Lug 22, 2025
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente contributo del direttore del CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni), Massimo Introvigne.
Un disegno di legge mira a introdurre nel Codice Penale un nuovo articolo 613-quarter così formulato: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nell’ambito di un gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o a sfruttare una condizione di dipendenza psicologica o fisica dei partecipanti, induce taluno in un perdurante stato di soggezione tale da escludere, o da limitare in modo rilevante, la libertà di autodeterminazione o la capacità di discernimento, è punito con la reclusione da tre a otto anni. Se il fatto è commesso in danno di persona minore di anni diciotto, la pena non può essere inferiore a sei anni di reclusione”.
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Lug 19, 2025
Il romanzo storico-filosofico di Marguerite Yourcenar offre il pretesto per interrogare – con lo sguardo disincantato di un giurista e filosofo – la natura del potere imperiale, la tensione fra legge e libertà, il destino dell’Europa come spazio di mescolanza culturale. L’Adriano ricostruito dalla scrittrice francese si rivela paradigma di un sovrano che, pur possedendo il monopolio della forza, tenta di fondare la propria autorità su una legge interiore e su una ragione dialogica. Attraverso cinque snodi tematici, l’articolo mette a fuoco l’attualità del testo: la crisi dell’imperium, la ricerca di giustizia oltre il formalismo giuridico, l’idea di tolleranza come esercizio di misura, la dialettica fra memoria e identità, infine il tentativo – tragico – di coniugare potere e saggezza.
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Lug 18, 2025
Per riflettere su un realistico percorso di pace (giusta).
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Lug 16, 2025
La requisitoria della Procura Generale.
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Lug 14, 2025
Nel dibattito contemporaneo sull’acquisizione della cittadinanza, lo ius sanguinis – ovvero il principio secondo cui è cittadino chi nasce da cittadini – viene spesso trattato come un retaggio antiquato da superare in nome dell’integrazione e dell’inclusività. Si contrappongono a esso lo ius soli, che riconosce la cittadinanza per nascita sul territorio nazionale, e lo ius scholae, che la concede a chi ha frequentato per un certo periodo le scuole italiane. Ma siamo davvero certi che estendere la cittadinanza in modo automatico, quasi meccanico, sia un atto di giustizia? O non rischiamo piuttosto di svilirne il significato profondo?
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