio essere vicina a queste persone (Applausi di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente e di deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Alfonso Bonafede. Ne ha facoltà.

ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente. Voglio subito specificare a tutti, che la legge che stiamo votando oggi non è la legge Cirinnà: è la legge Verdini-Alfano-Renzi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! Non è la legge Cirinnà nei contenuti, che sono stati stravolti dopo mesi di lavoro al Senato, lavoro a cui il Movimento 5 Stelle aveva contribuito con dedizione, serietà, ma soprattutto con rispetto (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)…

PRESIDENTE. Colleghi per favore !

ALFONSO BONAFEDE. … nei confronti di tanti cittadini che aspettavano una legge sulle unioni civili. Non ci fidavamo del Partito Democratico, ma è probabile che qualche senatore del Movimento 5 Stelle abbia pensato che c’è un limite di decenza, sotto il quale nemmeno il Partito Democratico e nemmeno questo Governo sarebbe arrivato, e quel limite di decenza è segnato dai diritti civili delle persone ! Persone, Presidente, non semplicemente elettori ! Persone con sentimenti, che chiedevano e chiedono allo Stato il riconoscimento di un progetto di vita basato non su un contratto, come quello che è diventato adesso, ma su sentimenti e sul legame affettivo.
Comunque quel progetto stava per arrivare in Aula, fino a quando qualcuno, all’interno del PD, – immaginiamoci il dialogo – avrà detto all’altro: «guarda che quelli del Movimento 5 Stelle la votano davvero la legge Cirinnà, hanno fatto la consultazione in rete, hanno presentato zero emendamenti per dare un segnale; la votano davvero ! Qui bisogna inventarsi qualcosa, perché altrimenti emerge la spaccatura all’interno del PD in sede di voto segreto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). La spaccatura con Alfano al Governo. Inventiamoci qualcosa: il canguro; sì l’emendamento canguro, così cancelliamo tutto il dibattito parlamentare.». Qualcun altro avrà detto: «ma i 5 Stelle non ce lo voteranno mai ! hanno sempre detto che tutte le leggi vanno discusse nell’Aula parlamentare.». «Appunto – avrà risposto l’altro – così abbiamo la scusa per andare a fare la legge con Verdini e Alfano !» (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). C’è, però, un imprevisto, ogni tanto uno dei due Presidenti delle due Camere, non lei Presidente Boldrini, si ricorda che deve cercare di arginare lo strapotere della maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ed è il Presidente Grasso, che decide di dichiarare inammissibile l’emendamento canguro. Non c’è problema, il Governo mette la fiducia, e voglio sperare che, anche in quell’occasione, qualcuno abbia detto: scusate ma la fiducia su una legge sui diritti civili nella storia della Repubblica non esiste.
Dobbiamo risalire al fascismo e a Mussolini. Immagino che, a quel punto, l’atmosfera sia andata, con un entusiasmo incredibile, alle stelle e la fiducia sia stata messa quindi sia alla Camera che al Senato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Però, vedete, il grande rammarico è per la menzogna, perché nel frattempo era caduto il pretesto per l’emendamento canguro, ma nonostante questo la menzogna è rimasta, e siete andati a dire ovunque che non avete lavorato più col MoVimento 5 Stelle perché l’emendamento canguro non l’avevamo votato – un emendamento che non è mai stato messo in votazione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! –, allora è la menzogna ipocrita su una legge delicata come questa che dà fastidio, menzogne che, pronunciate col sorriso, col sorriso di chi non ha rispetto di se stesso, prima ancora che degli altri, perché chi ha rispetto per se stesso non può dire quelle menzogne (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
Stamattina, la deputata Morani, per giustificare il fatto che sia stata messa la fiducia, ha detto che questa non è una legge su questioni etiche, e su questo, Presidente, non replico nemmeno, perché il concetto di etica lancia il PD nel caos totale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e quindi mi astengo, ha spiegato però che abbiamo sottratto questa legge ad un rimpallo estenuante di sedute parlamentari. Ora, a parte, deputata Morani, che prendete voi 12.000 euro al mese per lavorare e per discutere le leggi – primo – quindi avreste fatto soltanto il vostro lavoro (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Secondo, non c’è stato nessun rimpallo estenuante, per la precisione, non so se n’è accorta, non c’è stato nemmeno un voto su un emendamento in una legge così importante (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ma andiamo nel merito, qual è il capolavoro che ha partorito il magico trio Renzi-Verdini-Alfano ? È questo: sulle unioni civili è stato stravolto su alcuni punti, che tradiscono un pregiudizio culturale grave, come quello di togliere l’obbligo di fedeltà ! Come se all’interno di una coppia omosessuale, che si unisce nell’unione civile, non ci sia il desiderio di fedeltà ! Qualcuno si è messo pure in testa di dire: «no, ma la fedeltà non si mette per legge !». A quel qualcuno ricordo che la fedeltà, l’obbligo di fedeltà, esiste per legge ! Perché ha degli effetti concreti ! Per esempio, al momento in cui l’unione civile si scioglie è leggermente ingiusto pagare il mantenimento a favore di uno che ti ha tradito per tutta la vita (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
Ma c’è la seconda parte, Presidente, che è il capolavoro inaccettabile della legge, cioè quello in cui si dice che due persone, che decidono di non sposarsi e di non unirsi in una unione civile, non possono convivere senza essere obbligati agli alimenti nel caso di separazione. Cioè, due persone decidono di non sposarsi, ma quando si lasciano, soltanto perché hanno convissuto – attenzione, perché sono andati a fare una dichiarazione in comune, che devono fare – sono tenuti all’obbligo degli alimenti ! Dovete ricordarvi che la libertà di sposarsi implica anche quella di non sposarsi ! In una democrazia moderna non può essere impedita (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! Ricordo anche un altro punto, quello per cui se uno dei due conviventi, per esempio, viene coinvolto in un sinistro stradale, l’altro, fino ad ora, poteva chiedere un risarcimento del danno, sia in caso di ferimento in quel sinistro, sia in caso di morte. Oggi, con questa legge, potrà chiederlo soltanto in caso di morte e non più per ferimento, tanto per fare un regalino alle assicurazioni che non sta mai male (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico) !
Presidente, c’è un altro punto, due persone che si separano, dopo un anno possono anche pensare di andare a convivere con altre persone; è lecito ? Secondo questa legge no ! La loro convivenza con altre persone non è riconosciuta, perché prima devono divorziare dal precedente coniuge ! È incredibile quanti errori sono stati fatti nella seconda parte di questa legge, che la rende davvero inaccettabile.
Ma andiamo avanti, Presidente e diciamo: perché questi errori ? Diciamoci chiaramente perché questi errori non sono stati corretti: perché, semplicemente, non si è potuto discutere in Aula e la legge non è stata migliorata in Aula; perché la democrazia è utile, non è un optional (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E allora io invito davvero tutti i deputati, il Governo, a guardarsi intorno e ad ammirare quanto è bella quest’Aula e quale peso istituzionale, quale storia istituzionale può avere. E, guardandola, invito il Governo a ricordarsi che è ospite in quest’Aula (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quest’Aula non è lo zerbino del Governo ! E ricordo ai deputati che questo emiciclo non è semplicemente un insieme ordinato di poltrone su cui accomodarsi, possibilmente vita natural durante; è il posto in cui deve regnare la sovranità del popolo italiano e in cui vanno discusse le leggi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Presidente, Calamandrei scriveva che, se la maggioranza (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)… Sto leggendo, magari, poi, voi citerete Verdini, non è un problema (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Proceda, proceda, deputato. Proceda.

