Tra decadenza e sopravvivenza: la filosofia del reale in “Brutti, Sporchi e Cattivi”

Tra decadenza e sopravvivenza: la filosofia del reale in “Brutti, Sporchi e Cattivi”

Il film “Brutti, Sporchi e Cattivi” di Ettore Scola, ambientato nella periferia di Roma negli anni Settanta, dipinge la vita di una famiglia di venticinque persone che vivono in una baraccopoli. Al centro della narrazione c’è il patriarca Giacinto Mazzatella, un uomo pugliese, guercio e despota, che tratta i suoi familiari con brutalità e avarizia. La trama ruota attorno alla sua ossessione per un milione di lire risarcimento per la perdita di un occhio, che nasconde con paranoica gelosia. La vita familiare è segnata da conflitti, povertà e intrighi: Giacinto si innamora di una prostituta napoletana e dilapida i suoi risparmi, mentre i suoi familiari, esasperati, cercano di eliminarlo tramite un piano di avvelenamento. Dopo numerosi fallimenti e disastri, Giacinto tenta di vendere la baracca e si scontra con un’altra famiglia di sfollati. La storia si conclude con la famiglia riunita, mentre la gravidanza di una nipote suggerisce un futuro perpetuo di miseria e conflitti.

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Sulla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Parigi

Sulla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Parigi

Cum clamárem ad Dóminum, exaudívit vocem meam, ab his qui appropinquant mihi: et humiliábit eos qui est ante sæcula et manet in ætérnum: iacta cogitátum tuum in Dómino et ipse te enútriet
Sal 54, 17, 18, 20, 23

1. Accade talora che gli accadimenti più tristi, soprattutto, quando si è impotenti in ordine al loro prodursi, siano mentalmente rimossi al fine di sottrarsi alla sofferenza che provocano. Per qualche giorno ho taciuto di fronte allo spettacolo distopico in cui si è consumata la cerimonia inaugurale dei giochi olimpici di Parigi. Avverto però l’obbligo morale, sia quale cittadino che ha patito una grave ingiustizia, sia quale credente cattolico in Nostro Signore Gesù Cristo e nella Santa Eucarestia, di esprimere razionalmente alcuni motivi dell’indignazione per gli eventi dissacratori esibiti a miliardi di uomini e donne in ogni luogo del mondo.

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Il processo di Kafka: una critica filosofica del diritto moderno

Il processo di Kafka: una critica filosofica del diritto moderno

Il “Processo” di Franz Kafka rappresenta un potente e inquietante ritratto delle dinamiche di potere all’interno del sistema giudiziario, concentrandosi sull’arbitrarietà della legge, la burocratizzazione della giustizia e l’alienazione dell’individuo. Attraverso l’odissea giudiziaria di Josef K., Kafka smaschera l’inaccessibilità e l’opacità del sistema giudiziario, mettendo in luce la disumanizzazione e l’impersonalità della macchina legale.

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Giudizio e pregiudizi del giudice. Il dovere di terzietà e imparzialità

Giudizio e pregiudizi del giudice. Il dovere di terzietà e imparzialità

1-Il dovere della imparzialità: terzietà, indipendenza e neutralità del giudice; 2- L’imparzialità apparente e la parzialità nascosta; 3- Alcuni casi di parzialità e apparente imparzialità; 4- Il rafforzamento del diritto e il giudice giusto e indipendente; 5- Come un giudice può essere giusto e indipendente: la testimonianza del giudice Livatino.

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Allarme dipendenze tra i giovani

Allarme dipendenze tra i giovani

La preoccupante situazione di degrado materiale, morale e culturale che sta interessando i minori è Italia è stata oggetto dell’audizione tenuta dal dott. Antonio Sangermano – Capo del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità – il 2 luglio scorso dinanzi alla Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

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