Decreto su comitati etici e suicidio assistito, interrogazione al ministro della Salute

Decreto su comitati etici e suicidio assistito, interrogazione al ministro della Salute

A seguito della presa di posizione di 70 associazioni, fra cui il Centro Studi Rosario Livatino, sulla bozza di decreto del ministro della Salute in tema di disciplina dei comitati etici (https://www.centrostudilivatino.it/associazioni-nella-gara-per-la-morte-il-dm-speranza-viola-il-parlamento-%ef%bf%bc/) , l’on. Maria Teresa Bellucci, del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, ha presentato nella seduta del 4 febbraio 2022 l’interrogazione parlamentare che segue.

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ASSOCIAZIONI: NELLA “GARA PER LA MORTE”.IL DM SPERANZA VìOLA IL PARLAMENTO.

ASSOCIAZIONI: NELLA “GARA PER LA MORTE”.IL DM SPERANZA VìOLA IL PARLAMENTO.

«Nella gara a chi taglia per primo il traguardo di procurare la morte, finora ‘limitata’ alla competizione fra il referendum per l’omicidio del consenziente e il testo Bazoli pendente in Aula alla Camera, irrompe il ministro della Salute, con la bozza di decreto resa nota ieri, che sarà sottoposta alla Conferenza Stato-Regioni, di modifica della disciplina dei Comitati etici territoriali». Così un comunicato di oltre 70 associazioni a commento della bozza di Decreto ministeriale che dovrebbe istituire i Comitati Etici previsti dall’ormai datata legge 3/2018 (c.d. “Lorenzin”) in sostituzione dei circa 90 comitati territoriali. In tale bozza di Decreto ai nuovi Comitati si darebbe anche il compito di emanare i pareri nei casi di eutanasia negli ospedali.

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Eutanasia, le ragioni del no. Il referendum, le legge, le sentenze – Aggiornamento con gli emendamenti approvati in Commissione

Eutanasia, le ragioni del no. Il referendum, le legge, le sentenze – Aggiornamento con gli emendamenti approvati in Commissione

Premessa. Eutanasia, le ragioni del no. Il referendum, le legge, le sentenze https://www.edizionicantagalli.com/shop/eutanasia-le-ragioni-del-no/ (d’ora in avanti denominato ‘libro’) è stato pubblicato nel novembre 2021. Resta valida la parte del volume, che contiene la lettura articolo per articolo del testo Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita, risultante dall’unificazione delle proposte di legge C. 2 d’iniziativa popolare, C. 1418 Zan, C. 1586 Cecconi, C. 1655 Rostan, C. 1875 Sarli, C. 1888 Alessandro Pagano, C. 2982 Sportiello e C. 3101 Trizzino: la trattazione si basa sull’articolato, di cui è relatore l’on Alfredo Bazoli, alla stregua del quale si è avviata la discussione nelle Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera. Durante l’iter il relatore ha proposto, e le Commissioni hanno accolto, emendamenti al testo (d’ora in avanti denominato ’t.u.’), che è stato approvato in sede referente nella seduta del 9 dicembre 2021: su di esso il 13 successivo è iniziato l’esame in Aula.

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Comunicato stampa associazioni: la proposta di legge sul suicidio assistito è “cultura dello scarto”

Comunicato stampa associazioni: la proposta di legge sul suicidio assistito è “cultura dello scarto”

Non possiamo rimanere convinti – osservano in una nota circa 60 associazioni – da un articolo pubblicato oggi su La Civiltà cattolica in tema di norme sul suicidio assistitoSorprende, infatti, che una testata autorevole, da cui ci si attende eco del Magistero della Chiesa, rischi posizioni che -seppur indirettamente- possono dar campo di fatto a quella ‘cultura dello scarto’, dai cui effetti negativi richiama costantemente Papa Francesco. Ciò avviene -spiegano- in quanto ci semrbano fraintese le norme già approvate e quelle in discussione. L’articolo dà una lettura positiva della legge n. 219/2017, la quale permette invece la morte sulla base di un inammissibile ‘ora per allora’ e ha creato le basi per la sentenza della Corte costituzione sul ‘caso Cappato’ sull’aiuto al suicidio. Apre al testo sulla c.d. ‘morte volontaria medicalmente assistita’, in discussione alla Camera, negando che sia un testo eutanasico, quando al suo interno ogni singola norma va in quella direzione, inclusa quella che – pur in presenza del diniego del medico e del Comitato per la valutazione clinica – stabilisce che il giudice può comunque decidere per il decesso”. “Né si deve –aggiungono- nemmeno dare l’impressione di cedere al ricatto referendario, prima ancora che la Consulta si esprima sull’ammissibilità del quesitoQuesta presa di posizione, al netto delle intenzioni dell’articolista, sarà certamente valorizzata dai sostenitori della ‘morte di Stato”. Le Associazioni ritengono, poi, che, “laicamente, e in adesione al dato antropologico” sia ora necessario “ribadire che la tutela della vita e l’affiancamento di chi soffre è una battaglia di ragione e di civiltà, che dovrebbe, perciò, interessare tutti, e che certamente muove chi porta nel nome l’ideale di una civiltà cattolicaauspicando, dunque, l’intensificazione di un dialogo con questo intento certamente comune”. “E -concludono- se a tutti chiediamo di riflettere se possa essere ragionevole scartare la vita, alle istituzioni rivolgiamo uno specifico pressante appello affinché la sostengano nei momenti più difficili attraverso cure palliative effettive e capillari nei territori italiani e con un’assistenza domiciliare h24”.

Con preghiera di pubblicazione, si ringrazia per l’attenzione.