ALFONSO BONAFEDE. Presidente, grazie. Se la maggioranza si crede infallibile solo perché ha per sé l’argomento schiacciante del numero e pensa che basti l’aritmetica a darle il diritto di seppellire l’opposizione sotto la pietra tombale del voto, con accompagnamento funebre di ululati, questa non è più una maggioranza parlamentare, ma si avvia a diventare una pia congregazione, se non addirittura una società corale del tipo di quella che, durante il fatidico ventennio, dava i suoi concerti nell’Aula di Montecitorio.
Presidente, lo scriveva Calamandrei, che il fascismo lo aveva vissuto sulla sua pelle. E, per chiarirci, Ministro Boschi, alla luce di queste parole, è probabile che oggi voterebbe contro il referendum sulla Costituzione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Presidente…

PRESIDENTE. Deve concludere, deputato. Prego, concluda velocemente.

ALFONSO BONAFEDE. Finisco. La seconda parte di questa legge è chiaramente inaccettabile e porterebbe a votare contro una legge di questo tipo. Sulla prima parte, che è diversa da quella su cui noi avevamo consultato anche la rete, però dobbiamo riconoscere che c’è un minimo di diritti che vengono riconosciuti, un minimo (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)…

PRESIDENTE. Colleghi !

ALFONSO BONAFEDE. …a persone che aspettano una legge sulle unioni civili da tanti anni.

PRESIDENTE. Concluda.

ALFONSO BONAFEDE. Noi a quelle persone non diremo di no e per questo ci asterremo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Colleghi, non abbiamo terminato le dichiarazioni di voto. Vorrei che fosse ripristinato un po’ di silenzio in quest’Aula, perché vorrei dare la parola al deputato Alessandro Zan, per favore. Deputato Zan, a lei la parola.

ALESSANDRO ZAN. Grazie, Presidente. Care colleghe e cari colleghi, oggi è una giornata storica per questo Paese: tra pochi minuti saremo chiamati a esprimere il voto finale sulle unioni civili e le convivenze. Un provvedimento che ha avuto una discussione tra le più travagliate della nostra storia repubblicana. Stiamo facendo compiere all’Italia quel passo di civiltà che ci viene chiesto da tempo, da troppo tempo. Abbiamo una responsabilità che, oggi più che mai, pesa su tutti noi, colleghi: quella di restituire dignità a tantissime persone da troppo tempo vittime di una discriminazione ormai intollerabile.
Il Partito Democratico ha avuto un ruolo chiave nel percorso parlamentare di questa legge, ha portato avanti una grande battaglia culturale (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Colleghi, è possibile, però, a questo punto, far parlare il deputato Zan ? Quando voi avete parlato, vi è stato permesso (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Per favore, per favore. Per favore ve lo chiedo. Per favore ! Continui, deputato.

ALESSANDRO ZAN. Grazie, Presidente, spero di non essere interrotto. Ha portato avanti una grande battaglia culturale, che restituisce credibilità a tutta la sinistra, che, in questi anni, faticava a portare a termine risultati apprezzabili.
Con il voto favorevole alle unioni civili abbiamo l’opportunità di onorare quel principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione, a favore del quale la Repubblica è chiamata a rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità umana. Il dibattito di questi mesi è stato aspro, conflittuale, difficile, e non vi nascondo, colleghi, che in più di qualche occasione mi sono sentito offeso nella mia dignità di uomo, di persona omosessuale e di membro di questa Camera per le espressioni poco qualificanti, per così dire, che ho sentito provenire da taluni che non volevano questa legge e hanno fatto di tutto, invano, per affossarla, addirittura presentando in Commissione emendamenti secondo cui imprenditori e commercianti potevano rifiutarsi di fornire prestazioni e servizi alle coppie gay unite civilmente.
Una vera e propria pazzia: praticamente, significava – faccio un esempio – che un pasticciere contrario alle unioni civili poteva addirittura rifiutarsi di vendere una torta, se questa fosse destinata a festeggiare un’unione civile. Cose che fanno rabbrividire e che ricordano da vicino le leggi razziali (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). E, dunque, voglio chiedere scusa, Presidente, io per loro, a tutti gli italiani e a tutte quelle coppie e famiglie che si sono sentite giudicate nel proprio intimo e hanno dovuto assistere a un dibattito parlamentare a volte non degno delle istituzioni che siamo a rappresentare. Le parole, a volte, sono dei veri e propri macigni, e le parole che la politica pronuncia possono avere delle pericolose ricadute nella società.
Le persone omosessuali, nel nostro Paese, subiscono ancora discriminazioni, e questa legge, finalmente, potrà restituire una dignità e un riconoscimento che per molti anni è stato loro negato. Il mio pensiero va al ragazzo di 18 anni di Bari che martedì scorso ha fatto il gesto estremo di lanciarsi sotto un treno perché aveva confidato agli amici che, dopo essersi dichiarato in famiglia, i genitori non lo accettavano. Egli non si rassegnava, aveva un fidanzato, ha lottato, ma non ce l’ha fatta. Era insopportabile l’idea di non essere accettato per ciò che era: un ragazzo come gli altri, un ragazzo di diciott’anni che amava un altro ragazzo.
Come lui ce ne sono tanti di ragazzi che non ce l’hanno fatta a reagire. Essere respinti a quell’età per ciò che si è rappresenta un dramma che, a volte, appare insuperabile, soprattutto a quell’età. Tutti abbiamo bisogno di essere accettati dalla scuola, dalla società, dalla famiglia. Immagino cosa possa aver provato quel ragazzo, capisco bene quelle sue paure: anch’io ero terrorizzato che mia madre e mio padre non mi accettassero. Pensavo alle cose più brutte. Io sono stato fortunato, e per questo li ringrazio. Loro sono stati dalla mia parte… Scusate (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Loro sono stati dalla mia parte da subito, altri sono stati meno fortunati; ed è anche per questo che la legge sulle unioni civili non è soltanto un istituto giuridico che dà diritti e chiede doveri, ma è una legge che fa cultura, che migliorerà la nostra società e che aiuterà anche tanti genitori a non vergognarsi più dei propri figli, accettandoli anziché rifiutarli, e che sancirà, una volta per tutte, che gli omosessuali non sono più dei fantasmi, ma cittadini a cui riconoscere il diritto alla felicità come a tutti gli altri, permettendo loro di progettare un futuro insieme.
Colleghi, cosa si guadagna, del resto, nel continuare a impedire la felicità degli altri ? Cosa perdiamo nell’ammettere la possibilità che una coppia di persone che si amano venga tutelata dall’assunzione reciproca di diritti e di doveri stabiliti dalla legge (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) ? La risposta è sempre la stessa: nulla. È una legge, sì, sui diritti, ma anche sui doveri, sull’assunzione davanti allo Stato di una serie di responsabilità e impegni verso il proprio partner. E credo che non ci sia nulla di più importante e generoso che assumersi reciprocamente delle responsabilità verso chi amiamo, verso quella che di fatto è una famiglia. Allora abbiamo provato da subito ad allargare il campo a tutte le forze politiche che si erano dichiarate favorevoli all’approvazione di una legge sulle unioni civili, e ci siamo fidati anche del MoVimento 5 Stelle. Ecco, colleghi, abbiamo sbagliato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), perché all’improvviso vi è stato da parte loro un dietrofront: al Senato sono divenuti protagonisti di un triste gioco politico, al solo scopo di fare uno sgambetto al Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico); ma lo sgambetto non l’avete fatto a noi, l’avete fatto alle tante persone che credevano anche a voi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) ! Avete perso un’occasione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) ! Voi avreste portato la legge ad un vero Vietnam parlamentare, fatto di trappole e voti segreti, in cui a rimetterci sarebbero stati i sogni e i diritti tante persone. Noi l’abbiamo impedito, l’ha impedito un Governo che ha deciso di investire tutto se stesso: a cominciare dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per il quale oggi è un giorno di festa per tanti, dal Ministro Boschi, il nostro presidente di gruppo Ettore Rosato, tutto il Partito Democratico. Perché una legge di civiltà non era più rinviabile in questo Paese: chi vuole tutto è perché non vuole niente (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) !
Certo, la strada per la piena uguaglianza non è conclusa: anzi, è ancora lunga, e l’impegno del Partito Democratico non si ferma qui, ci aspettano molte altre sfide e battaglie importanti. Abbiamo già avviato l’iter per un’organica riforma delle adozioni, oggi regolata da una legge del 1983, ormai datata, che va aggiornata per rendere più celeri le adozioni, sia nazionali che internazionali, e che preveda l’adozione piena per le coppie gay e lesbiche, l’adozione per i singlee la stepchild adoption per tutti (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico). Sì, perché non dobbiamo dimenticare che a quelle bambine e a quei bambini noi dobbiamo una promessa: non rimarrete senza diritti ! È una battaglia a cui il Partito Democratico non vuole e non deve rinunciare.
Su questa legge è stato detto di tutto: che non merita l’attenzione del Parlamento, che ci sono questioni ben più importanti. Beh, le unioni civili saranno un istituto giuridico in base a ciò che da tempo la Corte costituzionale e la giurisprudenza italiana ed europea ci chiedono: dare garanzie certe alla vita familiare delle coppie gay e lesbiche. Dall’obbligo di assistenza morale e materiale alla regolamentazione del patrimonio dalla coppia, dai permessi matrimoniali fino all’eredità e alla reversibilità della pensione: d’ora in poi due uomini e due donne che vivranno insieme potranno accanto a due testimoni celebrare davanti ad un sindaco l’unione civile. Questa è una conquista frutto anche di una lunga battaglia del movimento LGBTI, iniziata negli anni Settanta, cui va la nostra profonda gratitudine (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Inoltre, questo provvedimento, nella sua seconda parte, per tutte le coppie che convivono, siano esse eterosessuali od omosessuali, finalmente mette nero su bianco ciò che da tempo la giurisprudenza riconosce ai conviventi: dal subentro del contratto d’affitto in caso di morte del partnerall’assistenza in ospedale, all’aiuto nell’impresa familiare, e così tutto l’impianto di diritti essenziali che già i tribunali riconoscono da anni. E allora, è per questo che tanti attendono una legge, perché vogliono che sia rispettata appieno l’integrità della propria identità, dei propri affetti e della propria storia. È a loro che voglio dedicare il nostro «sì» forte e convinto: non possiamo deludere chi ha sempre sognato un futuro migliore e gli stessi diritti per tutti (Vivi e prolungati applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Scelta Civica per l’Italia – Applausi di deputati dei gruppi Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà e Misto – Congratulazioni).

