Ridere per non credere: la commedia all’italiana e la crisi del senso
Commedia all’italiana: non solo risate, ma mutazione antropologica. L’ironia ha normalizzato vizi e desiderio, segnando il tramonto dell’etica del dovere.
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Commedia all’italiana: non solo risate, ma mutazione antropologica. L’ironia ha normalizzato vizi e desiderio, segnando il tramonto dell’etica del dovere.
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Marco Ferreri, con L’ape regina (1963), offre una drammatica visione della società borghese priva di Dio, in cui l’assenza del sacro conduce alla disgregazione della famiglia e alla sopraffazione dei legami più intimi. La vicenda di Valeria mette in scena l’effetto corrosivo della scristianizzazione della società: la famiglia, luogo della trasmissione morale e spirituale, diventa teatro di dominio, seduzione e violenza simbolica. L’analisi del film rivela così non solo la decadenza dei costumi, ma la radice spirituale della crisi contemporanea, mostrando come il vuoto trascendente generi alienazione, sopraffazione e autodistruzione.
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Cape Fear (1991), remake dell’omonimo film del 1962, rappresenta una delle opere più disturbanti di Martin Scorsese, in cui il regista affronta i limiti e le ambiguità della giustizia americana. Il protagonista, Max Cady, ex detenuto e simbolo della vendetta assoluta, si trasforma in araldo del caos e dell’ossessione, minacciando la rispettabilità apparente dell’avvocato Sam Bowden. Il film si configura come un dramma morale, teologico e psicologico, in cui la colpa, taciuta e rimossa, ritorna sotto forma di violenza sacrificale.
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Kill Bill di Quentin Tarantino mette in scena una violenza estetizzata che sovverte i tradizionali codici etici e morali, trasformando l’atto distruttivo in puro intrattenimento visivo. La vendetta, privata di ogni riflessione etica, diventa meccanismo rituale, reiterato e svuotato di senso. In questa deriva simbolica, il film rivela una crisi del sentimento etico contemporaneo, dove il dolore è spettacolo e la giustizia si dissolve nell’istinto.
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Le Iene esplora i temi della verità, dell’identità e della moralità in un contesto dominato dalla violenza e dal sospetto. Attraverso il gioco di maschere e l’assenza di un codice etico condiviso, Tarantino mette in scena una crisi esistenziale: i personaggi, privi di certezze, agiscono in un mondo assurdo dove la lealtà è fragile e la verità è ambigua. Il film diventa così una riflessione sull’incomunicabilità, sulla libertà tragica della scelta e sulla dissoluzione di ogni principio assoluto.
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Il figlio sospeso di Egidio Termine è un film intenso e filosoficamente profondo che affronta il tema della filiazione spezzata nell’epoca della tecnica. Seguendo il viaggio interiore di Lauro, fotografo alla ricerca delle proprie origini, il film esplora con delicatezza i nodi etici della maternità surrogata, la crisi dell’identità e il bisogno di riconoscimento.
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Nel film A Man for All Seasons (1966), diretto da Fred Zinnemann e tratto dall’omonima opera teatrale di Robert Bolt, si narra la vicenda del cancelliere d’Inghilterra Tommaso Moro, che si oppone, in silenzio e con tragica coerenza, alla volontà del re Enrico VIII di ottenere il divorzio e fondare la Chiesa anglicana. In un’epoca segnata da conflitti fra potere temporale e autorità spirituale, Moro sceglie di perdere tutto, tranne la propria integrità.
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The Hateful Eight di Quentin Tarantino si configura come un dramma giudiziario mascherato da western, in cui la giustizia si dissolve nell’arbitrio e nella vendetta. In un microcosmo privo di uno Stato di diritto solido, la parola diventa un’arma, la testimonianza un inganno e la legge una mera formalità. Attraverso personaggi ambigui e un crescendo di tensione, Tarantino smaschera l’illusione di una giustizia imparziale, mostrando come, in un mondo dominato dalla violenza, il tribunale diventi un patibolo e la sentenza si scriva col sangue.
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Match Point (2005), scritto e diretto da Woody Allen, è un thriller psicologico che esplora i temi della fortuna, del desiderio, della colpa e della morale. Ambientato in una Londra altoborghese, il film segue le vicende di Chris Wilton, un ex tennista professionista, che intreccia una relazione clandestina con Nola Rice, amante e vittima delle sue ambizioni sociali. La narrazione culmina in un duplice omicidio, emblematico di come la casualità e la fortuna possano influenzare il destino umano. Allen pone una domanda inquietante: in un mondo dominato dalla contingenza, qual è il ruolo della morale?
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Il film Casino (1995) di Martin Scorsese, tratto dal libro Casino: Love and Honor in Las Vegas di Nicholas Pileggi, racconta l’ascesa e la caduta di Sam “Ace” Rothstein, brillante bookmaker affiliato alla mafia, e il suo dominio sul casinò Tangiers a Las Vegas. Attraverso le vicende di Ace, del violento Nicky Santoro e della tormentata Ginger McKenna, il film esplora il complesso intreccio tra legalità e criminalità, mostrando come il sistema giuridico si pieghi agli interessi economici e mafiosi.
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