Alleanza Cattolica, Ass. Amici di Lazzaro, Ass. Cuore Azzurro, Ass. Cerchiamo il Tuo volto, Collatio.it, Associazione Commercialisti Cattolici, Ass. Convergenza Cristiana, Ass. Costruire Insieme, Ass. Culturale Zammeru Masil, Ass. Difendere la vita con Maria, Ass. Esserci, Ass. Etica & Democrazia, Ass. FamigliaSI, Ass. Family Day- Difendiamo I Nostri Figli, Ass. Il Crocevia, Ass. L’albero, Ass. Liberi e Forti, Associazioni Medici Cattolici Italiani, Ass. Nuova Generazione, Ass. naz. Pier Giorgio Frassati, Ass. Nonni 2.0, Ass. Non si tocca la famiglia, Ass. Progetto culturale, Ass. Proposte per Roma, Ass. Pro Vita & Famiglia, Ass. Generazione Famiglia, Ass. Radici, Ass. Rete Popolare, Ass. Risveglio, Ass. Umanitaria Padana, Ass. Vita Nuova – Rete Italia Insieme, Ass. Vivere Salendo, Associazione volontariato Opera Baldo, Avvocatura In Missione, Associazione Nazionale Autonoma Professionisti (A.N.A.P.S.), Centro Italiano di Promozione e di Assistenza per la Famiglia, Centro internazionale Giovanni Paolo II e per il magistero sociale della Chiesa, Centro Studi Livatino, Comitato SALE per la dottrina sociale, Civiltà dell’Amore, Commissario Lazio Accademia di storia dell’arte sanitaria, Confederazione internazionale del clero, CulturaCattolica.it, Fondazione De Gasperi, Fondazione Fiorentino Sullo, Forum Cultura Pace e Vita Ets, Forum delle Associazioni sociosanitarie, International Family News, La Casa dei Diritti, Movimento Per: Politica, Etica, Responsabilità, Movimento Regina dell’amore, Osservatorio di bioetica di Siena, Osservatorio parlamentare “Vera lex?”, Comitato scientifico Fondazione Fiorentino Sullo, Presidenza Comitato scientifico UCID, Presidenza onoraria Società italiana di bioetica e comitati etici, Rete Liberi di educare, Steadfast, coordinamento Polis pro persona (info@polispropersona.it)

Suicidio assistito:una corsa per la morte nel caos dei Comitati etici

Suicidio assistito:una corsa per la morte nel caos dei Comitati etici

‘Suicidio assistito, primo via libera ad un malato italiano’, così titolano le testate che si occupano della vicenda di ‘Mario’, dopo il parere rilasciato dal Comitato etico regionale delle Marche. Ma è realmente così? La versione integrale del parere non autorizza questa conclusione, intanto perché, nella confusione normativa attuale, se un qualsiasi Comitato etico avesse autorizzato un suicidio assistito avrebbe violato la legge, poiché sarebbe andato oltre le competenze che le varie disposizioni gli riconoscono. E poi perché, chiamato dal Tribunale di Ancona a verificare la sussistenza nel caso specifico delle condizioni previste dalla Corte costituzionale con la c.d. sentenza Cappato, a proposito del requisito della sofferenza intollerabile il Comitato parla di ‘elemento soggettivo di difficile interpretazione’, di difficoltà nel ‘rilevare lo stato di non ulteriore sopportabilità di una sofferenza psichica’, e di ‘indisponibilità del soggetto ad accedere ad una terapia antidolorifica integrativa’.

Al netto delle suggestioni mediatiche, l’avv. Domenico Menorello, dell’Osservatorio parlamentare Vera lex? affronta i nodi problematici dei Comitati etici, correlati alla procedura di ‘fine vita’.

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Perché il quesito referendario sull’omicidio del consenziente non è ammissibile

Perché il quesito referendario sull’omicidio del consenziente non è ammissibile

Dopo la verifica formale da parte dell’Ufficio per i referendum della Corte di Cassazione, la Corte costituzionale è chiamata a valutare i profili di ammissibilità di un quesito impropriamente denominato ‘eutanasia legale’, ma che in realtà prescinde da qualsiasi requisito di salute della persona, e punta a rendere la vita un bene assolutamente disponibile, subordinato soltanto alla espressione del consenso da parte della vittima. Gli avvocati Francesco Paolo Garzone e Iacopo Iacobellis illustrano le ragioni di non ammissibilità del quesito, riprendendo il testo della relazione da loro svolta al convegno “Eutanasia legale. Le ragioni del si e del no a confronto”, tenuto a Palagianello (TA) al Teknè–Centro di esperienza socio culturale il 16 settembre 2021. Sul tema su questo sito cf. da ultimo https://www.centrostudilivatino.it/referendum-eutanasia-ovvero-la-vita-completata-quale-regola-per-darsi-la-morte/

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Referendum eutanasia, ovvero la ‘vita completata’ quale regola per darsi la morte

Referendum eutanasia, ovvero la ‘vita completata’ quale regola per darsi la morte

L’ondata culturale per il riconoscimento giuridico dell’aiuto al suicidio e della morte inflitta deliberatamente con il consenso della vittima (la c.d. eutanasia) è l’effetto di una cultura anti-solidaristica, in cui san Giovanni Paolo II ha visto quasi l’espressione di una vera «cultura di morte»[1]. Se costituisce oggetto di un obbligo morale contrastare la richiesta di erodere la tutela giuridica della vita, non meno importante è comprendere sul piano intellettuale i fattori causali che rendono il corpo sociale disponibile a dare l’assenso a riforme che abbattono gli steccati giuridici a protezione della vita. L’adesione di una consistente porzione della nostra società alla proposta referendaria di abrogare le norme di legge a tutela della vita deve condurre a una riflessione profonda. Il problema, prima che morale e giuridico, è antropologico.

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