PRESIDENTE. Colleghi, quello del deputato Zan era l’ultimo intervento per dichiarazione di voto; adesso io ho interventi a titolo personale; quindi vi pregherei di prendere posto e di continuare, dando la parola ad una decina di colleghi che vogliono intervenire a titolo personale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gian Luigi Gigli. Ne ha facoltà. Attenetevi ai tempi: i deputati che intervengono a titolo personale, li pregherei di attenersi ai tempi. Prego.

GIAN LUIGI GIGLI. Signora Presidente, «questa legge è solo il primo passo: con essa estendiamo totalmente i diritti dei coniugi eterosessuali agli omosessuali uniti civilmente, fatte salve le adozioni; ma i bambini sono nelle famiglie, e lì rimarranno sempre, perché abbiamo scritto nel punto 20 del maxiemendamento del Governo che i giudici continueranno ad applicare le leggi esistenti in materia di adozione»: queste affermazioni le abbiamo lette solo domenica e appartengono alla senatrice Monica Cirinnà, a cui si attribuisce la maternità di questa legge, non sappiamo se surrogata; e che dopo l’equiparazione sostanziale l’obiettivo finale sia il matrimonio gay, lo dimostra l’atteggiamento avuto dal PD in occasione della discussione delle mozioni sulla maternità surrogata, con cui è stato respinto il nostro ordine del giorno sulla punibilità del reato anche quando commesso all’estero. Chi ha i soldi potrà dunque continuare a sfruttare donne bisognose, da cui comprare gameti o affittare l’utero, riportando poi in Italia bambini a cui nessun giudice negherà l’adozione, ovviamente nell’interesse del minore. Il resto lo farà l’Europa, che non ci imponeva questo tipo di soluzione, ma che, scelta la strada di trattare in modo uguale cose disuguali, ci imporrà di far cadere ogni residua differenza di trattamento anche per i partnerdell’unione omosessuale, sulla base del principio di non discriminazione rispetto a coniugi equiparati nella sostanza e nel linguaggio. Adeguarsi allo spirito dei tempi evita lacerazioni alla politica, ma i danni per la società potremo valutarli solo sui tempi lunghi, a cominciare da quelli che produrrà l’esperimento psicopedagogico di affidare la crescita dei bambini a genitori dello stesso sesso. L’onorevole Buttiglione ha citato in latino San Tommaso: consentitemi più laicamente di citare Cicerone, familia principium urbis et quasi seminarium rei publicae; con qualche approssimazione potremmo tradurre che la famiglia è il fondamento della società e il vivaio della democrazia. Oggi in quest’Aula alla famiglia naturale tutelata dalla Costituzione è stato inferto un colpo durissimo (Applausi di deputati dei gruppi Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente e Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini) !

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bianconi. Ne ha facoltà.

MAURIZIO BIANCONI. Presidente, questa legge, nella parte che regola le unioni civili, è secondo me incompleta e lascia a desiderare. Nella legge poi si regolano le coppie di fatto, cosa che davvero andava fatta in altra sede, o meglio, non andava fatta per nulla. Nel metodo, poi, lo scempio del voto di fiducia rimarrà macchia indelebile sulla vita di questo Governo. Questi punti critici potrebbero suggerire un atteggiamento prudente a chi, come me, pur dall’opposizione, è in via generale per una concezione aperta e libertaria dei rapporti personali e sociali. Tuttavia, l’alto valore e l’alto significato che assume la regolamentazione, sia pur carente, delle coppie omosessuali fa cadere ogni prudenza, e mi fa propendere per il voto favorevole (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico). Pure per ricordare che nel centrodestra italiano donne e uomini, come in quello europeo, esistono, che sanno ben distinguere i piani; e, pur nella legittimità di ogni posizione, sono convinti che vadano sempre privilegiati la libertà e i diritti della persona, rispetto a chiusure che spesso dimenticano che proprio la cultura che meno mi appartiene ricorda di dare a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Mario Sberna. Ne ha facoltà.

