Il discrimine non è geografico ma ideologico, e sta nell’accettazione o meno dei ‘valori’ che chiamano ‘nuovi diritti’ i desideri, impongono l’aborto come diritto e il gender come strumento educativo per gli adolescenti, ed evocano la supremazia giudiziaria sulle istituzioni rappresentative, senza trascurare l’esaltazione dell’ecologismo più demenziale.