Giornata di studi in onore di Mauro Ronco
Mercoledì 15 aprile 2026, presso l’Università Europea di Roma, si è svolta una Giornata di studi in onore di Mauro Ronco.
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Mercoledì 15 aprile 2026, presso l’Università Europea di Roma, si è svolta una Giornata di studi in onore di Mauro Ronco.
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Il presente contributo propone una lettura di 8½ come opera paradigmatica della crisi dell’identità e dell’autenticità nell’uomo contemporaneo, alla luce di alcune categorie centrali della filosofia morale moderna e contemporanea. Attraverso un confronto implicito con il pensiero di Sartre, Kierkegaard e Nietzsche, il film viene interpretato come rappresentazione della tensione tra libertà e responsabilità, tra autoinganno e verità, tra nichilismo e possibilità etica. La figura di Guido Anselmi emerge come emblema di una soggettività incapace di scegliere, sospesa tra molteplici possibilità non realizzate. L’analisi evidenzia come la crisi creativa del protagonista sia, in realtà, una crisi morale, e come l’accettazione finale della propria frammentazione apra uno spazio problematico ma autentico per l’agire etico.
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Giovedì 9 aprile 2026 presso l’aula magna dell’Università Europea di Roma si è tenuto un “Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata”, organizzato dal predetto Ateneo in collaborazione con il Centro Studi Rosario Livatino. L’evento ha rappresentato una importante occasione di confronto internazionale su un tema che sul piano normativo interseca competenze multidisciplinari e su quello della casistica travalica i confini nazionali, per via del frequente ricorso a detta pratica in Stati esteri, diversi da quelli di origine del soggetti committenti. Le Nazioni in cui la maternità surrogata è vietata (Italia e Polonia sono tra queste), poste di fronte al “fatto compiuto” all’estero, si trovano così costrette ad affrontare complesse questioni di diritto penale, civile, amministrativo e minorile.
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Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è intervenuto al Convegno “La tutela della persona nella regolazione dell’intelligenza artificiale”, presso l’Università Sapienza di Roma.
Di seguito il video e il testo dell’intervento.
La favola delle api di Bernard de Mandeville viene collocata nel contesto storico, religioso e politico dell’Inghilterra tra XVII e XVIII secolo, segnato dalla crisi della morale cristiana tradizionale e dall’ascesa della società commerciale. L’opera viene interpretata come una critica radicale alla virtù e alla rinuncia cristiana, nonché come una riflessione proto-giuridica sul diritto inteso quale tecnica di regolazione degli interessi piuttosto che come espressione di giustizia morale. Attraverso l’allegoria dell’alveare, Mandeville mostra come l’ordine sociale e giuridico possa fondarsi sull’organizzazione dei vizi. L’articolo sviluppa il valore letterario dell’opera, ne esamina il paradosso morale, le implicazioni per il diritto e ne critica le premesse, con particolare attenzione alla prospettiva cristiana.
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