MARIO SBERNA. Signora Presidente, io non voterò questo provvedimento, come ho già detto, sia per la forma – le due fiducie, che diventa sostanza – sia per il contenuto – troppi sono i rimandi al matrimonio –, e, quindi, poi, saranno altri a dirlo, ma lo ritengo certamente incostituzionale, visto addirittura il termine «coniugi» utilizzato, sia, anche, per l’urgenza con la quale è arrivato.
Vede, Presidente, si è parlato di Corte costituzionale, prima: dal 1995 la Corte costituzionale – lo dico anche al Governo – impone all’Italia di sanare le iniquità gravissime che colpiscono dal punto di vista tributario le famiglie numerose, eppure, dal 1995 nessuno ha avuto fretta di andare a sanare queste iniquità che colpiscono le famiglie più povere del Paese per ovvie ragioni, perché più si hanno figli, in questo Paese, e più si diventa poveri. Non sono d’accordo nemmeno sulla modalità, appunto, con la quale si tenta di equiparare qualche cosa che con la famiglia naturale fondata sul matrimonio non ha davvero nulla a che fare. Perciò non può che essere un voto contrario, convinto, con l’augurio che chi di dovere guardi l’incostituzionalità dove c’è e provveda in merito (Applausi dei deputati del gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico e Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Capezzone. Ne ha facoltà.

DANIELE CAPEZZONE. Signora Presidente, intervengo per annunciare il mio voto favorevole alla legge. Ho votato con convinzione contro la fiducia e considero un grave errore politico del Governo averla posta su un tema di libertà, e dico con rispetto ai colleghi della maggioranza che hanno applaudito il fatto che fosse posto il voto di fiducia: riflettete, quando in futuro un Governo, qualunque Governo, utilizzerà il precedente e porrà un voto di fiducia su una materia etica, magari contro delle libertà e contro dei diritti civili. Ma ciononostante, io voterò con convinzione a favore del provvedimento, perché nell’Italia del 2016 doveva e deve esserci il riconoscimento, non solo dei diritti, ma delle speranze e delle attese delle persone e delle coppie omosessuali. Qui dentro abbiamo molto parlato di noi stessi e di geometrie politiche, occorre, invece, ricordarsi del vissuto delle persone e mi faccia dire, da persona che ama la cultura conservatrice e liberale, che in altri Paesi, penso all’Inghilterra, è stato il partito conservatore, un centrodestra avanzato e riformatore, a fare una legge molto più coraggiosa di questa. Da ultimo, invece, ribadisco la mia delusione – l’ho già detto ieri e lo ripeto oggi – per la parte della legge che riguarda le convivenze eterosessuali: avete commesso un grave errore, imponendo una cappa di uniformità anche a chi vuole convivere ma non vuole l’ombrello dello Stato, non vuole lo Stato nella sua camera da letto; potevate fare una cosa liberale, su questo avete invece fatto una cosa statalista. Ma la cosa più importante in questo momento è pensare alle speranze e alle attese delle persone omosessuali, e per questo, pur non condividendo il metodo che avete scelto e una parte del merito, voterò a favore della legge.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Michela Marzano. Ne ha facoltà.

MICHELA MARZANO. Grazie, Presidente. Questa legge – è stato detto, è stato ripetuto – è un passo avanti importante, anzi, un passo avanti importantissimo, soprattutto per il valore simbolico che ha; è stato ricordato molto bene, in maniera commovente dall’amico e collega Alessandro Zan.In Italia eravamo di fronte al nulla, al vuoto normativo, e con questa legge si viene quindi a colmare una lacuna che veramente da tanto tempo, da troppo tempo si aspettava e si sarebbe dovuta colmare. Ma come la si colma questa lacuna ? La si colma bene, la si colma veramente, la si colma in maniera adeguata, si riconosce l’effettiva uguaglianza di tutte e di tutti indipendentemente dall’orientamento sessuale ? Ecco, io non sono certa che questa lacuna la si colmi in maniera veramente giusta, veramente efficace e veramente degna; questa legge, purtroppo, nasce già vecchia, è una legge che sarebbe stata ottima una ventina di anni fa, è una legge che ricorda i Pacs in Francia, votati nel 1999, è una legge da cui ci saremmo dovuti aspettare di più.
E per quale motivo nasce vecchia, nonostante sia un passo avanti ? Perché, mentre il matrimonio viene ancorato all’articolo 29 della nostra Costituzione, dove si parla, appunto, di famiglia, le unioni civili vengono ancorate all’articolo 2 e all’articolo 3. Il problema di questa legge è tutto qui, l’unione civile tra persone dello stesso sesso viene istituita come una specifica formazione sociale, negando così alle persone omosessuali che vorrebbero, desidererebbero essere riconosciute come famiglia, questo riconoscimento che, purtroppo, nella legge ancora non c’è. Sono stati espunti in maniera chirurgica tutti i riferimenti, a parte quello al comma 20, a tutto ciò che è famiglia e naturale, è stato tolto il riferimento alla fedeltà, e poi, last but not least, è stato stralciato l’articolo 5, quello sulla stepchild adoption, penalizzando così di fatto i bambini e le bambine in ragione dell’orientamento sessuale dei loro genitori. Allora, lo ripeto, io ovviamente voterò «sì» a questa legge perché un passo avanti è necessario, ce n’è bisogno, adesso si vergogneranno di più coloro che osano anche solo immaginare che essere omosessuali vuol dire essere non solo diversi ma anche menomati rispetto agli altri e quindi voterò «sì» ma, e mi avvio a concludere, signora Presidente, chiedo: niente trionfalismi. E perché chiedo niente trionfalismi ? Perché quello che io mi permetto di chiedere a nome personale a tutte le persone omosessuali, ai miei fratelli gay e alle mie sorelle lesbiche, è scusa, per non essere stata sufficientemente capace di proteggere e di difendere la loro pari dignità e la loro uguaglianza completa, uguale e piena (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Piero Longo. Ne ha facoltà.

PIERO LONGO. Signora Presidente, io voterò «no» a questa legge, per ragioni parzialmente diverse da quelle che sono state già illustrate dal collega Sisto, intanto perché della lunga discussione che è stata fatta in sede di Commissione giustizia non rimane traccia alcuna, perché non ve n’è traccia. Vi sono stati interventi tecnici, vi sono stati interventi politici, interventi culturali che sono svaniti nel nulla, attraverso questo sistema. Poi si dirà: ma hanno discusso a lungo, ma dove sono i risultati di questa discussione ? Non c’è nemmeno la storia di questa discussione. Voterò «no», perché è una legge piena di errori, di errori tecnici, e voterò «no» soprattutto per una ragione: perché è stato tolto il principio di fedeltà nelle unioni civili tra omosessuali. Ebbene si può togliere la fedeltà ? Soltanto chi ama può essere infedele, soltanto chi viene amato può sentire il vulnus dell’infedeltà del partner, ditelo ad Achille che non amava Patroclo, dite a Patroclo che lui ed Achille avevano un rapporto semplicemente di carne e che non si amavano o, se non volete andare nell’Ade, ditelo a chi, fuori da quest’Aula, ma con grande senso dell’amore, ha detto: è stato un gesto d’amore. Questa è la ragione; qualcuno si accontenterà, io non mi accontento di una legge che nega a delle persone il senso dell’amore e, quindi, della fedeltà e dell’infedeltà e nego il mio voto perché ho sentito in quest’Aula, in questi mesi, molte cose offensive, molti improperi, ma nulla mi è parso più politicamente volgare di quanto ha detto la collega Alessia Morani parlando del voto.

