AgCom e maternità surrogata: quando l’authority non vigila

AgCom e maternità surrogata: quando l’authority non vigila

1. Sui motori di ricerca internet compaiono con evidenza pubblicità riguardanti centri per la maternità surrogata. Il prof. Alberto Gambino, presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet, solleva il problema di tali pubblicità, poiché rivolte verso pratiche sanzionate penalmente; fra gli altri, l’art. 12 co. 6 della legge n. 40/2004 stabilisce che “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro”. E per questo sollecita l’intervento di AgCom-Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, cui spetta in prima battuta l’inibizione degli spot.

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25/11- tutelare la dignità della donna quale antidoto alla violenza

25/11- tutelare la dignità della donna quale antidoto alla violenza

Nell’episodio conclusivo delle narrazioni storiche aventi ad oggetto la reconquista spagnola della penisola iberica il sultano di Granada, Boabdil, volgendo per l’ultima volta il suo sguardo alla Alhambra perduta, scoppia in un pianto che suscita la reazione della madre, ʿĀʾisha bint Muhammad al-Ḥorra, da cui viene ammonito con la celebre frase: «non piangere come una donna per quello che non hai saputo difendere da uomo».

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Scuola in Puglia: se il Tar suona la campanella il caos entra in aula

Scuola in Puglia: se il Tar suona la campanella il caos entra in aula

Prima il conflitto tra le due articolazioni del Tar Puglia. Poi un’ordinanza della Regione che “rimescola le carte”. Infine la chiusura della partita con un nuovo provvedimento del Tar Bari. In pochi giorni la terra di Puglia è stata teatro di un mach con molti protagonisti, senza vincitori, con due vittime certe: la scuola e quella che una volta si chiamava la “certezza del diritto”. Andiamo per ordine.

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Consiglio UE di oggi: chi “ricatta” chi sul Recovery fund?

Consiglio UE di oggi: chi “ricatta” chi sul Recovery fund?

Che c’entra il gender col bilancio UE? Perché le riserve di Ungheria e Polonia sono fondate

1. Viktor Orban e Mateusz Morawiecki, Primi Ministri rispettivamente di Ungheria e Polonia, vengono descritti in queste ore da larga parte dei media come gli affamatori delle genti d’Europa, bisognose delle provvidenze economiche del Recovery Fund dell’UE. L’annuncio di negare la loro approvazione al bilancio dell’Unione per il periodo 2021-2027, che deve ottenere l’assenso degli Stati membri prima dell’approvazione da parte del Parlamento europeo, è tacciato in modo quasi unanime come un ricatto per sottrarsi alla condizionalità sullo Stato di diritto, sulla quale il Parlamento europeo e la presidenza tedesca del consiglio dell’Ue hanno raggiunto un accordo preliminare, che dovrebbe essere definitivamente approvato in occasione della odierna seduta del Consiglio europeo (su di esso https://www.centrostudilivatino.it/la-commissione-ue-profitta-del-covid-per-imporre-lideologia-lgbtq/).

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Covid 19, crisi economica e incremento del lavoro minorile

Covid 19, crisi economica e incremento del lavoro minorile

1. Uno studio aggiornato dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dell’UNICEF informa che milioni di bambini rischiano di essere spinti verso il lavoro a causa della crisi economica innescata dalla pandemia, che potrebbe portare a un incremento del fenomeno dopo 20 anni di risultati positivi conseguiti. Secondo il rapporto “COVID-19 and child  labour: A time of crisis, a time to act”, il numero di bambini che lavorano in età precoce è diminuito di 94 milioni rispetto al 2000, ma si rischia una inversione di marcia[1].

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