Nov 10, 2020
Oggi davanti al Tar Lazio il ricorso di un gruppo di medici
Si tiene oggi, avanti al Tar del Lazio, sezione III quater, il procedimento n.6115/2020 avente per oggetto la richiesta di annullamento della nota AIFA-Agenzia Italiana del Farmaco del 26 maggio 2020 recante la “sospensione autorizzazione all’utilizzo di idrossiclorochina per il trattamento del COVID-19 al di fuori degli studi clinici”. Il ricorso è stato depositato nel luglio scorso da alcuni medici, che durante il primo lockdown si sono occupati dei pazienti affetti da Covid 19.
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Nov 6, 2020
Da Interris, testata on line, 6 novembre 2020
All’esito di una settimana difficile il Governo interviene con un nuovo d.P.C.M., il quinto in meno di un mese. È il più classico dei casi della montagna che partorisce il topolino: il decreto contiene ancora una volta misure inadeguate per eccesso e per difetto. Sfugge la razionalità dell’imposizione di un coprifuoco notturno all’intero Paese, pur se è semplice fare della movida un capro espiatorio: ai rischi da movida provvedevano peraltro i precedenti d.P.C.M. Ridurre la capienza massima dei mezzi pubblici ha ben poca efficacia, se non si è a suo tempo garantito un incremento delle flotte (non dei monopattini).
Nella sua insufficienza, il decreto ha almeno evitato una misura ipotizzata nei giorni precedenti: il lockdown degli anziani; a parte la sua inopportunità, sarebbe stato difficile superare i profili di incostituzionalità in cui essa sarebbe incorsa, segnalati dal Centro Studi Livatino.
Nella forma, questo decreto è stato preceduto dall’intensa ricerca da parte del Governo di sponde istituzionali, dalle Regioni a quel Parlamento le cui prerogative in primavera furono ignorate. Ma le modalità con cui è stato redatto paiono il tentativo tardivo di condividere le responsabilità politiche con quanti più soggetti possibile al fine di sviare l’attenzione dalla débâcle organizzativa. Erano i mesi estivi che dovevano utilizzarsi per programmare in modo serio e condiviso l’organizzazione per la seconda ondata, mentre essi sono stati fatti trascorrere con interventi minimi e talvolta estemporanei.
La denuncia di inadeguatezza della compagine governativa, provenuta nei giorni scorsi anche da qualificati esponenti della stessa maggioranza politica che la sostiene, rende necessario un nuovo Governo, che sia di effettiva unità nazionale, capace di adottare le misure necessarie per l’emergenza sanitaria, di organizzare la gestione a regime della situazione sanitaria ed economica, e di ricompattare un Paese “spaesato”, impaurito dal virus, dalla sua narrazione, e oggi anche meno coeso per le spesso irrazionali scelte dell’Esecutivo.
In attesa di ciò, gli Italiani sono chiamati ancora una volta, come spesso nella nostra storia, a fare sostanzialmente da soli. La miglior difesa è il senso di responsabilità poiché, che oltre a rispettare le regole imposte, dovremo adottare le precauzioni e i sacrifici delle libertà necessari per la salute, in particolare delle persone più vulnerabili; e per far sentire queste persone meno sole, magari dedicando loro una telefonata inattesa che potrebbe divenire quotidiana, o un saluto dalla finestra. Sono armi che permetteranno a chi ha forza d’animo di condividerla con chi soffre maggiormente l’ansia e la depressione da emergenza. Oltre ai semi di una rinascita morale già evidenziati commentando per Interris un precedente d.P.C.M., sarà così possibile trarre da questa drammatica esperienza occasione di crescita umana e sociale, insieme con una pratica di carità preziosa.
La reazione all’inadeguatezza dell’azione governativa non può tradursi in un ribellismo più o meno scomposto alle regole stabilite per questa fase, ferma restando l’impugnabilità giudiziaria di quelle illegittime e irrazionali. La sede appropriata per reagire alla storica inadeguatezza del Governo sarà la memoria e, quando ve ne sarà occasione, l’assunzione di responsabilità politica.