PRESIDENTE. Deve concludere, deputato.

PIERO LONGO. Devo concludere, sì. Essa ha detto che doveva essere evitato il trabocchetto del voto segreto; il voto segreto è fatto sulle coscienze e la coscienza è l’anima laica della nostra libertà, se non lo avete capito, pazienza (Applausi di deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Alessandro Pagano. Ne ha facoltà.
Colleghi, facciamo il tifo ?

ALESSANDRO PAGANO. Grazie, voterò «no» alla legge sulle unioni civili. Avevamo tre punti nel nostro partito su cui avevamo impostato tutto il lavoro originario: c’era la stepchild adoption, c’era la clausola di equipollenza fra unioni civili e matrimonio etero, c’era l’orribile pratica dell’utero in affitto in prospettiva. A due minuti dall’approvazione della legge, ci ritroviamo con le larghe maglie che consentono già di fatto la stepchild adoption; ci ritroviamo con l’equipollenza che è totale, stessi riti, stessi doveri, ergo stessi diritti, come bene ha spiegato la Corte di Strasburgo, e quindi con la possibilità anche di poter adottare. Sull’utero in affitto, poco fa, il Partito Democratico ha bocciato l’ordine del giorno sul reato universale e poi la dichiarazione finale dell’onorevole Zan ha chiarito ogni dubbio.
Le soluzioni per una proposta condivisa c’erano tutte, perché le nostre posizioni erano chiare, bastava semplicemente avere la buona volontà. Invece avete voluto una proposta di legge, che ora diventerà legge, che è incostituzionale, come tutti i giuristi dicono; che ha sperequazioni spaventose, basti pensare a quella che è la posizione delle coppie etero in stabile convivenza che non avranno la reversibilità, che invece avete dato alle unioni civili omo; e basti pensare anche a tutti gli errori marchiani (ce ne sono a decine), come è stato fatto rilevare dal Comitato per le elezioni in maniera bipartisan e anche dai giuristi. A questo punto siamo nelle mani del Presidente Mattarella che non può non prendere atto di questa lacerazione del Paese che si è prodotta in maniera chiara ed evidente per una legge che è stata voluta da una minoranza. Io vi ricordo che con la legge del Porcellum questo Parlamento è dopato, voi non rappresentate assolutamente il Paese (Applausi di deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini). Ci sono anche tutte le condizioni per potere portare avanti un ragionamento nuovo, questo almeno è quello che ci aspettiamo dal Presidente Mattarella.
Chiudo, chiarendo che mi sospendo dal mio partito (Applausi di deputati dei gruppi Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente e Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cera. Ne ha facoltà.

ANGELO CERA. È proprio tipico di un Parlamento che dovrebbe mugugnare per il silenzio che gli è stato accordato e per il quale molti di voi sperano di passare all’incasso domani, non so quando. Ma non passerete all’incasso, perché non ci sarà possibilità di passare all’incasso. L’amarezza è quindi di vedere su questi temi un Parlamento silenzioso, un Parlamento che ha mortificato la democrazia. È bastato accorgersi dal dibattito com’era diversificata l’opinione. Per cui proprio su numeri ampi si doveva venire alla Camera e ragionarci sopra. Non era al Senato dove la maggioranza era striminzita, era qui che si poteva ragionare e si poteva dare sfogo anche a tutte le ragioni per un «si» e per un «no».
Personalmente, la mia storia personale, mi colloca dall’altra parte, sono un democristiano, la mia cultura è vecchia, sarò l’ultimo dei romantici (Commenti), ma sono convintamente per il «no».

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Mucci. Ne ha facoltà.

MARA MUCCI. Grazie, Presidente. Voterò a favore di questa legge, anche se avrei preferito una norma più egualitaria e che tutelasse maggiormente i bambini che già sono presenti nella coppia, senza demandare all’interpretazione di un giudice che, come tale, può essere soggettiva e mutevole. Qualcuno ha fatto di tutto per slegare le unioni civili dal concetto di famiglia, ma io credo fortemente che la famiglia sia l’ambito in cui c’è amore, rispetto e un progetto, e questo vale per tutti ! Questo è un piccolo, ma grande passo avanti, ottenuto grazie all’impegno di tanti, anche fuori da queste Aule. Grazie a chi non stava più nella pelle ed oggi è venuto qui ad assistere alla seduta e si è riversato in piazza Montecitorio, anche grazie a loro abbiamo questa norma. Come Max che è da quando ha 13 anni che aspetta questo giorno e per questo si è avvicinato alla politica, perché sapeva che la sua felicità dipendeva dalla situazione politica del nostro Paese e come lui tante e tanti.
Questa legge parla di diritti, parla di dignità e ha un significato particolare proprio per i più giovani che possono guardare oggi con un sorriso al loro futuro, perché c’è uno Stato che riconosce le coppie, finalmente riconosce le coppie, indistintamente dall’indirizzo sessuale. Quindi, dopo i Pacs, i Dico e i DiDoRè, naufragati, oggi abbiamo una legge sulle unioni civili. E anche se è faticoso politicamente dare più diritti, io sono convinta che, anche se un domani la maggioranza politica cambierà, sarà più complicato toglierli e per questo sono fiduciosa e per questo oggi è una bella giornata (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato La Russa. Ne ha facoltà.

IGNAZIO LA RUSSA. Grazie, Presidente. Io non ho fatto la dichiarazione di voto per il mio partito perché in cuor mio avevo seri dubbi che nascevano dalla mia proposta di legge fatta il 31 luglio del 2014 con la quale chiedevo che in Costituzione – era una proposta di legge costituzionale – venissero garantiti i diritti delle coppie dello stesso sesso, ma nello stesso disegno di legge costituzionale inserivo la frase che l’adozione è consentita ai coniugi uniti in matrimonio ed è disciplinata dalla legge e dicevo che il matrimonio è riservato a persone di sesso diverso, come peraltro tutti sanno che i padri costituenti intesero l’attuale testo. Ma devo ringraziare l’onorevole Zan – lo dico senza acrimonia – per avermi tolto ogni dubbio. Lo ringrazio veramente perché è stato, almeno lui, sincero, meno voi – scusate – del MoVimento 5 Stelle che avete detto «sì, ma anche, vorrei, non posso». Almeno Zan è stato sincero, ha detto: noi stiamo percorrendo una strada che porta all’adozione, per le coppie lesbiche, per le coppie gay, di bambini e di bambine. Questo per me è sbagliato. Per fortuna è ancora sbagliato per la stragrande maggioranza degli italiani. Perciò, ringrazio Zan di avere esplicitato un qualcosa che altri hanno cercato invece di mistificare. L’ha fatto in maniera chiara, conducendomi ad un «no» convinto. Il matrimonio è in Costituzione perché ciò che è tutelata è la capacità di procreare. Lo possiamo inserire in questo senso in Costituzione, dicendo anche che hanno tutti i diritti le coppie dello stesso sesso compatibili con il loro stato che non è quello di procreatori. Perciò voterò «no» a questa legge, che altro non è che la foglia di fico per aggirare questa impossibilità data non dagli uomini, ma ahimè dalla natura.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, deputata Bueno. Ne ha facoltà.

