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Negli ultimi anni la crescita dell’Intelligenza Artificiale (AI) ha raggiunto nuovi traguardi, trasformando radicalmente il modo in cui svolgiamo le nostre attività quotidiane, lavoriamo e interagiamo online. Questa rapida evoluzione ha altresì generato un impatto significativo sulle professioni e ha ridefinito il panorama dei social media, creando nuove opportunità e sfide.

L’influenza dell’AI ha rivoluzionato il mondo del lavoro, con una serie di conseguenze sia positive che negative. Da un lato l’automazione di compiti ripetitivi e la capacità di elaborare grandi quantità di dati in tempo reale hanno migliorato l’efficienza in settori come la produzione, la logistica e la gestione delle risorse umane. Dall’altro lato, la paura dell’automazione che sostituisce i lavoratori umani è diventata una realtà in alcuni settori, con il rischio di disoccupazione tecnologica.

Le professioni stesse sono state ridefinite dall’AI. Professioni tradizionali, come quelle di avvocati e commercialisti, stanno sperimentando una trasformazione radicale attraverso l’automazione di alcuni processi. Allo stesso tempo, emergono nuove professioni legate all’AI, come quelle degli sviluppatori di algoritmi, degli etici dell’AI e degli specialisti della sicurezza informatica.

Per questo motivo è necessario che i professionisti inizino ad approfondire la conoscenza dell’Intelligenza Artificiale. Questo implicherà un doppio investimento, sia dal punto di vista finanziario, poiché l’adozione dell’AI comporterà notevoli spese in capacità di calcolo e nuovi abbonamenti a software specializzati, sia dal punto di vista del tempo da dedicarvi, considerando che acquisire competenze nell’uso di questa tecnologia richiederà uno sforzo di apprendimento non trascurabile. Sarà necessario che i professionisti sviluppino competenze che permettano di valutare il rischio dell’impiego dell’AI.

Quest’anno arriverà la versione definitiva del Regolamento Ue sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) e sarà anche necessario confrontarsi con il Digital Service Act, il Digital Market Act, il Data Act e il Data Governance Act. Si tratta di normative che condividono la necessità di valutare le attività in termini di rischio e di responsabilizzare maggiormente le big tech rispetto ad una tutela auspicabilmente rafforzata dei diritti degli utenti.

Inoltre, in questa epoca digitale, anche i social sono ormai diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. I social infatti hanno rivoluzionato la comunicazione e la connessione tra individui, ma la loro influenza si estende ben oltre il nostro mondo personale coinvolgendo anche la vita lavorativa. Ad esempio, un settore che ha subìto una significativa trasformazione è quello legale, con gli avvocati che si trovano a navigare in un paesaggio professionale profondamente cambiato.

Infatti, i social media forniscono agli avvocati una piattaforma senza precedenti per costruire la propria immagine e il proprio brand online. La visibilità su piattaforme come LinkedIn, Twitter e Instagram consente ai professionisti di condividere le loro competenze, pubblicare articoli e partecipare a conversazioni rilevanti nel loro settore. Questa visibilità online può essere un elemento chiave per attirare nuovi clienti e costruire relazioni professionali favorendo collaborazioni e networking. Inoltre, le piattaforme social sono diventate una risorsa preziosa per rimanere aggiornati sulle ultime evoluzioni giuridiche. Gli avvocati possono seguire discussioni su Twitter o partecipare a gruppi LinkedIn specifici del settore per rimanere informati sugli sviluppi normativi, le decisioni giurisprudenziali e le sfide emergenti nel loro campo di specializzazione.

D’altro canto però, i social media presentano anche sfide uniche, come la gestione delle crisi e della reputazione online. Un singolo post virale o un commento negativo possono avere un impatto significativo sulla reputazione di un professionista. Pertanto è cruciale che gli avvocati sviluppino competenze nella gestione della propria presenza online in modo professionale ed etico.

In conclusione, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle professioni e l’uso dei social media rappresenta una duplice sfida per i professionisti. L’avanzamento dell’AI ha già rivoluzionato il mondo del lavoro, ridefinendo le competenze richieste e creando nuove prospettive professionali.

In questo scenario in continua evoluzione, è essenziale che i professionisti siano proattivi nell’approfondire la loro conoscenza dell’Intelligenza Artificiale e sviluppino competenze digitali per navigare con successo nel panorama professionale e sociale in rapida trasformazione. L’adozione di nuove tecnologie deve essere accompagnata da una valutazione attenta dei rischi e dalla conformità alle normative emergenti.

In definitiva, per gli avvocati e più in generale per i professionisti l’implementazione responsabile di tecnologie avanzate e la coltivazione delle abilità di gestire la propria presenza online sono chiavi per prosperare in questo nuovo ecosistema digitale, chiamato a realizzare un equilibrio tra l’efficienza tecnologica e la dimensione etica.

Ruben Razzante
Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e fondatore del portale www.dirittodellinformazione.it

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