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Regione Toscana e obiezione di coscienza all’aborto: quando la realtà viene ignorata

Regione Toscana e obiezione di coscienza all’aborto: quando la realtà viene ignorata

1. Lo scorso 12 maggio è stata proposta al Consiglio Regionale della Toscana una Risoluzione riguardante l’applicazione della legge n. 194/1978 sulla interruzione volontaria della gravidanza (IVG). I firmatari sono cinque esponenti di diversi gruppi regionali, riconducibili alla maggioranza di governo, eletti in liste di sinistra e del Movimento cinque stelle. Si tratta di una proposta che vorrebbe risolvere il problema del numero eccessivo di obiettori di coscienza rispetto alle IVG, che impedirebbe la regione la corretta applicazione della legge sull’aborto. Il condizionale è d’obbligo, perché il problema, semplicemente, non esiste né in Italia né tantomeno in Toscana.

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Giustizia: “ripartire” veramente!

Giustizia: “ripartire” veramente!

Invito a Governo e Forze politiche del Centro studi Livatino

1. Due settori essenziali per la vita nazionale non sono finora rientrati nella “ripartenza”: la scuola e la giustizia. L’anno scolastico è stato dichiarato chiuso, senza alternative, e non è ben chiaro in che modo riprenderanno le lezioni dopo l’estate. Per la giustizia va allo stesso modo, poiché la sospensione delle attività ordinarie è stata fissata fino al 31 luglio, allorché sarà già iniziato il periodo feriale: quindi, salve ulteriori proroghe, si riprenderà a settembre.

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Dalla “sanatoria” dei migranti: “rilancio” sì, ma della disoccupazione e della illegalità

Dalla “sanatoria” dei migranti: “rilancio” sì, ma della disoccupazione e della illegalità

È una sanatoria indiscriminata. È difficile che porti beneficio a lavoratori sfruttati. Farà crescere la concorrenza sleale, immettendo nel mercato del lavoro stranieri con titolo di soggiorno regolare, che però saranno fatti operare in nero”. Natale Forlani non ha dubbi sugli esiti cui condurrà il sistema previsto dall’art. 103 del D.L. n. 34/2020, il cui contenuto è stato illustrato su questo sito giovedì scorso: già segretario nazionale confederale della CISL, dal 2000 al 2010 a.d. di Italia Lavoro, agenzia strumentale del Ministero del Welfare, della quale è stato pure presidente, dal 2010 – fino al momento id andare in pensione – ha ricoperto l’incarico di direttore generale dell’Immigrazione nello stesso dicastero. Ha quindi la competenza e l’esperienza adeguate per valutare il provvedimento fortemente voluto dalla ministra Bellanova.

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Migranti – È una sanatoria. E sarà un flop

Migranti – È una sanatoria. E sarà un flop

Non dubito della volontà, espressa con passione dalla ministra Teresa Bellanova, di dare dignità ai lavoratori sfruttati al di fuori di qualunque regola, facendoli fuoriuscire dal “sommerso”: la storia personale della titolare dell’Agricoltura e l’impegno, prima sindacale poi politico, da lei sempre profuso in tale direzione hanno motivato, insieme con l’obiettiva gravità del fenomeno, l’inserimento del provvedimento di regolarizzazione all’interno del d.l. c.d. “rilancio”. A tale primario obiettivo si è aggiunto quello di permettere che la raccolta dei prodotti agricoli e l’offerta di lavoro domestico in questo periodo non conosca rallentamenti. Le intenzioni tuttavia sono importanti per dare impulso a un testo di legge: poi i conti vanno fatti col tenore letterale dello stesso.