RENATA BUENO. Cara Presidente, devo manifestare anche la voce degli italiani all’estero, perché questo è un tema molto caro a tutti. È un tema molto caro a tutti perché è una rivoluzione della mentalità umana e universale. Siamo molto contenti che anche l’Italia si stia adeguando. Voto «sì», Presidente (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
Prima di passare al voto, do la parola brevemente alla relatrice Campana per un ringraziamento, immagino alla Commissione.

MICAELA CAMPANA, Relatrice. Presidente volevo ringraziare tutti i colleghi veramente, in particolare i colleghi della Commissione giustizia, il presidente della Commissione giustizia alla Camera, i colleghi anche del Senato, gli uffici del Senato, ma soprattutto tutti quei cittadini e quelle persone che là fuori ci hanno preso per mano, perché è grazie a loro che stasera l’Italia sarà un po’ più bella, è un po’ più giusta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

(Votazione finale ed approvazione – A.C. 3634)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n.3634, di cui si è testé concluso l’esame.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Tidei Latronico, Lotti, Baroni, Ciracì…
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
S. 2081 – «Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze» (Approvato dal Senato) (3634):

Presenti 522
Votanti 423
Astenuti 99
Maggioranza 212
Hanno votato sì 372
Hanno votato no 51.

La Camera approva (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà e Scelta Civica per l’Italia e di deputati dei gruppi Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente e Misto – Vedi votazioni).

(I deputati Censore e Losacco hanno segnalato di non essere riusciti ad esprimere voto favorevole. Il deputato Quintarelli ha segnalato di aver espresso voto di astensione mentre avrebbe voluto esprimerne uno favorevole).

MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, può richiamare la tribuna ?

PRESIDENTE. In tribuna stanno uscendo, deputato (Proteste dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini). Stanno uscendo, stanno uscendo dalla tribuna ! In tribuna non è ammesso fare espressione di consenso, ma stanno uscendo.
Colleghi, avverto che l’esame degli ulteriori argomenti iscritti all’ordine del giorno è rinviato alla seduta di domani.

MASSIMILIANO FEDRIGA. Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, prendo atto che dalla seduta odierna qualsiasi ospite vorrà assistere alle sedute di quest’Aula in tribuna potrà applaudire liberamente senza essere richiamato, senza essere richiamato all’ordine ! Lei non può far applaudire solo quelli che la pensano come lei (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini e di deputati dei gruppi Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente e Misto-Conservatori e Riformisti) ! Sia corretta, sia lei onesta e corretta !

PRESIDENTE. No, non si permetta ! Stia calmo, stia calmo, non si permetta, lasci stare, si contenga ! Ma la smetta !

MASSIMILIANO FEDRIGA. «Stia calmo» lo dice a qualcun altro !

Sull’ordine dei lavori e per la risposta ad uno strumento del sindacato ispettivo (ore 19,46).

ANNA GIACOBBE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANNA GIACOBBE. Presidente, mi unisco ai colleghi e alle colleghe che da qualche settimana pongono alla nostra attenzione ciò che sta accadendo nel settore dei call center: vi lavorano circa 80 mila persone e si rischiano 8 mila esuberi, da oggi a fine anno. Almaviva, Gepin e Uptime hanno già avviato le procedure e sono in corso difficili confronti, che il Governo sta seguendo. Al Governo noi chiediamo, in particolare, che sia fatto rispettare l’articolo 24-bis della legge n.83, a cominciare dall’obbligo per l’operatore di comunicare in apertura di telefonata da quale Stato parta la conversazione; che si vigili sull’applicazione corretta della clausola sociale di salvaguardia occupazionale per le aziende che vincono gli appalti e, in particolare, che il Governo intervenga nei confronti delle aziende pubbliche quotate in Borsa, per evitare forme di massimo ribasso mascherato, che provocano disoccupazione e un peggioramento dei servizi; che i call center, che occupano migliaia di lavoratori, siano considerati, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, alla stregua delle imprese industriali, della logistica e della grande distribuzione, estendendo al settore la cassa integrazione straordinaria; di agire infine con gli strumenti a propria disposizione affinché si arrivi a un contratto di settore, cancellando i contratti pirata e che siano migliorate le strategie di sviluppo per consolidare il settore e permettere l’avvio di investimenti in innovazione e ricerca (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

VINCENZO FOLINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VINCENZO FOLINO. Signora Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace fare questo intervento dopo l’approvazione di una legge così importante, ma da oltre tre anni molti di noi, deputati di provincia e di buonsenso, assistiamo ad interventi fuori luogo e sopra le righe, talvolta ad autentiche sceneggiate, nelle quali spesso si distingue l’onorevole Di Battista, che, da ultimo, lunedì sera, nella trasmissione Piazzapulita, ha esibito un disegnino con una piovra e il simbolo del PD, e sotto il tentacolo «Basilicata» ha collocato, bontà sua, un fotino con il mio nome. Desidererei, signora Presidente, che lei informasse l’onorevole Di Battista che sono iscritto al gruppo di Sinistra Italiana da novembre scorso e che ho lasciato il gruppo del PD, dopo 14 mesi di autosospensione, in seguito all’adozione del cosiddetto «sblocca Italia», solo per ragioni di linea politica.
Nel disegnino, che il citato deputato ha postato anche sul suo profilo Facebook, è riportata sotto il mio nome la scritta «indagato per peculato». Naturalmente, è un’affermazione totalmente falsa, poiché a mio carico vi è unicamente un procedimento presso la Corte dei conti riguardante rimborsi percepiti da consigliere regionale. L’addebito è esclusivamente di natura contabile e mi preme far presente che, invece, nella connessa inchiesta giudiziaria penale, ora in fase dibattimentale presso il tribunale di Potenza, il mio operato sia di consigliere che di presidente del consiglio regionale della Basilicata è stato ritenuto limpido e non soggetto ad alcuna imputazione, tanto meno a quella molto grave di peculato.
Pertanto, ho dato incarico al mio avvocato di procedere alla querela per diffamazione nei confronti dell’onorevole Di Battista. Signora Presidente, si può sbagliare per fobia o per approssimazione, ma non si può perseverare. Chiedo, pertanto, per il suo tramite, al deputato Di Battista se non ritiene di rettificare qui, in Aula, e sui media le affermazioni a me rivolte. La prego, inoltre, di comunicare all’onorevole Di Battista che, a fronte di tale aggressione politica e mediatica, dovrei reagire secondo la cultura contadina lucana, cioè sfidarlo in duello a mani nude in piazza Montecitorio (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà e Partito Democratico).

PRESIDENTE. Concluda, deputato.

VINCENZO FOLINO. Ma la funzione che svolgiamo mi impone di sfidarlo solamente ad un pubblico confronto, magari in Basilicata, terra civile ed accogliente (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà e Partito Democratico).