Francesco Farri
Centro Studi Livatino
Avvocato e Dottore di ricerca in diritto dell’economia e dell’impresa all’Università La Sapienza di Roma
Nov 6, 2020
1. L’emergenza sanitaria da Covid-19 si è trasformata in crisi economica e finanziaria, e tra i fattori di preoccupazione vi è incremento del rischio usura. L’allarme è stato lanciato a fine settembre dall’allora Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, il prefetto Anna Paola Porzio, in occasione della presentazione nella Sala stampa del Viminale della Relazione annuale 2020[1] (il prefetto Porzio ha poi cessato l’incarico dopo qualche giorno).
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Nov 2, 2020
Fra le misure ipotizzate per il prossimo Dpcm sull’emergenza Covid-19 vi sarebbe la separazione degli “anziani” – categoria che al momento non è ben chiaro da che età dovrebbe partire – dal resto della popolazione, in primis in famiglia. Per costoro, al fine di tutelare la salute pubblica, andrebbero sacrificati diritti fondamentali, fondati nella Costituzione: la libertà personale ex art. 13, la libertà di circolazione ex art. 16, i diritti della famiglia come società naturale ex art. 29.
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Nov 2, 2020
1. Con le scuole chiuse durante la pandemia, in Italia bambini e ragazzi hanno affrontato la prima quarantena per il coronavirus attaccati a smartphone, tablet, giochi elettronici o tv, facendo delle vere e proprie abbuffate tecnologiche, e stanno per ripetere l’esperienza.
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Ott 31, 2020
Riceviamo, e con piacere pubblichiamo, da un medico con notevole esperienza professionale e istituzionale.
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Ott 24, 2020
1. L’aumento dei contagi da Covid 19, con le conseguenti preoccupazioni in ordine alla tenuta del sistema sanitario nazionale, ha spinto Governo e Regioni a emanare provvedimenti restrittivi delle libertà individuali: di movimento, di riunione, di impresa, ecc…; l’aumento della pressione ospedaliera potrebbe determinarne di ulteriori, fino ad un eventuale nuovo lockdown, nazionale o regionale. Al netto della coerenza di questi interventi e delle discutibili modalità di comunicazione degli stessi, non manca chi si interroga sull’impatto di queste misure sulla tenuta socio-economica del Paese, ed evidenzia la necessità di un bilanciamento che porti a ridurre i malati di Covid, fortunatamente molti meno dei contagiati, senza aumentare disoccupazione e povertà. Ma la dialettica tra “esigenze della salute” e “esigenze del PIL”, per quanto necessaria, è insufficiente e rischia di essere fuorviante: il punto non è “salute vs. PIL” ma “salute vs. salute”.
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Ott 14, 2020
1. L’ultimo dPCM in materia di emergenza sanitaria, recante la data del 13 ottobre 2020, ha chiarito un aspetto importante: con riferimento alle feste e ai ricevimenti in abitazioni private, esso specifica alla lett. n) dell’art. 1 che è “fortemente raccomandato” evitarli; non impone divieti la cui violazione sia oggetto di sanzioni, né tanto meno auspica delazioni da parte dei vicini, come incautamente prospettato da qualche ministro nei giorni scorsi.
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Ott 3, 2020
1.Con la fine dell’estate, è ripresa la scuola e sono state riavviate, pur con molti ostacoli e difficoltà, le attività didattiche. Dopo l’ordinaria pausa agostana è ripartita anche la celebrazione dei processi, pur se l’accesso ai palazzi di giustizia è rimasto contingentato non in modo indiscriminato, anche in danno degli operatori qualificati: continuano le restrizioni degli accessi e le limitazioni dell’orario di apertura degli uffici ovvero, in via residuale e per gli uffici che non erogano servizi urgenti, la chiusura al pubblico, con regolamentazione dell’accesso ai servizi previa prenotazione, e con convocazioni ad orari fissi. Il tutto con allungamento dei tempi per adempimenti come il rilascio delle copie, le iscrizioni a ruolo, le consultazioni di registri e di fascicoli.
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