Norme ingiuste e incostituzionali, legislatore rifletta

     (ANSA) – ROMA, 19 GEN – Un supplemento di riflessione da parte del Parlamento sul ddl Cirinnà perché non proceda all’ approvazione di leggi “ingiuste e incostituzionali”. A chiederlo sono i tanti giuristi che hanno sottoscritto l’ appello del ‘ Centro studi Livatino’ contro il provvedimento che introduce le unioni civili.

    Ad oggi, spiega il centro Studi “le sottoscrizioni sono arrivate a quota 321, tra loro presidenti o vicepresidenti emeriti della Corte Costituzionale come Riccardo Chieppa e Fernando Santosuosso, che si aggiungono a Paolo Maddalena; docenti universitari che hanno fatto la storia dell’ Accademia in Italia, come Ferrando Mantovani, Pierangelo Catalano, Ivo Caraccioli, di costituzionalisti come Luca Antonini e Felice Ancora, civilisti come Paolo Papanti Pelletier; magistrati ordinari con competenza specifica nel settore dei minori  come Simonetta Matone e M. Cristina Rizzo e Alda Maria Vanoni, o già componenti del Consiglio Superiore della Magistratura come Antonello Racanelli, Fabio Massimo Gallo e Francesco Mario Agnoli; magistrati di altre giurisdizioni, come Salvatore Sfrecola, presidente di sezione della Corte dei Conti e avvocati con incarichi rappresentativi del mondo forense, come Carlo Testa”.

    Fra le perplessità sollevate al provvedimento ‘ Cirinnà’:  “la sovrapposizione, contenuta nel ddl, del regime matrimoniale a quello delle unioni civili, la cui sostanza fa parlare a pieno titolo di “matrimonio” fra persone dello stesso sesso” si spiega. “Il danno per il bambino derivante dall’ adozione same sex, con la eliminazione di una delle figure di genitore e la duplicazione dell’ altra, la circostanza che si giungerebbe direttamente alla legittimazione dell’ utero in affitto”. “Col pretesto di ampliare il novero dei ‘ diritti’ – concludono i firmatari dell’ appello – in realtà l’ approvazione del ddl moltiplicherebbe mortificazione e danni, anzitutto alle donne e ai bambini. Per questo si auspica un impegno del Legislatore e delle istituzioni per un rilancio effettivo della famiglia e perché non si proceda oltre nell’ approvazione di leggi, come il ddl Cirinnà, ingiuste e incostituzionali”. (ANSA).

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