CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO
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Che cosa è più “europeista”, la concretezza di Varsavia o le chiacchiere di Capalbio?
Il discrimine non è geografico ma ideologico, e sta nell’accettazione o meno dei ‘valori’ che chiamano ‘nuovi diritti’ i desideri, impongono l’aborto come diritto e il gender come strumento educativo per gli adolescenti, ed evocano la supremazia giudiziaria sulle istituzioni rappresentative, senza trascurare l’esaltazione dell’ecologismo più demenziale.
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L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino
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Ipse dixit
Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale.”
Leone, XIV, 25.10.2025
Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:
Legge omofobia, perché non va