CARLO SIBILIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLO SIBILIA. Grazie, Presidente. «La Piovra PD» è uno strumento infografico che ha lo scopo di rendere ben visibili i condannati, gli indagati e le persone del PD che a vario titolo sono implicati in scandali e truffe legate alla politica e alla criminalità organizzata. Nella versione attuale della piovra, che è visibile e scaricabile dal sito www.beppegrillo.it, sono indicati oltre cento esponenti del PD. È pertanto comprensibile che ci siano delle imperfezioni (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Il deputato Folino, a suo dire, dice che non è indagato per peculato: pigliamo per buone le sue affermazioni, bensì segnaliamo che è condannato dalla Corte dei conti per rimborsi illegittimi dalla regione Basilicata con sentenza n.11 del 2015.
Invitiamo tutti i cittadini a scaricare e diffondere la piovra PD per segnalarci tutti i casi di connessione tra PD e criminalità organizzata, che verranno sottoposti ad un’adeguata verifica e verranno aggiunti al grafico che è in continuo aggiornamento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Un altro aggiornamento che abbiamo fatto è che c’è scritto anche che Raffaella Paita è indagata: in realtà, Raffaella Paita è sotto processo per omicidio e disastro colposo, per i quali i giudici hanno chiesto due anni e otto mesi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Presidente, io intervengo su qualcosa di più serio, che interessa veramente i cittadini. Stamani c’è stata una manifestazione davanti a Montecitorio, c’erano medici di un sindacato che hanno sottolineato una preoccupazione: che possano essere ridimensionati i servizi di guardia medica. Noi pensiamo che sia un allarmismo, con tutto rispetto di questa posizione, esagerato. È vero, c’è un dibattito nel Paese per riorganizzare questi servizi, per metterli in continuità con l’attività dei medici di famiglia, però, non c’è dubbio, in Italia abbiamo un problema che riguarda l’urgenza e l’emergenza e, quindi, qualsiasi tipo di disegno non può che passare dal rafforzamento di questi presìdi. Ecco perché io ho presentato questa interrogazione e spero che venga discussa, perché il Parlamento non deve essere scavalcato. Aggiungo che sono stato anche ispirato da una vicenda umana tragica, che ha visto purtroppo la morte di una persona che io conoscevo: il professor Angelo Scandiffio di Pisticci Scalo. Era stato colpito da infarto, è stato soccorso da un’autoambulanza non medicalizzata del 118, purtroppo è morto ! Ecco perché io credo che i presidi di urgenza e di emergenza debbono essere rafforzati. Ho voluto riportare in questo Parlamento questa vicenda, anche perché il professore Scandiffio faceva politica, era un uomo di sinistra. Io lo sentivo perché forniva proposte che riguardavano il tema della scuola, però è una vicenda umana che ci deve far riflettere sulla necessità, ripeto, non di diminuire i presìdi che riguardano l’urgenza e l’emergenza, ma di consolidarli e di rafforzarli.

CRISTIAN INVERNIZZI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRISTIAN INVERNIZZI. Grazie, Presidente. Ogni tanto la vis polemica ci trascina in campi che sarebbe opportuno magari non toccare, cosa che è capitata a me nel corso del mio intervento precedente, quando illustravo il mio ordine del giorno, in cui ho citato la storia di una persona. Storia che, purtroppo, io ignoravo e che ritenevo fosse soltanto una storia di attivismo e politica – mi riferisco alla storia di Alessia Ballini, se non sbaglio – e che invece rappresenta anche una storia personale, di vicinanza e di amicizia, oltre che col Presidente Renzi, anche con alcuni parlamentari presenti in Aula. Storia che ignoravo per mia colpa. Quando si sbaglia è giusto chiedere scusa, pertanto mi sembra opportuno presentare le mie scuse, anzitutto alla famiglia di Alessia Ballini, ai suoi amici, all’onorevole Verini qua presente, nonché agli altri amici che ignoro (Applausi).

PRESIDENTE. La ringrazio, deputato Invernizzi, per queste scuse che lei ha voluto rivolgere alla famiglia e a quanti altri si sono sentiti offesi.

Ordine del giorno della seduta di domani.

PRESIDENTE. Comunico l’ordine del giorno della seduta di domani.

Giovedì 12 maggio 2016, alle 9,30:

  1. – Seguito della discussione del disegno di legge:
    Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato (C. 2039-A)
    e delle abbinate proposte di legge: FRANCO BORDO e PALAZZOTTO; CATANIA ed altri; FAENZI ed altri; DE ROSA ed altri (C. 90294811761909).
    — Relatori: Braga, (per l’VIII Commissione) e Fiorio, (per la XIII Commissione), per la maggioranza; De Rosa, Segoni e Zaratti (per l’VIII Commissione), di minoranza.
  2. – Discussione della relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell’ambito di un procedimento penale nei confronti di Francesco Barbato, deputato all’epoca dei fatti (Doc. IV-ter, n.16-A).
    — Relatrice: Carinelli.
  3. – Seguito della discussione delle mozioni Lorefice ed altri n. 1-00698, D’Incecco ed altri n. 1-01229, Binetti ed altri n. 1-01235, Rondini ed altri n. 1-01237, Palese ed altri n. 1-01238, Nicchi ed altri n. 1-01239, Vargiu ed altri n. 1-01240e Milanato ed altri n. 1-01243concernenti iniziative finalizzate al riconoscimento dell’endometriosi come malattia invalidante e al potenziamento delle prestazioni sanitarie e delle misure di sostegno economico e sociale per le donne affette da tale patologia.
  4. – Seguito della discussione delle mozioni Baradello ed altri n. 1-01188, Polverini e Occhiuto n. 1-01236, Tripiedi ed altri n. 1-01241, Simonetti ed altri n. 1-01242, Pizzolante e Bosco n. 1-01244, Miccoli ed altri n. 1-01245, Baldassarre ed altri n. 1-01246, Rizzetto ed altri n. 1-01247e Palladino ed altri n. 1-01251concernenti iniziative per valorizzare i cosiddetti lavoratori maturi nel quadro del prolungamento della vita lavorativa.
  5. – Seguito della discussione dei disegni di legge:
    Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Regno hascemita di Giordania in materia di lotta alla criminalità, fatto ad Amman il 27 giugno 2011 (C. 3285-A).
    — Relatore: Porta.
  6. 1750 – Ratifica ed esecuzione dell’accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall’altra, fatto a Ulan-Bator il 30 aprile 2013 (Approvato dal Senato). (C. 3301).
    — Relatore: Censore.

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Armenia sulla cooperazione e sulla mutua assistenza in materia doganale, fatto a Yerevan il 6 marzo 2009 (C. 3511-A).
— Relatore: Censore.

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Panama per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Roma e a Città di Panama il 30 dicembre 2010 (C. 3530-A).
— Relatore: Porta.

  1. – Seguito della discussione delle mozioni Saltamartini ed altri n. 1-01111, Vezzali ed altri n. 1-01250, Binetti ed altri n. 1-01254, Spadoni ed altri n. 1-01260e Palese ed altri n. 1-01261concernenti iniziative, anche in ambito internazionale, finalizzate al contrasto dei fenomeni di violenza contro le donne, alla luce delle aggressioni occorse a Colonia e in altre città europee nella notte del 31 dicembre 2015.
  2. – Seguito della discussione delle mozioni De Girolamo ed altri n. 1-01205, Vezzali e Monchiero n. 1-01252, Binetti ed altri n. 1-01255, Costantino ed altri n. 1-01256, Rondini ed altri n. 1-01257, Bechis ed altri n. 1-01258, Palese ed altri n. 1-01259e Santerini ed altri n. 1-01263concernenti iniziative per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo.