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Il “5 maggio” della Corte cost. tedesca: “ei fu” per l’UE? – 2

Il “5 maggio” della Corte cost. tedesca: “ei fu” per l’UE? – 2

1. Per gran parte dei commentatori, la portata dirompente della sentenza della Corte costituzionale tedesca sta nella pretesa di sottrarsi ai vincoli della pronuncia della Corte di Giustizia europea di Lussemburgo: “Tre sono gli aspetti di violazione del diritto comunitario. Il primo è legato alla politica monetaria: competenza esclusiva dell’Unione. Il secondo è il principio secondo il quale le sentenze della Corte europea di giustizia sono vincolanti per le magistrature nazionali. Infine, la sentenza di Karlsruhe mette in dubbio la supremazia del diritto comunitario sul diritto nazionale”, così Federico Fabbrini, professore di diritto europeo alla Dublin City University.

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Il “5 maggio” della Corte cost. tedesca: “ei fu” per l’UE? – 1

Il “5 maggio” della Corte cost. tedesca: “ei fu” per l’UE? – 1

Torno sulla sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 5 maggio, per la sua obiettiva importanza, al fine di dare conto dei passaggi giuridici che hanno condotto non solo e non tanto alla sostanziale pronuncia di non conformità del QE– quantitative easing della BCE–Banca Centrale Europea alla legge fondamentale della Repubblica di Germania, quanto alla rivendicata legittimazione del giudice delle leggi dello Stato nazionale ad andare in contrario avviso a quanto statuito dalla CJEU -Corte europea di Giustizia di Lussemburgo, e quindi a compromettere il primato del diritto dell’UE su quello interno.

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DL “rilancio” e smart working: conferma di una indebita ingerenza nell’organizzazione delle imprese

DL “rilancio” e smart working: conferma di una indebita ingerenza nell’organizzazione delle imprese

Finalmente è stata diffusa nei giorni scorsi la bozza dell’ex Decreto Aprile, poi diventato Decreto Maggio e, da ultimo, ribattezzato Decreto Rilancio nel tentativo di fornire aiuto e sostegno a famiglie, lavoratori ed imprese che, a seguito di mesi di lockdown dovuti all’imprescindibile tutela del diritto alla propria salute, si accingono a superare un’ulteriore crisi, questa volta sul piano economico.

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Turismo: imporre i voucher viola i diritti del consumatore?

Turismo: imporre i voucher viola i diritti del consumatore?

Poiché, come tutti abbiamo sperimentato, per fronteggiare l’emergenza Covid-19 è stata limitata la libertà di movimento dei soggetti e, conseguentemente, la loro possibilità di viaggiare e di fruire di offerte di turismo nel periodo coperto dalle misure di contenimento, prima di analizzare le disposizioni emanate in ragione della situazione di pandemia, è necessario sintetizzare la normativa della risoluzione per impossibilità sopravvenuta dei c.d. pacchetti turistici[1].

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Il parere del Comitato Nazionale di Bioetica su pandemia e risorse disponibili

Il parere del Comitato Nazionale di Bioetica su pandemia e risorse disponibili

Con il parere del 15 aprile 2020, “Covid 19: la decisione clinica in condizioni di carenza di risorse e il criterio del “triage in emergenza pandemica”, il Comitato Nazionale di Bioetica è intervenuto sul tema della possibile selezione per l’accesso alle cure di terapia intensiva e rianimazione in una fase di emergenza come quella in corso. Il documento merita particolare attenzione per più ragioni.

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APP, lost in D.L.

APP, lost in D.L.

Non ho alcuna conoscenza in tema di app. Mi interessa, e non poco, l’uso dell’app al fine di prevenire i contagi Covid-19. Seguo fino a un certo punto le polemiche quotidiane sull’individuazione del gestore, sulla sua affidabilità, sulla difficile interlocuzione fra il Governo, in particolare il ministro dell’Innovazione, e il Parlamento, in particolare il Copasir. Tuttavia, poiché il lavoro che svolgo è applicare norme di legge a vicende concrete controverse, ho provato a studiare la prima norma avente forza di legge che dalla dichiarazione dello stato di emergenza disciplina il “sistema di allerta Covid-19”: quella dell’art. 6 del decreto legge n. 28 del 30 aprile 2020. La riporto per intero alla fine di questa nota, sì che chiunque lo desideri, senza perdere tempo a cercarla, potrà verificare se gli interrogativi che seguono siano corretti, oppure no.

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