Ott 16, 2021
L’ondata culturale per il riconoscimento giuridico dell’aiuto al suicidio e della morte inflitta deliberatamente con il consenso della vittima (la c.d. eutanasia) è l’effetto di una cultura anti-solidaristica, in cui san Giovanni Paolo II ha visto quasi l’espressione di una vera «cultura di morte»[1]. Se costituisce oggetto di un obbligo morale contrastare la richiesta di erodere la tutela giuridica della vita, non meno importante è comprendere sul piano intellettuale i fattori causali che rendono il corpo sociale disponibile a dare l’assenso a riforme che abbattono gli steccati giuridici a protezione della vita. L’adesione di una consistente porzione della nostra società alla proposta referendaria di abrogare le norme di legge a tutela della vita deve condurre a una riflessione profonda. Il problema, prima che morale e giuridico, è antropologico.
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Ott 14, 2021
1. La questione del possibile contrasto delle decisioni degli organi della UE, in particolare della Corte del Lussemburgo, con gli ordinamenti costituzionali dei singoli Stati membri, di cui alla sentenza del Tribunale costituzionale polacco del 7 ottobre scorso va ben oltre quella Polexit che gran parte dei commentatori continua ad agitare come pressocché inevitabile effetto della affermata superiorità della legge costituzionale nazionale.
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Ott 13, 2021
Di Alfredo Mantovano, da Tempi mensile, ottobre 2021.
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Ott 12, 2021
La delega fiscale approvata dal Governo è nella sostanza una scatola vuota, a causa della indeterminatezza dei criteri direttivi che essa contiene. Alla genericità delle formulazioni corrisponde estensione massima dei poteri di chi eserciterà la delega, e quindi di fatto violazione della riserva di legge in materia tributaria. Alla fine quel che inciderà nella vita quotidiana degli italiani dipenderà dalla capacità delle forze politiche di esprimere esperti di valore nelle commissioni tecniche che scriveranno le nuove disposizioni.
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Ott 11, 2021
Nel giorno del 450° anniversario della vittoria a Lepanto della Lega cristiana contro la flotta dell’Impero ottomano, che ha garantito all’Europa di giungere al Terzo millennio ancora, almeno formalmente, cristiana, il Tribunale costituzionale della Polonia avrebbe compiuto, secondo quasi tutti i commentatori e media, un passo decisivo verso la Polexit, cioè verso l’uscita di Varsavia dalla Ue, quantomeno nella forma della “‘Polexit legale’: “il Paese resta membro dell’Unione europea, ma scivola fuori dalla cooperazione a livello giudiziario, uno dei cardini dell’Ue”(IlFattoQuotidiano.it), nonostante le più ampie rassicurazioni, in senso contrario, del governo polacco. È realmente così?
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