La seduta termina alle 19,55.

TESTO INTEGRALE DELLA DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO ACHILLE TOTARO SULLA PROPOSTA DI LEGGE (A.C. 3634)

ACHILLE TOTARO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, abbiamo già espresso i motivi della nostra contrarietà a questo provvedimento stamattina durante la dichiarazione di voto sulla fiducia.
Una fiducia che avete posto su un disegno di legge che affronta un tema etico di importanza primaria, un tema rispetto al quale più e più volte il Parlamento aveva già cercato di trovare una soluzione condivisa, che rispettasse la sensibilità di ciascuna forza politica in esso rappresentata ma che – non a caso – non era mai stata trovata.
Approvate, quindi, un testo che rispecchia solo una parte politica, solo una parte della coscienza di questa Nazione, un testo con il quale estendete alle unioni tra persone dello stesso sesso l’intero impianto giuridico che regge l’istituto del matrimonio. E ignorate, volutamente, che il matrimonio rappresenta nel nostro ordinamento uno dei perni centrali, il nucleo fondante della nostra società. Ignorate che il matrimonio come regolamentato nel nostro Codice civile non solo si riferisce senz’altro all’unione fra persone di sesso diverso ma, soprattutto, trae la propria legittimità direttamente dalla Costituzione.
Gli articoli 29, 30 e 31 della nostra Costituzione sono, infatti, dedicati ai temi del matrimonio, della filiazione e della famiglia e al ruolo che a questi istituti è riservato nell’ambito del nostro ordinamento, ne pongono in rilievo la funzione sociale e dettano norme a loro tutela. Distaccandosi dai precedenti testi costituzionali i nostri costituenti vollero infatti esplicitamente riconoscere la famiglia come realtà originaria e primigenia rispetto allo Stato, ma al tempo stesso, trattandone nell’ambito dei «Rapporti etico-sociali» insieme al diritto alla salute e all’istruzione e formazione, ne riconobbero le fondamentali e peculiari funzioni per la promozione e lo sviluppo della persona umana.
Anche le sentenze della Corte costituzionale hanno sempre espresso il diritto delle coppie omosessuali a ricevere una adeguata protezione da parte del nostro ordinamento ma senza che questo ne significasse la equiparazione sic et simpliciter alle coppie unite dal vincolo matrimoniale. Come hanno anche sempre sottolineato il diritto dei minori ad avere una famiglia, al contempo sottolineando, da ultimo nella sentenza n.138 del 2010, che «La giusta e doverosa tutela, garantita ai figli naturali, nulla toglie al rilievo costituzionale attribuito alla famiglia legittima ed alla (potenziale) finalità procreativa del matrimonio che vale a differenziarlo dall’unione omosessuale».
E il timore che dimenticherete anche questo, come avete già tentato di fare al Senato, orientando la riforma delle adozioni che avete in mente nel senso di prevedere che anche questo diritto verrà esteso alle coppie omosessuali, è molto più che fondato.
Contribuendo così ulteriormente a creare questa specie di far west della famiglia, in cui i bambini si ritrovano con genitore 1 e genitore 2, o si ritrovano con una mamma e due papà, o due mamme e un papà, o addirittura si ritrovano frutto di una banale compravendita nel mercato dei figli che deriva dalle pratiche di maternità surrogata.
Ebbene, noi siamo contrari a questo provvedimento, siamo contrarissimi a questo provvedimento; abbiamo presentato una pregiudiziale di costituzionalità per cercare di farvi capire come state svilendo il ruolo che la Carta costituzionale riserva al matrimonio e alla famiglia, abbiamo presentato una questione sospensiva per chiedere almeno che sia realizzata la riforma delle adozioni prima che diventasse legge questo testo. Ma la maggioranza è sorda, troppo abituata a governare a colpi di fiducie, prescindendo dal Parlamento e dalle forze di opposizione che in esse siedono, a fingere che non esista quella parte di questa Nazione che non condivide queste idee e queste leggi. E noi continueremo a sostenere la battaglia proprio di questa parte e continueremo a tentare di fermarvi in questa folle corsa al degrado etico della nostra società.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICEELENCON.1DI2(VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione OGGETTO Risultato Esito
Num Tipo   Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss  
1 Nom. Pdl 3634 – odg 9/1 452 423 29 212 42 381 75 Resp.
2 Nom. odg 9/3634/6 472 398 74 200 38 360 71 Resp.
3 Nom. odg 9/3634/8 472 464 8 233 103 361 71 Resp.
4 Nom. odg 9/3634/11 471 397 74 199 40 357 71 Resp.
5 Nom. odg 9/3634/12 481 469 12 235 109 360 71 Resp.
6 Nom. odg 9/3634/14 483 402 81 202 60 342 71 Resp.
7 Nom. odg 9/3634/15 489 482 7 242 38 444 71 Resp.
8 Nom. odg 9/3634/16 480 405 75 203 41 364 71 Resp.
9 Nom. odg 9/3634/18 482 472 10 237 40 432 71 Resp.
10 Nom. odg 9/3634/19 491 478 13 240 75 403 67 Resp.
11 Nom. odg 9/3634/20 490 470 20 236 60 410 67 Resp.
12 Nom. odg 9/3634/21 497 487 10 244 72 415 65 Resp.
13 Nom. odg 9/3634/22 491 412 79 207 70 342 65 Resp.

F=Voto favorevole (in votazione palese). – C=Voto contrario (in votazione palese). – V=Partecipazione al voto (in votazione segreta). – A=Astensione. – M =Deputato in missione. – T=Presidente di turno. – P=Partecipazione a votazione in cui è mancato il numero legale. – X=Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi è premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l’oggetto, il risultato e l’esito di ogni singola votazione.

INDICEELENCON.2DI2(VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione OGGETTO Risultato Esito
Num Tipo   Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss  
14 Nom. odg 9/3634/23 493 473 20 237 58 415 66 Resp.
15 Nom. odg 9/3634/24 498 414 84 208 63 351 66 Resp.
16 Nom. odg 9/3634/25 499 484 15 243 148 336 64 Resp.
17 Nom. odg 9/3634/26 493 411 82 206 69 342 64 Resp.
18 Nom. odg 9/3634/27 492 482 10 242 149 333 63 Resp.
19 Nom. odg 9/3634/28– I p. 503 493 10 247 147 346 62 Resp.
20 Nom. odg 9/3634/29 490 409 81 205 70 339 61 Resp.
21 Nom. odg 9/3634/30– I p. 507 416 91 209 62 354 60 Resp.
22 Nom. odg 9/3634/31 504 489 15 245 64 425 60 Resp.
23 Nom. odg 9/3634/32 502 490 12 246 62 428 60 Resp.
24 Nom. odg 9/3634/34 486 475 11 238 61 414 59 Resp.
25 Nom. odg 9/3634/36– I p. 482 472 10 237 61 411 59 Resp.
26 Nom. Pdl 3634 – voto finale 522 423 99 212 372 51 37 Appr.
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